SETTEMBRE

Settembre: tempo di scelte per sposi e famiglie. Cinque consigli

Ripartire è inevitabile, mentre scegliere è un atto di libertà. È facile lasciarsi travolgere dal ritmo che ricomincia – scuola, lavoro, corsi sportivi o musicali – e ritrovarci a correre senza sapere bene verso dove. Ogni nuovo anno pastorale ci offre però un’occasione preziosa: fermarci, guardarci negli occhi e domandarci quale direzione vogliamo dare al nostro cammino di coppia e di famiglia.

I buoni propositi da soli non bastano e tutti ne abbiamo fatto esperienza: abbiamo bisogno di un cuore disposto ad ascoltare, a riconoscere ciò che conta e a lasciarsi guidare dallo Spirito. Un aiuto prezioso ci viene dal discernimento spirituale, così come lo ha insegnato sant’Ignazio di Loyola. Discernere significa imparare a leggere i movimenti del cuore e della vita per scegliere ciò che conduce verso Dio e verso la pienezza della nostra vocazione. Ecco tre linee guida per iniziare un percorso di discernimento e quindi di verità:

Riconoscere

Fermiamoci e guardiamo con sincerità ciò che abbiamo vissuto. Quali scelte dell’anno passato ci hanno fatto bene come coppia o come famiglia? Quali dinamiche ci hanno raffreddati o disconnessi? Che cosa ci ha dato energia, gioia, libertà?

Interpretare
Chiediamoci che cosa ci dicono quei fatti, alla luce della nostra vocazione di battezzati e della nostra vocazione specifica. I desideri che portiamo nel cuore sono superficiali o profondi? Le nuove proposte che ci attraggono ci fanno crescere insieme o rischiano di distrarci?

Scegliere
C’è il bene e c’è il “bene migliore”. Non tutto ciò che si presenta è buono per noi. Discernere significa scegliere il bene possibile, quello che possiamo vivere oggi, con i limiti e le potenzialità del momento. A volte basta poco: ritagliare un tempo settimanale dedicato alla coppia, introdurre una preghiera serale in famiglia, rinunciare a un impegno per recuperare tempo autentico.

Il rischio del mese di settembre è riempire tutto subito: orari, attività, spazi. Tuttavia, una vita piena non coincide necessariamente con una vita piena di cose e il discernimento ci insegna a modellare il tempo partendo da ciò che conta davvero. 

Leggi anche: Si ritorna alla normalità?

Per accompagnare questo tempo di ripresa vogliamo proporre cinque passi concreti, ispirati alla spiritualità ignaziana, da vivere insieme: gesti semplici ma densi, che possono diventare un cammino spirituale per abitare il tempo nuovo con maggiore consapevolezza, più amore e più Dio.

  1. Scegliamo un verbo guida per l’anno

Invece della solita lista di buoni propositi, proviamo a scegliere insieme un verbo guida per questo tempo di ripresa: un’azione concreta che ci ispiri e ci accompagni (come “ascoltare”, “custodire”, “osare”, “seminare”). Scriviamolo su un foglio e appendiamolo in un luogo visibile, sul frigo o sullo specchio che abbiamo in camera da letto. Quel verbo potrà diventare la nostra bussola nei momenti di confusione, orientando i pensieri, le energie e il cuore.

  1. Definiamo il nostro esame di coppia settimanale

Ispirandoci all’esame di coscienza, possiamo creare un piccolo rito settimanale tutto nostro. Un esempio: la domenica sera dedichiamo dieci minuti per domandarci che cosa ci ha fatto crescere durante la settimana, in quali momenti ci siamo sentiti più uniti e dove, invece, abbiamo perso l’intesa. Questo semplice gesto di attenzione reciproca può rafforzare il nostro legame e aiutarci a camminare con maggiore consapevolezza.

