Novena con Santa Teresa di Lisieux: una determinazione santa. Quarto giorno

Fin dove può spingersi l’audacia della fede? Di fronte ai “no” degli uomini che le sbarrano la via del Carmelo, la giovanissima Teresa non si arrende. Il nostro viaggio oggi ci porta a Roma, al cospetto del Papa, dove la sua santa determinazione la spinse a rompere ogni protocollo, mostrando al mondo che per chi ama, nessun ostacolo è insuperabile.

La forza ricevuta nella notte di Natale e davanti al Crocifisso ha acceso nel cuore di Teresa un fuoco apostolico. Ma come poteva una giovane ragazza, nascosta al mondo, diventare “pescatore d’anime”? La risposta le si svelò con la chiarezza di una chiamata divina: il Carmelo. Era quello il “deserto” dove Dio la voleva nascondere, la fortezza dalla quale, con le armi invincibili della preghiera e del sacrificio, sarebbe diventata “l’apostola degli apostoli”.

Questo desiderio si scontrò però con la prudenza degli uomini. La sua richiesta di entrare a soli quindici anni trovò un muro di ostacoli: il rifiuto dello zio, del parroco e dello stesso Vescovo, che temevano l’incostanza di una così giovane età. Ma la chiamata divina era diventata in lei una certezza. Durante un pellegrinaggio a Roma, rompendo ogni protocollo, osò parlare direttamente al Papa Leone XIII per chiedergli il permesso di entrare al Carmelo. Sebbene la sua richiesta non fu esaudita in quel momento, questo gesto rivela la sua incredibile e santa determinazione, quella di un’anima che ha trovato il suo posto e non è più disposta a tornare indietro.

Dovevo passare per molte prove, la chiamata Divina era così pressante che se avessi dovuto attraversare le fiamme l’avrei fatto per essere fedele a Gesù. (Ms A 49r)

Quando siamo convinti che un desiderio viene da Dio, non dobbiamo arrenderci di fronte alle prime difficoltà. La storia di Teresa ci insegna ad avere una santa audacia. Quante volte abbiamo rinunciato a quelle sollecitazioni sante che Dio ci ha messo nel cuore perché abbiamo avuto paura di fronte alla difficoltà e all’opposizione?

Ma qui emerge un interrogativo cruciale: come possiamo discernere se un desiderio proviene autenticamente da Dio o è semplicemente una reazione istintiva ed emotiva? Anche in questo, Santa Teresa si rivela una guida eccezionale, offrendoci due strumenti potentissimi per il discernimento: il tempo e l’abbandono fiducioso. Teresa avverte il desiderio del Carmelo ma ha premura di custodirlo nel suo cuore per alcuni mesi, impegnandosi ad intensificare la sua vita di preghiera. Si iscrive infatti all’associazione delle “Figlie di Maria”, per custodire la chiamata che ardeva in lei. Questa scelta, che le costò non poca umiltà dato che dovette chiederla come un favore speciale , diventa per lei una protezione, un modo per indirizzare ancora di più lo sguardo verso il Cielo e liberarsi da “quell’abbraccio col mondo che avrebbe potuto spegnere sul nascere il fuoco che Dio aveva acceso”.

Ma Teresa non si fida solo della sua pur forte percezione interiore: cerca la conferma nelle persone che Dio le ha messo accanto. Si affida al giudizio della sorella Paolina, Madre Agnese, nel cui cuore trova “un’eco fedele” alla sua vocazione, e soprattutto a quello del padre, Luigi. Sa che sono due persone che hanno a cuore il suo bene più grande con un amore gratuito, ma soprattutto che vivono la fede in modo così limpido da saper scrutare i segni di Dio nella sua vita.

Il pomeriggio della Pentecoste, trova il suo “Paparino diletto” seduto sul bordo della cisterna, con le mani giunte, il volto illuminato da “un’espressione celeste” . È in quel momento di pace che Teresa, con gli occhi già pieni di lacrime, gli apre il suo cuore.

Tra le lacrime gli confidai il mio desiderio di entrare al Carmelo: allora le sue lacrime vennero a mescolarsi alle mie, ma non disse una parola per distogliermi dalla mia vocazione, si accontentò semplicemente di farmi notare che ero ancora molto giovane per prendere una decisione tanto grave. Ma io difesi così bene la mia causa, che con la sua natura semplice e retta, egli fu subito convinto che il mio desiderio era quello di Dio stesso e nella sua fede profonda esclamò che il Buon Dio gli faceva un grande onore a domandargli così le sue figlie.

Luigi riconosce la voce di Dio nel desiderio della figlia e da quel momento diventa il suo più grande alleato. Questo è il valore inestimabile di una guida spirituale: una persona di fede che, amandoci, ci aiuta a distinguere la voce di Dio da quella del nostro io, e ci indirizza nel cammino che il Signore ha pensato per noi. Ci invita a “difendere la nostra causa”, a bussare a tutte le porte, a essere pronti ad “attraversare le fiamme” per essere fedeli a Gesù. Chiediamo l’intercessione di Santa Teresa e del suo santo papà Luigi per avere un cuore determinato e coraggioso nel compiere la volontà di Dio, anche quando il mondo ci dice di lasciar perdere.




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