Utero in affitto: per l’ONU è sempre forma di violenza, su donne e bambini

utero in affitto

Un inaspettato, e, per certi versi incredibile, documento dell’ONU definisce la maternità surrogata (utero in affitto) “violenza alle donne e alle ragazze”. La Relatrice Speciale delle Nazioni Unite sulla violenza contro le donne e le ragazze è Reem Alsalem. 

Il Report, trasmesso nei giorni scorsi dal segretario generale dell’Onu all’Assemblea del Palazzo di vetro, sarà presentato e discusso ufficialmente in plenaria il 10 ottobre. 

Anche la Gestazione per altri (Gpa) definita “altruistica” è stata condannata. Il rapporto, inoltre, conclude con un implicito invito a seguire la strada dell’Italia, verso un bando internazionale e complessivo a questa pratica.

La “condanna” sostiene che la Gpa (gestazione per altri) rinforza le differenze sociali, perché le madri surrogate provengono da ceti poveri o sono sradicate dai loro ambienti, perché separa il bimbo dal seno della madre e dall’allattamento, perché le madri surrogate sono considerate “incubatrici umane”; perché sono molti i casi di mancato pagamento del compenso pattuito in caso di aborti spontanei, o di aborti selettivi imposti in caso di gravidanze multiple o di disabilità del feto, anche insignificanti; perché c’è il ricorso al taglio cesareo in Paesi come India, Messico e Nepal in assenza di indicazioni mediche e perfino di assenso delle interessate.

La Gpa può essere assimilata alla riduzione in schiavitù: è il termine usato da un procuratore argentino che si è trovato a giudicare il caso di donne povere reclutate sui social media per diventare surrogate e private di ogni libertà personale e anche dall’Ucraina arrivano testimonianze simili. Si tratta pur sempre della «vendita di un neonato, il che è un crimine», scrive Reem Alsalem.

L’ONU dice che il “consenso” della donna non rende la Gpa etica. «È riconosciuto che il consenso da solo non può giustificare violazioni dei diritti umani, comprese quelle associate alla tratta di esseri umani, alla vendita di organi, alla schiavitù o alla tortura».

Leggi anche: “Credevo che la maternità surrogata fosse un gesto di altruismo, invece…”: la storia di Elisa

Il Rapporto lancia una serie di raccomandazioni agli Stati: compiere passi legislativi per proibire la Gpa, proteggendo donne e bambini; adottare il “modello nordico in uso per la prostituzione”, cioè, scoraggiare la domanda perseguendo i clienti, gli intermediari, le cliniche, proibendo la pubblicizzazione e adottando campagne di educazione; opporsi alla legalizzazione dei contratti di surrogazioni firmati all’estero, salvaguardando però il miglior interesse dei bambini.

Immediate le reazioni contrarie con motivazioni opinabili. La consulente per la Gpa Sarah Jefford, australiana, protesta che l’Onu ha consultato esclusivamente organizzazione notoriamente contrarie, «transfobiche, anti sex-work e misogini». «Le raccomandazioni della Rappresentante Speciale, dice la consulente per l’utero in affitto, negano il diritto delle donne di esercitare la propria autonomia riproduttiva, inclusa la decisione se diventare surrogate e non allevare i bambini che hanno partorito».

Incredibile invece l’esultanza delle femministe.

«Nel documento si loda l’Italia per la legge del 2024 che ha reso l’utero in affitto un reato universale, definendola un modello da imitare in tutto il mondo – scrive il sito di Feminist Post –. È un riconoscimento storico, che premia anni di lotte del femminismo radicale italiano e segna una svolta globale: la nostra vittoria è diventata contagiosa». 

La legge italiana ha trainato la nascita o il rafforzamento di nuovi gruppi di attivismo internazionale, come Surrogacy Concern in Gran Bretagna, o come la Dichiarazione di Casablanca, una coalizione internazionale formata da oltre 150 esperti e associazioni di 75 Paese del mondo, che dal 2023 chiede l’abolizione universale della surrogata. Il report dell’Onu offre «un riconoscimento senza precedenti al più alto livello internazionale – ha scritto Olivia Maurel, portavoce della Dichiarazione e lei stessa nata da Gpa –. La maternità surrogata non è un atto d’amore, ma una forma di violenza e sfruttamento. E questo rapporto storico apre la strada alla sua messa al bando globale».




Aiutaci a continuare la nostra missione: contagiare la famiglia della buona notizia

Cari lettori di Punto Famiglia,
stiamo vivendo un tempo di prova e di preoccupazione riguardo il presente e il futuro. Questo virus è entrato prepotentemente nella nostra quotidianità e ci ha obbligati a rivedere i tempi del lavoro, delle amicizie, delle Celebrazioni. Insomma, ha rivoluzionato tutta la nostra vita e non sappiamo fin dove ci porterà e per quanto tempo. Ci fidiamo delle indicazioni che provengono dal Governo e dagli organi sanitari preposti ma nello stesso tempo manifestiamo con la nostra fede che “il Signore ci guiderà sempre” (cfr Is 58,11).

CONTINUA A LEGGERE



Gabriele Soliani

Gabriele Soliani, nato a Boretto (Reggio Emilia) il 24-03-1955. Medico, psicoterapeuta, sessuologo, adolescentologo, giornalista pubblicista iscritto all’Ordine. Libero professionista. Ha collaborato per 9 anni al Consultorio Familiare diocesano di Reggio Emilia. Sposato con Patrizia, docente di scuola superiore. Vive a Napoli dal 2015. Ministro della Santa Comunione e Lettore istituito.

ANNUNCIO


ULTIMI COMMENTI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Per commentare bisogna accettare l'informativa sulla privacy.