La Serva di Dio Carmen Hernández e la difesa della vita. Ce ne parla Nicola Speranza

Bernabé V., CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

La serva di Dio Carmen Hernández, scomparsa il 19 luglio 2016, ha dato il via, insieme a Kiko Arguello, al Cammino neocatecumenale; si è spesa per portare avanti il vangelo della Vita. Di lei Papa Francesco ha scritto: “Rendo grazie al Signore per la testimonianza di questa donna, spinta da un sincero amore alla Chiesa, che ha speso la sua vita nell’annuncio della Buona Notizia in ogni luogo, anche in quelli più lontani, senza dimenticare le persone più emarginate”.

Affrontiamo un aspetto di Carmen Hernández: la sua particolare attenzione alla relazione della donna con l’origine e il mistero della vita – e la sua ricaduta a livello europeo, e non solo. Ne parliamo con Nicola Speranza, laureato in Relazioni Internazionali, collaboratore e segretario generale di Fafce- Federazione famiglie cattoliche europee dal 2013, che da un anno è anche missionario per il Cammino neocatecumenale in Africa.

Carmen ha detto: “nella vita, che è il meraviglioso e grande dono di Dio, la donna ha un ruolo immenso da svolgere con Dio: quello di avere in sé il grembo… l’inganno del nostro secolo è che la morte viene introdotta nel grembo della donna, mettono la morte nella fabbrica della vita…”. Cosa sta succedendo in UE tra risoluzioni e direttive contro la vita e la donna?

Quello che sta succedendo in Unione Europea contro la vita e la donna è la conferma della profezia fatta dalla serva di Dio Carmen Hernández, incredibilmente complementare alla profezia di Giovanni Paolo II sulla vita e sulla famiglia nella seconda metà del XX secolo, espressa anche da Santa Madre Teresa di Calcutta con parole storiche, fortissime, sulla vita, in occasione del premio Nobel per la pace che ricevette nel 1979: “Se una madre può uccidere suo figlio, chi impedisce agli uomini di uccidersi tra di loro?”.

Questa pace continuamente messa in discussione, che stiamo vedendo oggi in tutto il mondo, non è altro che la conseguenza del disprezzo di quella che Carmen chiamava la “fabbrica della vita”, questo dono unico della donna di portare la vita, di cooperare alla creazione, caratteristica tipicamente divina.

Negli stessi anni in cui Madre Teresa faceva questa denuncia fortissima, che fece scalpore tanto da suscitare un’eco di assordante silenzio nei media scandalizzati, Carmen Hernández parlava con forza, da alcuni anni su questo tema. Guardava alla gioventù dell’epoca, appena uscita da anni di lotte per l’anarchia, per la rivoluzione sessuale, dicendo con sguardo profetico che la difesa della vita e della donna era una missione.

Anche la gioventù di oggi è ingannata, ma ci avviciniamo al giubileo dei giovani che si terrà a Roma con Papa Leone, domenica 3 agosto. Il sabato, 2 agosto, sarà un momento importantissimo di speranza grande, di incoraggiamento, perché questa realtà che stiamo vivendo oggi in Europa non è una condanna e non ci deve rinchiudere di fronte alla quantità anche di materiale legislativo e para-legislativo che viene dalle istituzioni internazionali, nazionali e comunitarie. Non ci deve ridurre a delle riserve indiane! Noi siamo chiamati ad essere quella luce sul monte, a dare testimonianza della bellezza della famiglia della verità, del Vangelo, della vita.

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Papa Leone XIV, nel discorso ai politici in occasione del giubileo dei governanti del 21 giugno scorso, ha detto: “La legge naturale, universalmente valida al di là e al di sopra di altre convinzioni di carattere più opinabile, costituisce la bussola con cui orientarsi nel legiferare e nell’agire, in particolare su delicate questioni etiche che oggi si pongono in maniera molto più cogente che in passato, toccando la sfera dell’intimità personale”. Come Fafce avete fatto tanto lavoro in questo senso…

Sì, in effetti in questi 12 anni di lavoro, ma anche negli anni precedenti in cui io non c’ero, come Federazione Europea delle Associazioni Familiari Cattoliche-FAFCE c’è stato tanto lavoro. Sono ormai quasi 30 anni FAFCE svolge questo servizio che consiste precisamente in quello che ha sottolineato Papa Leone nel Giubileo dei Governanti, cioè nel portare questa legge naturale all’attenzione del legislatore europeo. 

E chi è il legislatore europeo? Non è facile rispondere, perché l’Unione Europea è un “animale” raro, un “animale” strano nel contesto delle istituzioni nazionali, internazionali, perché non è né un’istituzione nazionale né un’istituzione internazionale. La UE è un consesso in cui gli Stati membri cedono porzioni della loro sovranità e decidono di lasciarla ad un organo altro, che è la Commissione Europea, che non è un organo eletto ma che dovrebbe essere espressione delle ultime elezioni europee. Insomma, una questione molto complessa. 

