ARTE E FEDE
Quando Arte e Fede si incontrano: intervista a “Pietre Vive”
a cura di Giada Moneti (@nesentilavoce)
Davanti ad un caffè virtuale, oggi facciamo quattro chiacchiere con Cristina Caravello, della comunità “Pietre Vive” di Firenze. Una realtà bella, un cammino giovanile in grado di intrecciare la storia dell’arte e la fede: in che modo? Ce lo spiega Cristina, che ringraziamo di cuore per l’accoglienza e la disponibilità. Buona lettura!
Una vostra breve presentazione… per chi non ha mai sentito parlare di “Pietre Vive”!
È sempre difficile dire cos’è Pietre Vive a parole e trasmetterne davvero l’essenza. Pietre Vive è una proposta giovanile dei Gesuiti, una comunione internazionale di comunità (18-35 anni) nata dal desiderio di annunciare la Bellezza della Fede attraverso l’arte. Come lo facciamo? Ogni gruppo, mensilmente, offre delle visite guidate gratuite nella chiesa scelta. Le comunità Pietre Vive si fondano sulla preghiera, l’intensa vita di comunità, la formazione storico artistica e teologica, la semplicità, l’attenzione agli ultimi e la completa gratuità del servizio. Oggi, siamo presenti in più di 45 città in Italia, Europa e oltre. A Firenze, nella chiesa di Ognissanti. Ci incontriamo settimanalmente alternando incontri di formazione (sulla chiesa che ci ospita o su tematiche più generali) e di preghiera (seguendo un percorso spirituale che, ogni anno, ha un tema comune per tutte le comunità Pietre Vive del mondo).
Come si svolge il vostro servizio? Come vi formate?
Il nostro servizio consiste nel condividere la nostra fede usando l’arte come strumento. L’arte è un linguaggio e le opere d’arte nelle Chiese non sono scontate decorazioni ma portatrici di un messaggio profondo. Quello che proponiamo infatti, non sono delle semplici visite guidate: cerchiamo di svelare quell’ “invisibile” che l’arte racchiude. Il nostro obiettivo non è essere delle guide turistiche ma testimoni di una Bellezza che ci ha toccato e che desideriamo annunciare. E lo facciamo proprio nei luoghi dove questa Bellezza si fa visibile: nelle Chiese! L’opera d’arte, quindi, è il nostro punto di partenza. Dopo averla studiata dal punto di vista storico-artistico, continuiamo con una formazione più spirituale, approfondendo le letture di riferimento e andando più a fondo. A questo punto arriva la parte più importante: la preghiera, personale e comunitaria. Con il bagaglio di formazione che abbiamo costruito, preghiamo insieme all’opera chiedendoci: “Cosa mi colpisce? Dove tocca la mia vita?”. Tutto ciò farà parte della nostra visita. Questa riflessione mi permette di rendere la visita guidata non un semplice tour ma un momento di dialogo, di ascolto. Diventa un’occasione per incontrare l’altro e l’Altro, che è Dio, trasformando lo spazio sacro in luogo di incontro.
Per chi volesse unirsi a voi, è prevista una formazione specifica?
Per unirsi a noi, non è richiesta nessuna formazione specifica, ma solo la voglia di scoprire, studiare, pregare e divertirsi insieme. La nostra formazione è comunitaria. È frutto di ricerche personali e, quando necessario, ci facciamo accompagnare da figure di riferimento, come gesuiti o esperti del settore, che ci aiutano ad approfondire determinate tematiche. Il coordinamento centrale di Pietre Vive ci aiuta tanto in questo.
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Quale arricchimento c’è per la vostra fede in questo cammino? Conciliare fede e arte è sempre semplice?
Faccio parte di Pietre Vive da otto anni e ho visto la mia fede cambiare e maturare con me. Il nostro stile di preghiera si basa sul metodo ignaziano: mettersi alla presenza del Signore, leggere il testo, meditare, parlare al Signore come si parla ad un amico e condividere con il gruppo. Personalmente, ho visto come questo metodo aiuti a conoscersi interiormente e a crescere nel rapporto con Dio. L’arte sacra è esattamente la rappresentazione della nostra fede ma non solo: contemplare un’opera significa anche entrare nella preghiera dell’artista e nella storia che essa custodisce. Quindi conciliare arte e fede non è difficile. Ovviamente c’è anche una dimensione più personale: un’opera può parlarmi più di un’altra o non parlarmi affatto, un po’ come le Scritture. In questi otto anni ho notato infatti quanto la mia visita guidata sia cambiata: adesso ho voglia di condividere cose che magari prima non condividevo, proprio perché le sento in maniera diversa.
Qualche difficoltà incontrata, nel servizio e nel cammino… e come l’avete affrontata.
A Firenze, una delle più grandi difficoltà è stata quella di mantenere un gruppo stabile e vivo. È una città turistica, universitaria: molti ragazzi si affacciavano e, dopo poco tempo, cambiavano città per motivi di studio. Pietre Vive è anche un cammino che richiede tempo, energie, studio; chiede di mettersi in gioco ed essere aperti ad accogliere e fare comunità. Non ci si limita a partecipare passivamente. Inoltre, è stato difficile inserirsi, farsi strada e farsi conoscere. Dopo tante fatiche, abbiamo preso una pausa per cercare di ricaricare le pile. Adesso, con una nuova aria, abbiamo ricominciato: il gruppo si è ingrandito e abbiamo ricevuto davvero tante grazie, una dopo l’altra. Attraversare il deserto spesso serve per apprezzare tutto ciò che verrà dopo.
Chi volesse conoscervi dove può trovare informazioni sulle varie comunità di “Pietre Vive” in Italia?
Per saperne di più sulla nostra realtà esiste il nostro sito web: pietre-vive.org. Su Facebook e Instagram condividiamo quotidianamente notizie, eventi e iniziative: dai campi estivi di formazione, servizio e preghiera, agli incontri internazionali, fino ai servizi delle diverse comunità in Italia e nel mondo. Per la comunità fiorentina, ci trovate sulla pagina Instagram: @pietrevive_firenze
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