METODI NATURALI

I metodi naturali non sono “contraccettivi naturali”. Ecco perché

coppia

I metodi naturali e la contraccezione sono due concetti completamente diversi. Il metodo naturale per regolare le nascite ci fa inserire nel ciclo della vita, che non abbiamo inventato noi. Ci fa sperimentare un’intimità fatta di dialogo, attesa, desiderio. Oltretutto si sperimenta la “libertà da”: libertà da un farmaco, che medicalizza la realtà più naturale del mondo; libertà da un pezzo di plastica, che ovatta le sensazioni, che fa sentire meno la pienezza di essere “una sola carne”. 

L’annuncio rivoluzionario e controcorrente della Teologia del Corpo, in molti ambienti ecclesiali, non è ancora penetrato; la sua luce è rimasta fuori dai rosoni delle chiese e forse dalle finestre delle nostre case. Proprio poche ore fa mi trovavo in una parrocchia, a parlare di come impostare un corso di preparazione al matrimonio. Era presente una coppia, da anni nell’Azione Cattolica. Sono sposi, genitori con figli, educatori e animatori pastorali praticamente da sempre. Sono bellissime persone, danno la vita per Cristo e per i fratelli, eppure, in quell’ambito della vita (la sessualità), si sentono distanti dalla visione della Chiesa, in particolare sui temi della castità, della contraccezione, dell’apertura alla vita. L’impressione che mi sono fatta ascoltandoli, però, è che non la conoscessero pienamente. Sapevano, grosso modo, le regole, ma conoscevano poco il perché e la bellezza della proposta evangelica.

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Ogni cambiamento importante ha bisogno di anni, decenni, secoli per divenire vita

Nella Scrittura è contenuta, sin dai tempi di Gesù, la pienezza dell’annuncio sul matrimonio. Di fatto, però, la Chiesa lo sta scoprendo, come si scopre un tesoro, soprattutto negli ultimi tempi. Humanae Vitae ha avuto il merito di chiarire che l’amore coniugale non è solo per la generazione della vita e che c’è anche un altro fine, quello unitivo. Giovanni Paolo II ha intrapreso un approfondimento sistematico della Parola di Dio sulla sessualità, sulla famiglia umana, sulla coppia come voluta da Dio, proseguito dai suoi successori 

“Se mi volete in questo percorso – ha fatto presente la donna della coppia di cui sopra – sappiatelo: io non ci sto a proporre la morale della Chiesa sulla contraccezione naturale. Sono argomenti superati, per fortuna…”

Ora, la conversazione che è nata a seguito di questa sua affermazione tra me e lei, si innesta perfettamente nell’argomento che sto trattando in questo periodo nella presente rubrica: la fecondità degli sposi.

Possiamo parlare di “contraccezione naturale” riferendoci ai metodi naturali per regolare le nascite?

In realtà c’è una bella differenza tra contraccezione e gestione consapevole della maternità e della paternità.  

La Chiesa si premura di fare una distinzione molto chiara tra utilizzo della contraccezione (che consiste nel rendere un atto infertile, compromettendo la sua natura) e regolazione naturale delle nascite (dove l’atto resta integro, semplicemente è vissuto nei momenti di infertilità della donna).

Utilizzare un metodo naturale per gestire la fecondità nel matrimonio è concettualmente diverso dall’utilizzo di un sistema di contraccezione.

Nel primo caso si manipola l’atto sessuale, adeguandolo alle nostre esigenze; nel secondo caso, l’atto sessuale resta pienamente sé stesso. E noi, che ne siamo custodi, lo viviamo responsabilmente. Ovvero, quando possiamo accogliere figli, lo viviamo senza limitazioni; quando non possiamo evitiamo l’intimità nei giorni in cui, da quell’atto, si potrebbe originare la vita. 

Questo approccio cambia tutto: a testimoniarlo è chi dopo anni di contraccezione ha scelto la via dei metodi naturali. I pochi che restano o escono fuori dalla mentalità contraccettiva ci dicono che non tornerebbero indietro.

Prima di tutto, è il cuore che cambia 

Gli sposi non sono padroni della vita e nemmeno della sessualità; sono ministri della vita e custodi dell’atto sessuale. Lasciarlo integro è un modo di rispettare quella realtà per come ci è data. Non la manipoliamo, siamo ad inserirci nella sua dinamica. 

Le coppie che scelgono dia affidarsi ai metodi naturali lo fanno perché sposano la filosofia che c’è dietro e ci dicono che non tornerebbero alla contraccezione. Non stiamo qui a dire un no sterile alla pillola o al preservativo, siamo qui a dire “sì” alla libertà da ogni strumento che in qualche modo cambia la natura stessa del corpo o dell’atto sessuale. Non andiamo contro la libertà, anzi, testimoniamo che è possibile una via diversa, una “libertà da”, perché i metodi naturali, anche se pochi lo sanno, esistono, se imparati bene funzionano, e ci donano il gusto di vivere ogni atto nella sua originale pienezza.




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Cecilia Galatolo

Cecilia Galatolo, nata ad Ancona il 17 aprile 1992, è sposata e madre di due bambini. Collabora con l'editore Mimep Docete. È autrice di vari libri, tra cui "Sei nato originale non vivere da fotocopia" (dedicato al Beato Carlo Acutis). In particolare, si occupa di raccontare attraverso dei romanzi le storie dei santi. L'ultimo è "Amando scoprirai la tua strada", in cui emerge la storia della futura beata Sandra Sabattini. Ricercatrice per il gruppo di ricerca internazionale Family and Media, collabora anche con il settimanale della Diocesi di Jesi, col portale Korazym e Radio Giovani Arcobaleno. Attualmente cura per Punto Famiglia una rubrica sulla sessualità innestata nella vocazione cristiana del matrimonio.

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ULTIMI COMMENTI

1 risposta su “I metodi naturali non sono “contraccettivi naturali”. Ecco perché”

E’ proprio così. Non si capisce bene perché in tante parrocchie ancora si storca il naso quando si parla dei “metodi naturali”. Quando Paolo VI conobbe i coniugi John ed Evelin Billings rimase affascinato. Sono metodi “a-concezionali” e non “anticoncezionali”. E’ faticoso farlo capire ma me vale la pena. Grazie

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