28 Luglio 2025

Giovani, nel cuore della Chiesa

Oggi Roma si riempie di passi giovani. Il Giubileo dei Giovani si apre come una grande festa della fede, ma anche, e soprattutto, come un tempo favorevole per tornare all’essenziale. Per una come me, che ha amato, seguito, raccontato tante storie di giovani e di famiglie, questa giornata non può che far emergere una memoria viva, personale, incancellabile: il Giubileo del 2000.

Avevo venticinque anni. I miei amici erano a Tor Vergata, dentro quella straordinaria “città tenda” che accoglieva giovani da tutto il mondo. Io ero altrove. Anzi, ero dentro un’altra forma di giubilo: stringevo tra le braccia mio figlio, nato da pochi mesi. Non camminavo tra le tende, non cantavo “Emmanuel” sotto il cielo romano. No. Ero dentro un mistero ancora più grande. Stringevo al petto mio figlio e, mentre la televisione restituiva limpide le immagini di una Chiesa giovane e in festa, io contemplavo in silenzio la meraviglia della vita. Non potevo essere lì fisicamente, ma ero lì con l’anima. Ricordo ogni parola, ogni immagine, ogni sguardo trasmesso in diretta. E soprattutto, la voce di San Giovanni Paolo II, stanca ma ferma, che diceva ai presenti: “A voi giovani, spetta il compito di essere sentinelle del mattino… che annunciano la venuta del sole che è Cristo risorto!”.

Quelle parole, cariche di forza e dolcezza, mi arrivarono dritte al cuore. Sentivo che quella “sentinella del mattino” non era solo una metafora poetica, ma una vocazione vera, una responsabilità concreta. Non solo per chi stava sotto quel cielo, ma anche per me, madre agli inizi, chiamata a custodire, educare, trasmettere la fede. E oggi, nel 2025, Roma torna ad accogliere una nuova generazione. È passato un quarto di secolo, eppure la sfida è ancora tutta aperta. I giovani, oggi come allora, sono assetati di autenticità, stanchi di compromessi, desiderosi di luce. Ma anche fragili, spesso disorientati, tentati da una cultura che li svuota mentre promette di esaltarli.

Mi chiedo: che cosa cercano davvero? La risposta non è scontata, ma una cosa è certa: i giovani non vogliono essere spettatori di un cristianesimo annacquato, di una fede che scende a compromessi col mondo per paura di essere esclusa. I giovani — anche quelli che non lo sanno dire con le parole — vogliono la verità che accende, non la mezza misura che anestetizza. E allora mi domando: quale Chiesa incontreranno in questi giorni? Una Chiesa capace di abbracciarli come una madre, senza giudizi ma anche senza sconti? Una Chiesa che li ama così tanto da non abbassare mai l’asticella del Vangelo? Questo Giubileo dei Giovani non può essere solo un evento ben organizzato, con musiche emozionanti e logistica efficiente. Deve essere un appello. Un luogo in cui ogni ragazzo possa sentire, magari per la prima volta, che la propria vita è un dono unico e irripetibile, e che seguire Cristo non toglie nulla, ma dà tutto.

Come madre, come donna, come credente, desidero una Chiesa capace di guardare questi giovani con speranza, non con paura. Che non li rincorra, ma li preceda con il coraggio della testimonianza. Una Chiesa che non cerchi di piacere, ma di amare. E così, nel silenzio della mia preghiera, vedo ancora San Giovanni Paolo II, il Papa dei giovani, alzare il bastone e gridare con voce profetica: “Non abbiate paura! Aprite, anzi spalancate le porte a Cristo!”. Commossa lo ripetevo sussurrandolo all’orecchio di mio figlio. Quel grido non è invecchiato. È ancora la chiave per il futuro. E oggi, Roma ne risuona ancora. E io, anche se non sono più la giovane madre del 2000, resto sentinella con loro, nel cuore della Chiesa.



Il Caffè sospeso...
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Il caffè sospeso è un’antica usanza a Napoli. C’è chi dice che risale alla Seconda Guerra Mondiale per aiutare chi non poteva permettersi nemmeno un caffè al bar e c’è chi dice che nasce dalle dispute al bar tra chi dovesse pagare. Al di là delle origini, il caffè sospeso resta un gesto di gratuità. Nella nuova rubrica che apre l’anno 2024, vorrei raccontare storie o suggerire riflessioni sull’amore gratuito e disinteressato. Quello nascosto, feriale, quotidiano che nessuno racconta, che non conquisterà mai le prime pagine dei giornali ma è quell’amore che sorregge il mondo, che è capace di rivoluzionare la società dal di dentro. Buon caffè sospeso a tutti!


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Giovanna Abbagnara

Giovanna Abbagnara, è sposata con Gerardo dal 1999 e ha un figlio, Luca. Giornalista e scrittrice, dal 2008 è direttore responsabile di Punto Famiglia, rivista di tematiche familiari. Con Editrice Punto Famiglia ha pubblicato: Il mio Giubileo della Misericordia. (2016), Benvenuti a Casa Martin (2017), Abbiamo visto la Mamma del Cielo (2016), Il mio presepe in famiglia (2017), #Trova la perla preziosa (2018), Vivere la Prima Eucaristia in famiglia (2018), La Prima Comunione di nostro figlio (2018), Voi siete l'adesso di Dio (2019), Ai piedi del suo Amore (2020), Le avventure di Emanuele e del suo amico Gesù (2020), In vacanza con Dio (2022).

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