Pier Giorgio Frassati
Lorenzo Zardi: “Pier Giorgio Frassati, un santo amato dall’Azione Cattolica”
In vista della canonizzazione di Pier Giorgio Frassati, che avverrà – insieme a quella di Carlo Acutis – domenica 7 settembre 2025, abbiamo intervistato Lorenzo Zardi, vicepresidente nazionale per il Settore giovani Azione cattolica italiana. Ci ha raccontato cosa lo colpisce personalmente e come questo santo è entrato nella vita dell’Azione Cattolica… Lo ringraziamo per la disponibilità e per gli spunti che ci ha offerto.
Di Pier Giorgio Frassati vengono spesso ricordati l’amore per i poveri e il legame con l’eucaristia. Cosa possiamo dire di questo prossimo santo a chi non conosce la sua spiritualità?
L’amore per l’Eucaristia e l’amore per i poveri in Pier Giorgio sono la stessa cosa. Alcuni passaggi della sua vita lo rivelano in modo chiaro. È lui stesso che afferma, ad esempio: “Gesù mi fa visita con la comunione ogni mattina ed io gliela restituisco nel modo misero che posso: visitando i suoi poveri”. E quando gli amici gli chiedono come faccia ad entrare in certe case sudice, lui ricorda loro che anche nella casa più lercia c’è Gesù. Pier Giorgio non agisce per mera filantropia, il suo modo di vivere è una restituzione dell’incontro col Signore.
Frassati verrà canonizzato il 7 settembre, insieme a Carlo Acutis. Cosa accomuna questi due giovani testimoni?
Credo che Carlo e Pier Giorgio siano due figure differenti, che condividevano però un legame forte con l’Eucaristia, con la comunione… Hanno vissuto l’annuncio secondo forme differenti, ma sta proprio in questo la bellezza: mostrano diverse forme possibili di testimonianza e di annuncio. Il Signore, infatti, genera l’incontro in modo particolare con ciascuno di noi. E in quella strada unica, pensata per ognuno di noi, si rivelano talenti unici.
Personalmente, come ha conosciuto Frassati e cosa l’ha colpita?
Ho conosciuto Pier Giorgio in Azione Cattolica. Non è un santo di Azione Cattolica – anche se poi, i santi sono di tutti, sono della Chiesa, del Signore – ma è uno dei santi che hanno intrecciato la vita dell’Azione Cattolica ed è stato un nostro compagno di strada per tante generazioni. Nella mia Diocesi, di Imola, c’è stata la prima dedicazione di un Circolo proprio a Pier Giorgio. Personalmente, mi colpisce la fama di santità che immediatamente lo ha avvolto, subito dopo la morte. In vita, viveva nel nascondimento.
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Aveva preso alla lettera il comando di Gesù: nascondere alla mano destra ciò che fa la sinistra. Un nascondimento tale che tanti non si erano accorti di chi fosse realmente, compreso il padre. Eppure, al momento della sua morte, fu subito chiara la sua santità. Mi colpisce, inoltre, che è stato un santo giovane che non ha mai disprezzato la vita con le sue bellezze. Amava la montagna, i panorami, i colori, aveva la capacità di scherzare con i suoi amici. Iconica è la foto di lui, astemio, che tiene in mano una bottiglia di vino e indossa un cappellino in testa… è stato un giovane santo che non ha disprezzato nulla della vita, compreso il divertimento con i suoi amici.
In che modo i santi possono aiutare nell’educazione e nella formazione giovanile?
I santi indicano il Signore, le biografie dei santi non sono cartelli che indicano sé stessi, ma cartelli che indicano la strada, ti fanno pregustare la meta, che è l’intimità col Signore, ti fanno sentire nostalgia di Dio. Essi sono un’occasione per noi di metterci in cammino. In loro abbiamo quasi un’anticipazione di ciò che c’è alla fine, di ciò che ci attende. Non camminiamo verso i santi, ma con i santi verso il Signore. Sperimentiamo, con loro, il desiderio di andare in cordata – per dirla con le parole che userebbe Frassati – verso Dio.
Pier Giorgio non era attaccato ai beni materiali, aveva conosciuto la libertà evangelica che nasce dalla capacità di donare e di non lasciarsi schiavizzare dalle cose. Come aiutare la nostra società a comprendere che la vera ricchezza è l’amore?
La vita di Pier Giorgio testimonia che il senso della vita sta nel dono: non si conta ma si dona. Noi possiamo essere coerenti con l’insegnamento di Pier Giorgio. Non tanto nello spiegare, ma nel testimoniare. Personalmente, da giovane, non sopporto chi mi “spiega la vita”. Sono attratto da persone che mi mostrano un’andatura. Non si tratta allora tanto insegnare, quanto di provare insieme ad accordare i passi. Se lo abbiamo sperimentato, diciamolo con la vita che la vera ricchezza sta nell’amore.
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