MATRIMONIO CRISTIANO
Gli sposi cristiani non sono “migliori”, hanno Gesù con loro
Il problema di molti sposi è che, forse, sono “troppo pieni e sicuri di sé”. a spiegarlo è Antonio De Rosa, commentando una lettera scritta da Papa Francesco agli sposi. “Spesso, quando le cose vanno bene, si monta in superbia. Si crede di essere i soli artefici della propria felicità e del proprio matrimonio. Si lascia sempre meno spazio a Dio, perché non serve”. Il sacramento, invece, è un dono e Gesù ce lo fa perché ne abbiamo bisogno.
Antonio De Rosa, commentando la Lettera di Papa Francesco indirizzata agli sposi, sul suo blog scrive: “Sono convinto che tanti matrimoni falliscono, e ne falliscono davvero tanti, non perché quegli sposi siano stati peggiori di noi. Tanti matrimoni si rompono anche se i due sposi all’inizio ci credevano. Sono convinto che tanti sposi che poi falliscono siano partiti meglio di noi, più attrezzati e pronti di noi. Ma poi? Non hanno lasciato spazio a Dio”.
A volte, noi cristiani corriamo il rischio di sentirci migliori, come se avessimo delle caratteristiche che ci rendono superiori a qualcun altro.
Guardandoci bene dentro, però, dovremo ammettere che le fragilità “degli altri” sono anche le nostre.
Il punto non è quanto siamo bravi noi, ma quanto spazio lasciamo alla grazia di Dio.
Conoscerete quasi sicuramente la storia di Chiara Corbella Petrillo, che ha fatto scelte coraggiose, come rimandare delle cure per un tumore far nascere suo figlio o, ancora prima, aver accolto dei bambini incompatibili con la vita contrariamente al parere medico, che suggeriva l’aborto.
È stata salda nell’amore, non ha accettato compromessi, non si è lasciata intimidire, tanto che oggi è considerata venerabile, ovvero la Chiesa ha attestato che ha vissuto in santità.
Quando parlava di sé stessa, quando le veniva chiesto di offrire la sua testimonianza, ci teneva a precisare che lei era, per natura, una persona molto paurosa. Il coraggio non era il suo forte, per indole.
Chi la vedeva, allora, capiva che la forza le veniva donata da Dio.
Anche sul tema del matrimonio Chiara ci offre tanti spunti. Da fidanzata, la sua relazione con il futuro marito aveva delle problematiche, la loro umanità era fragile e non riuscivano, da soli, a far funzionare le cose, tanto che si prendevano e si lasciavano di continuo, senza progredire.
Quando si sono fatti piccoli, quando ciascuno ha lasciato spazio a Dio, le loro strade si sono incontrate davvero.
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Per Chiara, la soluzione del cristiano non è “sforzarsi”, ma lasciare agire la grazia. È una questione di fare spazio, di lasciarsi amare.
Gli sposi che falliscono, in questa visione, non sono stati peggiori degli sposi che hanno un matrimonio solido.
Forse sono solo “troppo pieni e sicuri di sé. – leggiamo ancora nel commento di De Rosa – Troppo illusi che nulla avrebbe potuto scalfire la loro felicità. Spesso, quando le cose vanno bene, si monta in superbia. Si crede di essere i soli artefici della propria felicità e del proprio matrimonio. Si lascia sempre meno spazio a Dio, perché non serve”.
Il sacramento è un dono e Gesù ce lo fa perché ne abbiamo bisogno.
Noi, però, ne siamo consapevoli?
Lo lasciamo fare?
Siamo disponibili a spogliarci della nostra superbia?
Perché il vero problema dell’umanità non è la cattiveria, ma la pretesa che possiamo “farci da soli”, è vivere come se non avessimo bisogno di Colui che ci ha creato.
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stiamo vivendo un tempo di prova e di preoccupazione riguardo il presente e il futuro. Questo virus è entrato prepotentemente nella nostra quotidianità e ci ha obbligati a rivedere i tempi del lavoro, delle amicizie, delle Celebrazioni. Insomma, ha rivoluzionato tutta la nostra vita e non sappiamo fin dove ci porterà e per quanto tempo. Ci fidiamo delle indicazioni che provengono dal Governo e dagli organi sanitari preposti ma nello stesso tempo manifestiamo con la nostra fede che “il Signore ci guiderà sempre” (cfr Is 58,11).












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