IL DONO DELLA VITA
“Nulla è impossibile a Dio”: la storia di nostro figlio Filippo
di Gianni e Cecilia, con la supervisione di don Francesco Buono
Il progetto della “Cascina del Sorriso” non è il ghetto degli sfortunati, ma una casa che mette al centro i ragazzi speciali e le loro famiglie, che non sono semplicemente l’oggetto della compassione e del buonismo altrui, ma il Soggetto che ci insegna ad amare. “Questa ragazza sordomuta e cieca vi insegnerà a vedere come vede un cieco, ad ascoltare come ascolta un sordo e parlare come parla un muto”, diceva don Oreste Bensi.
Alto e Glorioso Dio… la vera gioia è nascosta in alcuni doni che inizialmente ci fanno paura e poi ti trasformano la vita. Così è stato per noi. La vita di Filippo, nato tanto prematuro (venticinquesima settimana, 500 grammi), ha destabilizzato ogni nostro equilibrio e ha capovolto la nostra vita familiare.
La disabilità entra a far parte del nostro quotidiano.
La sua diagnosi di prematuro grave non lascia molte speranze: scoraggia tutti. Gli avevano dato forse due-tre anni di vita. In quel corpicino fragile e piccolo c’era tanta forza, una voglia di vivere più forte del tempo, più forte della nostra paura, più forte di ogni previsione.
La medicina sa e può tanto, ma non tutto. Quel bambino piccolo e fragile oggi compie 20 anni.
È un mistero difficile da spiegare: tra amore e vita c’è un legame molto stretto. Filippo riceve tutto l’amore possibile. Grazie a lui abbiamo imparato che l’Amore autentico non coltiva pretese, perché cammina nei sentieri della gratuità. Amare è l’espressione più luminosa della natura umana, infatti Filippo si esprime solo con il sorriso, che diventa un raggio della luce di Dio.
È ancora più radioso quando riceve Gesù Eucaristia, un Amore che si dona e custodisce la fragile vita di Filippo. Agli occhi del mondo è un ragazzo condannato ad una vita inutile, inchiodato su una carrozzina; non è così per un sacerdote della nostra diocesi di Perugia, don Francesco Buono, che vede in questi bambini e ragazzi “Speciali” – come dice il Salmo 117 – la Pietra scartata dai costruttori che diventa testata d’angolo.
Leggi anche: Quando la legge non vede un figlio
Il progetto della “Cascina del Sorriso” non è il ghetto degli sfortunati, ma una casa che mette al centro i ragazzi speciali e le loro famiglie, che non sono semplicemente l’oggetto della compassione e del buonismo altrui, ma il Soggetto che ci insegna ad amare. “Questa ragazza sordomuta e cieca vi insegnerà a vedere come vede un cieco, ad ascoltare come ascolta un sordo e parlare come parla un muto”, diceva don Oreste Bensi.
Chi ama chi?
Il bene lo facciamo noi cosiddetti “normali” a loro, o sono loro che lo fanno a noi? Perché ci tolgono le maschere, ci purificano dai falsi bisogni e ci insegnano la più grande e vera lezione della vita, che è sentirsi Amati e Amare.
Grati a Dio, a Maria e agli Angeli custodi di averci donato Filippo, piccolo raggio della luce di Dio.
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stiamo vivendo un tempo di prova e di preoccupazione riguardo il presente e il futuro. Questo virus è entrato prepotentemente nella nostra quotidianità e ci ha obbligati a rivedere i tempi del lavoro, delle amicizie, delle Celebrazioni. Insomma, ha rivoluzionato tutta la nostra vita e non sappiamo fin dove ci porterà e per quanto tempo. Ci fidiamo delle indicazioni che provengono dal Governo e dagli organi sanitari preposti ma nello stesso tempo manifestiamo con la nostra fede che “il Signore ci guiderà sempre” (cfr Is 58,11).












ULTIMI COMMENTI
E' proprio così. Grazie per aver scritto questo articolo "non inclusivo". Oggigiorno ci vuole un certo coraggio per dire e…
Ma cosa centra l'albero dei fichi?? Perchè non viene chiarito questa circostanza? grazie
Grazie del bell'articolo, puntuale e preciso. Siamo giunti a questo punto perché le premesse c'erano già tutte a partire dalle…