TESTIMONI

Pier Giorgio Frassati e l’Eucaristia: quando la vita si gioca in ginocchio

Durante la scorsa Veglia pasquale, in tutta la Francia, ben 10.384 adulti e oltre 7.400 adolescenti hanno ricevuto il battesimo. Numeri che fanno girare la testa e costringono a guardare il mondo dei giovani in modo diverso. Tra questi catecumeni, la fascia tra i 18 e i 25 anni – studenti e giovani lavoratori – rappresenta il 42% degli adulti che si preparano a entrare nella Chiesa. E non sono solo dati francesi: in Scandinavia i cattolici, un tempo quasi invisibili, oggi si fanno sentire. Negli Stati Uniti, dal 2005 al 2012, circa un milione di persone ha ricevuto il battesimo cattolico. Tanti, concentrati a guardare al passato, faticano a riconoscere che la ricerca di Dio esplode ovunque: il bisogno di silenzio interiore è diventato una fame urgente, quasi fisica. È la fame di vita, di eterno, di presenza vera. Siamo alla ricerca di Dio. Ma chi ce lo fa incontrare?

Pier Giorgio Frassati, giovane torinese vissuto quasi un secolo fa, è il testimone esemplare per questa nuova generazione affamata di vita, e già 100 anni fa ha dato una risposta chiara a questa fame: si gioca tutto in ginocchio davanti all’Eucaristia. La sua testimonianza è per tanti giovani il ponte per poter incontrare Dio. Non a caso sarà canonizzato il prossimo 7 settembre insieme a Carlo Acutis. Di lui parla il testo Pier Giorgio Frassati. Fino alle vette (Editrice Punto Famiglia, 2025), rivolto proprio a tutti quei giovani che vogliono fare sul serio un percorso di fede, mettendosi in discussione e in gioco proprio a partire dalla luminosa traccia lasciata dal santo torinese.

Dal 1919 Pier Giorgio si iscrive tra gli adoratori notturni. All’alba, mentre la città è ancora avvolta nel buio, lui si prostra davanti all’Ostensorio, affidando al Signore tutte le sue battaglie, le sue speranze, i suoi desideri. Dopo l’adorazione partecipa alla Messa, riceve la Comunione e si ferma un’ora a ringraziare per quel dono immenso. Solo allora comincia la sua giornata, armato di quella forza ricevuta nel silenzio davanti a Gesù. Una giornata vissuta senza sconti, divisa tra università, politica, famiglia, amici e soprattutto i suoi amati poveri, di cui conosceva i nomi, uno ad uno. 

Scopri il testo: Pier Giorgio Frassati. Fino alle vette

I suoi amici lo ricordano come un giovane quasi trasfigurato in quei momenti. Marco Beltramo racconta di quella volta al Santuario della Consolata in cui Pier Giorgio, assorto in fervorosa preghiera, non si accorse che da un candeliere gli gocciolava cera fusa sulla testa e sulla giacca. Eppure, anche dopo quella notte, era pronto per affrontare la vita con energia incredibile, senza mai rinunciare alla sua fede profonda.

Monsignor Pinardi ricorda invece la veglia notturna prima dell’ultima domenica di carnevale del 1925: Pier Giorgio si preparò a passare la notte in adorazione per poi partire per una gita in montagna. «Mi sentirò più forte, più sicuro e anche più lieto», disse con convinzione.

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Non sappiamo cosa esattamente accadesse in quelle ore di preghiera, ma possiamo immaginare un dialogo d’amore così intenso da non avere bisogno di parole scritte. Quel silenzio davanti al Tabernacolo era un linguaggio profondo, un incontro vivo con Gesù. La vera rivoluzione di Pier Giorgio sta qui: nell’aver sperimentato che essere amati da Dio è un’armatura invincibile. Come un bambino che impara a camminare sotto lo sguardo sicuro dei suoi genitori, così Pier Giorgio, giovane uomo, trovava coraggio e sicurezza sotto lo sguardo di Dio.

Davanti all’Eucaristia ritroviamo l’innocenza, la luce nelle tenebre, la casa in cui sentirci al sicuro. Da lì nasce una gioia che accende il volto, che dà senso alle azioni e illumina le scelte. Anche quando la fede ci mette in crisi, quando tutto ci chiede di cambiare rotta e fare scelte coraggiose, quel silenzio d’amore ci sostiene e ci trasforma. Pier Giorgio lo sapeva bene: gli ultimi mesi di vita, pur segnati da studio e sacrifici, non gli tolsero mai il tempo per servire i poveri e passare notti davanti al Tabernacolo.

Oggi, mentre molti cercano Dio in forme nuove e diverse, Pier Giorgio ci invita a tornare all’essenziale. La rinascita della spiritualità giovanile è la risposta a una fame che non si placa, ma ha bisogno di una guida concreta. La vita, quella vera, non si gioca nel clamore, ma in ginocchio davanti all’Amore che ci trasforma. Non c’è altra rivoluzione possibile.Acquista il testo: Pier Giorgio Frassati. Fino alle vette




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