Noi, come FAFCE, cerchiamo di ricordare che la realtà della famiglia, quasi relegata all’ultimo posto, disprezzata o totalmente negata, non è una realtà di cui si può fare a meno, non è una realtà da dimenticare, ma è la base da cui partire. Fa parte di quell’ambito della legge naturale che, per citare ancora una volta il Pontefice, costituisce la bussola con cui orientarsi nel legiferare e nell’agire.

La famiglia è la cura della malattia, non è il malato da curare. La famiglia è il tesoro dell’Europa, è il futuro, rappresenta la fabbrica del futuro.

Come nella donna c’è questa fabbrica della vita di cui parlava Carmen, possiamo dire che nella famiglia c’è la fabbrica del futuro. Nessuna società può farne a meno. Quando una società fa a meno della famiglia, le sue comunità si dislocano, si scompongono. Lo vediamo anche in altri paesi, comprese zone più lontane dall’Europa, come in Africa, dove la famiglia spesso non è attaccata dal punto di vista ideologico e culturale, ma è assente da un punto di vista prettamente della tradizione. Parole come fedeltà, promessa di fedeltà, castità, continenza, in Europa sono obsolete, ma spesso, purtroppo, in molti paesi extraeuropei sono semplicemente sconosciute. È da qui che si può e bisogna ricominciare, dalla famiglia.

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Carmen Hernández riferendosi alla capacità delle donne di essere grembo della vita, parla di un “corpo liturgico”: una speranza per l’Europa che nel 2024 ha introdotto in Francia il diritto di aborto?

Sì, è una speranza. La presenza della donna e la presenza della donna nel cuore della famiglia è la speranza del futuro dell’umanità, del futuro dell’Europa. Carmen ha avuto una visione profetica, cioè ispirata, chiara, nitida per quanto riguarda la realtà della donna, dell’uomo e della famiglia, nel mondo d’oggi.

Ha avuto una capacità di leggere non solo nel cuore delle persone, ma anche di leggere l’azione di Dio nella storia, nella storia nostra, nella storia dell’Europa, nella storia del suo paese, la Spagna. Questo attacco alla vita da tutti i lati è stato a cerchi concentrici, continua e continua, non solo per quanto riguarda l’aborto, ma anche per quanto riguarda il fine vita. Vediamo le proposte legislative sull’eutanasia e suicidio assistito in Italia, anche in piccoli stati come per esempio Malta o San Marino, proposte volte a promuovere la morte invece della vita. Ebbene, di fronte a tutto questo c’è una promessa, c’è una realtà, c’è una luce e la luce è nella chiesa, che è chiamata a illuminare la storia, illuminare anche la vita dei dimenticati, di quelli di cui nessuno si ricorda a partire dai bambini non nati, dagli emarginati della società, quelli che sono nelle stanze degli ospedali e che sono soli, soffrono la solitudine.

Secondo Carmen, la Chiesa ci porta una luce anche attraverso l’esperienza della verginità, che manifesta la fecondità spirituale e la capacità creatrice di Dio. In particolar modo Carmen parla della donna e di come lei sia segno di questa capacità di Dio di creare e di ricreare con il perdono, con queste sue viscera di misericordia. Rahamim è la parola ebraica per misericordia, che Carmen usava spesso, ed è questa capacità di creare e di ricreare che solo Dio ha, di fronte al perdono, di fronte alla riconciliazione. È quello che noi cristiani siamo chiamati a portare. La verginità fa sì che senza ricevere nulla si possa essere padre e madre. La verginità vissuta nella Chiesa, nell’intimità con Dio fa sì che noi possiamo essere queste luci per l’Europa di oggi e questa è la chiamata che sarà fatta all’incontro vocazionale che seguirà l’incontro con Papa Leone, al Giubileo dei Giovani.  Speriamo che molti giovani rispondano a questa chiamata di essere tutti interi di Dio, nella strada che gli sarà indicata, nel loro discernimento.

Il futuro dell’umanità viene da questo, la speranza dell’umanità viene dall’incontro che te e me possiamo avere con Gesù Cristo, quello che ci dà la vita, che ci permette di portare la vita al mondo. 
Per chi volesse approfondire in maniera più ampia questa figura di donna, così giusta per il mondo di oggi, sono interessanti, tra le altre, queste letture: Sono in te tutte le mie fonti. La serva di Dio Carmen Hernández in terra Santa 1963-1964 di Francesco Giosué Voltaggio, ed. Chirico; Carmen Hernández. Note Biografiche di Aquilino Cayuela edito da San Paolo; e infine Cuore Indiviso di Josefina Ramon, sempre con San Paolo.




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