COMBATTIMENTO SPIRITUALE

Il diavolo non è una maschera di carnevale. Proteggiamo il nostro matrimonio

Foto: Pixabay

Perché parlare del diavolo in un mondo secolarizzato? Questo è un tema che, anche noi cristiani cattolici, facciamo fatica ad affrontare per paura di passare da creduloni, sì, temiamo di essere malvisti anche nella Chiesa, sebbene la Parola di Dio e il Magistero ci incoraggiano e ci sostengano. Come sposi cristiani, dobbiamo sapere che non mancano attacchi al nostro matrimonio.

Gesù non è chiaro, è chiarissimo, circa la realtà del demonio. Più volte nel Vangelo il Cristo ci parla di questo nemico, un essere personale, che è puro spirito ma non per questo “non esiste”. Più volte lo costringe a manifestarsi e libera persone disturbate dalla sua presenza. 

Che il demonio esista, poi, lo ribadisce san Paolo, quando afferma che: “La nostra battaglia non è contro creature fatte di sangue e di carne, ma contro i Principati e le Potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebra, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti” (Ef, 6-12). E vogliamo parlare dei santi? Tutti hanno creduto nell’esistenza del diavolo e lo hanno combattuto. Pensiamo a San Francesco d’Assisi, a Santa Gemma Galgani, a San Pio da Pietrelcina. Anche santi più recenti hanno insegnato che il diavolo esiste e va combattuto, compreso il giovanissimo Carlo Acutis, che lo riconosceva – e lo diceva anche – in molte situazioni. 

I papi, inoltre, ne hanno sempre parlato: lo stesso papa Francesco lo ha fatto decine e decine di volte nelle sue catechesi. Leone XIII, predecessore nel nome del papa attuale, ha composto la famosissima preghiera a San Michele Arcangelo, per affidare al guerriero di Dio l’umanità intera, a difesa dal nemico dell’anima per eccellenza.

Tante sono anche le testimonianze di sacerdoti esorcisti, così rari e così preziosi, che raccontano del loro ministero.

Pochi, forse, sanno, però, che il demonio riconosce in tutti i sacramenti un valore esorcistico: chiunque, conducendo una vita di grazia, con la confessione e la comunione frequenti (vissute con fede!) destabilizza il potere del demonio sulla propria vita. Il nostro cuore diventa un luogo inespugnabile. Anche il sacramento del matrimonio protegge l’unione dai coniugale dai suoi attacchi. 

Leggi anche: Il diavolo non vuole l’unione fisica tra gli sposi, Dio invece sì! La storia di Tobia e Sara

Molti credono che sposarsi in Chiesa non aggiunga nulla alla coppia. Certo, non aggiunge nulla se noi non accogliamo quel dono con fede. Cristo non può amarci contro la nostra volontà, non può nemmeno santificarci, se non siamo disposti, se non lo invitiamo tra noi sposi liberamente. Però, se cambiamo prospettiva, se quel “sposarsi in chiesa” diventa “sposarsi in Cristo” allora cambia tutto, anche per il diavolo.

Che siate laici o sacerdoti, siete chiamati a capire, come cristiani, che il diavolo, “il principe di questo mondo”, come lo chiama Gesù nel Vangelo di Giovanni, non è solo una favola o una maschera di carnevale: è il nemico numero uno del Cristo e nostro. Noi possiamo, dobbiamo, aiutare Gesù a smascherarlo, a sconfiggerlo, dovunque si trovi.

Come sposi, possiamo smascherare la sua azione divisiva, le tentazioni di possesso, di chiusura verso l’altro. Cristo è comunione. Il demonio la mina. 

Siamo dentro a questa lotta, ma con la grazia del sacramento possiamo uscire vittoriosi da ogni prova.




Aiutaci a continuare la nostra missione: contagiare la famiglia della buona notizia

Cari lettori di Punto Famiglia,
stiamo vivendo un tempo di prova e di preoccupazione riguardo il presente e il futuro. Questo virus è entrato prepotentemente nella nostra quotidianità e ci ha obbligati a rivedere i tempi del lavoro, delle amicizie, delle Celebrazioni. Insomma, ha rivoluzionato tutta la nostra vita e non sappiamo fin dove ci porterà e per quanto tempo. Ci fidiamo delle indicazioni che provengono dal Governo e dagli organi sanitari preposti ma nello stesso tempo manifestiamo con la nostra fede che “il Signore ci guiderà sempre” (cfr Is 58,11).

CONTINUA A LEGGERE



Cecilia Galatolo

Cecilia Galatolo, nata ad Ancona il 17 aprile 1992, è sposata e madre di due bambini. Collabora con l'editore Mimep Docete. È autrice di vari libri, tra cui "Sei nato originale non vivere da fotocopia" (dedicato al Beato Carlo Acutis). In particolare, si occupa di raccontare attraverso dei romanzi le storie dei santi. L'ultimo è "Amando scoprirai la tua strada", in cui emerge la storia della futura beata Sandra Sabattini. Ricercatrice per il gruppo di ricerca internazionale Family and Media, collabora anche con il settimanale della Diocesi di Jesi, col portale Korazym e Radio Giovani Arcobaleno. Attualmente cura per Punto Famiglia una rubrica sulla sessualità innestata nella vocazione cristiana del matrimonio.

ANNUNCIO


ULTIMI COMMENTI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Per commentare bisogna accettare l'informativa sulla privacy.