MISSIONARI DIGITALI

I missionari digitali cattolici: chi sono gli influencer di Dio

Di Lidia Agnese Modena

Vi racconto il Giubileo dei missionari digitali, persone che in tutto il mondo scelgono di mettersi al servizio del Regno di Dio con le proprie abilità portando la sua parola agli altri. Discepoli ed evangelizzatori 2.0 presenti sui social e i nuovi media per raggiungere ovunque fratelli e sorelle attraverso strumenti e canali innovativi perché le vie del Signore sono infinite così come i suoi strumenti per annunciare la fede. 

“Ogni storia di bene condiviso sarà un nodo della rete di Dio. Siate agenti di comunione, capaci di rompere le logiche della divisione e dell’individualismo. Siate centrati su Cristo, per vincere le logiche del mondo”. Le parole di Papa Leone XIV accolgono e invitano gli influencer di Dio a rispondere a questa nuova missione.

Il primo Giubileo dei missionari digitali ed influencer cattolici, svoltosi lo scorso luglio a Roma, segna un’epoca dove l’evangelizzazione viaggia anche e soprattutto nel mondo digitale per portare a tutti il messaggio cristiano. Un evento che ha ribadito l’invito ad essere in rete messaggeri di speranza, la parola chiave del Giubileo 2025 e amplificato il 7 settembre, giorno della canonizzazione ufficiale di Carlo Acutis insieme a Pier Giorgio Frassati. Carlo è il primo “millennial” ad essere proclamato Santo, per molti già patrono di Internet grazie alle sue abilità informatiche che ha usato per realizzare il sito dei miracoli eucaristici: un esempio di santità della porta accanto che continua ad ispirare e incoraggiare molti giovani ad essere strumenti d’amore.

Di seguito, vi propongo la testimonianza di “Artisti per Dio”, un gruppo di persone di ogni regione d’Italia che mette a disposizione il proprio talento per la venuta del Regno di Dio nei cuori, è un esempio tangibile di risposta a questa chiamata. Erika Fossati e Valentina Mulè, cofondatrici di questa community su Instagram, ci raccontano attraverso la loro testimonianza che cosa vuole dire essere missionari digitali e come l’arte possa comunicare e condividere il messaggio di Gesù.

Erika, pittrice di arte sacra e collaboratrice dell’Ufficio Comunicazioni Sociali della sua Diocesi di Sulmona-Valva (AQ), sostiene di aver incontrato l’influencer che veramente le ha cambiato la vita: 

È nato oltre 2000 anni fa, con all’inizio soltanto 12 followers e quando chiamava diceva semplicemente “Seguimi”. Lui sapeva arrivare al cuore della gente con parabole, stories che toccavano e trasformavano chi le ascoltava, come accade ancora oggi per chi decide di seguirlo. 

Ho iniziato a condividere alcune mie opere sui social, è stato un crescendo nella consapevolezza che la rete poteva essere canale e strumento per rappresentare la bellezza dell’Amore del Signore, della fede cattolica e portare un piccolo seme di speranza”.

Erika continua parlandoci dell’esperienza al Giubileo dedicato ai missionari digitali: “La bellezza è stata tutta lì: in quella comunione che non ha bisogno di filtri, like o didascalie. Abbiamo pregato insieme, lodato, imparato, ci siamo confrontati con umiltà e coraggio, certi che il Vangelo non è mai fuori moda. Il cuore pulsante dell’evento? L’Adorazione Eucaristica all’interno della Basilica di San Pietro e l’abbraccio con Papa Leone XIV. Il suo sorriso, le sue parole semplici e profonde, ci hanno ricordato che la vera missione digitale è la prossimità. 

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Il missionario digitale non esaurisce il suo operato online: egli invita a vivere esperienze concrete anche nelle comunità parrocchiali dove la Chiesa si mostra come madre che accoglie, cura e ama ogni persona come Cristo.

La Chiesa si sta estendendo in una rete senza confini per avvicinare anche chi è lontano da Gesù come “La Chiesa ti ascolta”, progetto pilota che sta radunando diversi missionari digitali.

Chi parla di Gesù senza essere innamorato di Lui è come una candela che non fa luce. E io voglio brillare. Questa esperienza ha rafforzato in me una certezza: è possibile costruire il Regno di Dio anche con un telefono in mano, purché il cuore sia innamorato di Cristo”.

E ora vi presento Valentina Mulè, pittrice contemplativa, la quale racconta di come tutto sia iniziato da una domanda di suo figlio ancora piccolo: “Mamma, perché i bambini, crescendo, perdono le ali?”

“Il Signore allora mi ha fatto capire che, se ho un talento, è per un motivo: metterlo a disposizione per amare. In questa coscienza ho ritrovato le mie ali che sto ancora imparando ad usare. Una prima Domenica di Avvento sentii echeggiare in me la parola “concreando” e compresi di essere chiamata a vivere un cammino di arte e fede creando con-per-in Dio, incoraggiando altri artisti a scoprire la preziosa vocazione dei loro talenti, concreare con lo Spirito Santo, in preghiera, per la venuta del Regno di Dio nei cuori.

“Da quel momento” – continua l’artista – “iniziai ad abitare lo spazio virtuale pubblicando i quadri, soprattutto su Instagram. Cercando sorelle di cammino provai a contattare una mia ex compagna di scuola ma trovai una sua omonima, Erika: con lei nacque subito una profonda amicizia nel desiderio comune di mettere l’arte al servizio di Dio. Abbiamo riunito artisti di varie discipline – musica, danza, canto – e da lì sono nate le con-creazioni, anche corali, che pubblichiamo sui social.

Ci sono stati dati tutti i talenti per vivere la santità che può manifestarsi ovunque: nel continente digitale come in una sottochiesa e proprio lì, oggi, i miei dipinti accompagnano i fedeli in un’esposizione perpetua nella cappella di adorazione, dove da un anno si prega ogni giorno davanti a Gesù Eucaristia. L’ostensorio è lo stesso usato al Giubileo dei giovani a Tor Vergata, davanti al quale pregò anche San Carlo Acutis: un segno che mette le ali.

Sono diventata missionaria digitale e con gioia ho partecipato al Giubileo a noi dedicato. In quei giorni la Chiesa ci ha voluti accogliere, riconoscere, consacrare e mandare. Insieme a un migliaio di persone rappresentanti i missionari di 75 Paesi diversi, abbiamo confermato il nostro “sì” e condiviso la benedizione di questa chiamata. “La Chiesa ti ascolta” nasce come frutto del Sinodo che ha riconosciuto lo spazio digitale e i missionari che vi operano. Come Artisti per Dio abbiamo collaborato con La Chiesa ti ascolta a un progetto dove le nostre opere hanno accompagnato la Via Crucis. È straordinario vedere come la regia di Dio muova le realtà quando incontra cuori autenticamente disponibili.»

Il missionario digitale deve allora accogliere la nuova sfida di portare la sua testimonianza autentica non soltanto attraverso contenuti ma cercando di costruire anche relazioni, comunione e promozione della bellezza della fede con azioni concrete. 

MIRACOLI EUCARISTICI – Mostra Internazionale Ideata e Realizzata da Carlo Acutis e Nicola Gori 

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