  1. Pronunciamo insieme un “no” liberatorio

Capita spesso di dire “sì” a troppe cose, per abitudine o per non deludere le aspettative. Il discernimento ci invita anche a dire “no”, con libertà e rispetto. Scegliamo insieme qualcosa da cui vogliamo prendere le distanze: un impegno eccessivo, un’abitudine che ci appesantisce o un’attività che ci allontana dalla relazione. Questo “no” condiviso può restituirci energie preziose per ciò che conta davvero.

Leggi anche: “Vuoi educare alla fede i tuoi figli? Comincia dal tuo rapporto con Dio”

  1. Facciamo l’esame dei legami

Riflettiamo insieme sulle relazioni che ci circondano: quali legami ci danno vita, cioè ci nutrono e ci fanno crescere? Quali ci affaticano o ci allontanano dal cammino che desideriamo? Senza giudicare, possiamo diventare più consapevoli di quali relazioni meritino cura e quali, forse, vadano ripensate per custodire meglio la nostra vita familiare e spirituale.

  1. Scriviamo una preghiera delle decisioni

Sediamoci insieme e mettiamo per iscritto una preghiera che raccolga le nostre scelte, le intenzioni e i desideri per il nuovo anno pastorale. Potremo rileggerla all’inizio di ogni mese o tenerla in un luogo visibile della casa. Pregare le nostre decisioni è un modo per riconoscere che Dio non è spettatore, ma compagno fedele di viaggio, che ci accompagna passo dopo passo.

In conclusione, ogni gesto, ogni passo, ogni piccola decisione può diventare un modo per amarci meglio. Non servono rivoluzioni o programmi complicati, è sufficiente il desiderio sincero di non vivere in automatico, ma di scegliere e perseguire insieme una direzione chiara.

La vita familiare si costruisce così: tra ascolto e fedeltà, tra verbi da custodire e sogni da riaccendere. Non si tratta di aggiungere altri impegni, bensì di fare spazio a ciò che conta davvero; e, soprattutto, di riconoscere che Dio è già all’opera nella nostra storia, nei giorni ordinari, nel desiderio profondo che abita il nostro cuore.

Che questo nuovo anno sia per tutti noi un tempo fecondo. Non perfetto, ma autentico. Non privo di fatiche, ma abitato dalla grazia. Ogni scelta, anche la più semplice, può diventare una risposta concreta al grande amore che ci ha uniti.

È tempo di scegliere. Insieme.




Aiutaci a continuare la nostra missione: contagiare la famiglia della buona notizia

Cari lettori di Punto Famiglia,
stiamo vivendo un tempo di prova e di preoccupazione riguardo il presente e il futuro. Questo virus è entrato prepotentemente nella nostra quotidianità e ci ha obbligati a rivedere i tempi del lavoro, delle amicizie, delle Celebrazioni. Insomma, ha rivoluzionato tutta la nostra vita e non sappiamo fin dove ci porterà e per quanto tempo. Ci fidiamo delle indicazioni che provengono dal Governo e dagli organi sanitari preposti ma nello stesso tempo manifestiamo con la nostra fede che “il Signore ci guiderà sempre” (cfr Is 58,11).

CONTINUA A LEGGERE



Giovanna Valsecchi

Giovanna Valsecchi è sposa e mamma in attesa del primo figlio, appassionata della bellezza della vocazione coniugale e della formazione affettiva. Ha conseguito la Licenza in Scienze Religiose presso l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum di Roma e si è specializzata in Teologia del Corpo con il primo Master dedicato in lingua italiana, presso l’Università Francisco de Vitoria di Madrid.
Insieme al marito Leonardo collabora con il Progetto Misterogrande nell’accompagnamento delle giovani coppie verso il matrimonio.
Nel 2025 ha pubblicato con Effatà Editrice il libro L’arte dell’intimità di coppia, un percorso che intreccia antropologia e teologia, cadenzato da testimonianze che aiutano a riscoprire il dono dell’amore sponsale nella sua verità quotidiana.

ANNUNCIO

ANNUNCIO


ULTIMI COMMENTI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Per commentare bisogna accettare l'informativa sulla privacy.