Novena con Santa Teresa di Lisieux: la grazia del Natale. (Secondo giorno)

Santa Teresa - Santi Luigi e Zelia

Può un’anima cambiare in un istante? Nella notte di Natale del 1886, un’umiliazione infantile sta per gettare la piccola Teresa nello sconforto. Invece, accade un miracolo. Nel secondo giorno della nostra novena in preparazione alla festa di Santa Teresa di Lisieux, contempliamo quella che lei stessa definisce la sua “conversione completa”, la grazia che la liberò dalla prigione della sua ipersensibilità e le diede la forza per iniziare la sua “corsa da gigante” nella via dell’amore.

Per dieci anni, dopo la morte della madre, Teresa lottò con un’eccessiva sensibilità. La notte di Natale del 1886, però, accadde qualcosa di straordinario. Un gesto di impazienza del padre, che lei avrebbe normalmente accolto con un fiume di lacrime, questa volta non la turbò. In un istante, ricevette la grazia della conversione che la rese forte e matura, pronta a “dimenticare se stessa” per amore. Fu l’inizio di quella che lei stessa definì “una corsa da gigante”.

In un istante l’opera che non ero riuscita a fare in 10 anni, Gesù la fece accontentandosi della mia buona volontà che mai mi mancò. […] In quella notte nella quale Egli si fece debole e sofferente per mio amore, Egli mi rese forte e coraggiosa, mi rivestì delle sue armi e da quella notte benedetta, non fui vinta in nessun combattimento, anzi camminai di vittoria in vittoria e cominciai per così dire, “una corsa da gigante!” […] Sentii la carità entrarmi nel cuore, il bisogno di dimenticarmi per far piacere e da allora io fui felice!  (Ms A 45v)

A volte ci sentiamo bloccati dai nostri limiti, dai difetti caratteriali che ci portiamo dietro da anni. Pensiamo che cambiare sia impossibile, frutto di uno sforzo titanico. L’esperienza di Teresa ci mostra che la nostra “buona volontà” è il terreno in cui Dio può operare miracoli. La grazia divina, l’amore con cui Dio si rivela e ci riveste, può fare in un istante ciò che noi non riusciamo a fare in dieci anni. L’amore genera la speranza e dona il coraggio di guardare oltre i limiti della natura. L’amore divino dona la grazia di sognare anche quello che umanamente appare impossibile. Teresa è come aggrappata all’amore di Gesù, sentendosi infinitamente amata corre, anzi vola nelle vie di Dio. E, guardando al suo Amato, impara che amare significa vivere all’ombra di se stessi. Quel Dio che per amore si è fatto piccolo e debole le ha dato la forza per vincere l’istintivo ripiegamento su se stessa e imparare a camminare nell’amore. Chi s’impegna a dimenticare se stesso, cerca unicamente la gioia degli altri. La Santa rimane fedele a questo stile per tutta la sua breve esistenza. Non dobbiamo scoraggiarci per la nostra debolezza. Offriamola a Gesù e chiediamogli di donarci il suo Spirito Santo, l’unico che ci libera dalle catene del nostro io per correre finalmente nella via dell’amore.

Recupera il primo giorno: Novena con Santa Teresa di Lisieux: dalle ferite alla luce. (Primo giorno)




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