EDUCAZIONE AFFETTIVA

La sessualità nella visione cristiana: dare ai giovani ragioni, non imposizioni

Di fronte alla parola “castità” spesso si genera repulsione. Ad essa si associano: castrazione, privazione, tabù, oscurantismo, moralismo. Quando si parla di castità con i giovani bisogna tenere conto di tutti questi preconcetti. Se vogliamo essere educatori credibili e portare ai giovani un annuncio che sappia di bellezza e pienezza, dobbiamo saper spiegare le ragioni profonde della castità, che non è una inutile privazione; bensì ha il ruolo di verificare se il dono del nostro corpo corrisponde al dono della nostra stessa vita all’altro. 

Per parlare di castità (matrimoniale, prematrimoniale, o come postura esistenziale) bisogna prima parlare di cosa sia l’atto sessuale, del suo significato, di ciò che ci consente di realizzare.

Nella visione cristiana, la sessualità è qualcosa di sacro, perché permette la piena comunione con una persona accolta nella differenza (fine unitivo) e la generazione di nuove vite (fine procreativo).

Solo se si comprende il senso e il valore del gesto sessuale si può parlare della ricchezza nascosta nella castità, virtù che ci aiuta a proteggere l’ambito sessuale da tutto ciò che ne deturpa la bellezza.

Quindi: cosa si realizza con l’atto sessuale? Come parlarne con i giovani?

È importante, quando si dialoga con i ragazzi, dare ragioni, più che regole e imposizioni. È importante vincere l’imbarazzo e parlare a cuore aperto, rispondendo alle loro domande, ai dubbi, ai perché.

Con i ragazzi possiamo mettere a fuoco che la sessualità ha insite in sé due dinamiche, preziose e da custodire:

  1. Aspetto unitivo

Da due, diventiamo una carne sola: è mediante i corpi che diveniamo fisicamente, tangibilmente, concretamente, una nuova realtà indissolubile. Una coppia sposata che “omette volontariamente” il legame sessuale è già, in un certo senso, separata in casa, perché separata nella carne (molto diverso, ovviamente, se ci sono motivi di salute, lutti, difficoltà che temporaneamente impediscono l’intimità).

  1. Aspetto procreativo

Da due, possiamo diventare tre: la vita prende origine da quel gesto. I giovani, seguendo la cultura odierna, sono sempre più portati a mettere tra parentesi l’aspetto generativo della sessualità. È, invece, importante focalizzare. Se l’atto sessuale è quel gesto che permette di mettere al mondo nuove vite, con chi, come, perché ha senso condividerlo?

Leggi anche: Sposi a servizio degli sposi. Se il sacramento del matrimonio ci fa missionari

Proprio tenendo conto di questi due aspetti fondanti, il pensiero cristiano – seguendo il vangelo – colloca l’atto sessuale non “dopo il matrimonio”, bensì “nel matrimonio”, sia perché per gli sposi è fonte di grazia (mediante quel gesto si rinnova il sacramento del matrimonio) sia perché il contesto del matrimonio – se vissuto come donazione reciproca nella verità – tutela la pienezza della sessualità e l’accoglienza della vita nascente. 

D’altronde, quale gesto è specifico del matrimonio? Abitare sotto lo stesso tetto? No, anche i fratelli o dei coinquilini abitano sotto lo stesso tetto. Abbracciarsi? No, anche degli amici e dei famigliari lo fanno. Possiamo andare avanti così a lungo. Capiremo che lo specifico, il quid, è l’unità nel corpo e nel cuore. 

È vero che di fronte alla parola “castità” spesso si genera repulsione. Ad essa si associa: castrazione (“non posso fare sesso”), privazione (“devo privarmi di un piacere”), tabù (“il sesso è una cosa bella: perché non dovrei farlo?”), oscurantismo (“La Chiesa, retrograda, è contro la libertà sessuale”), moralismo (“La chiesa vuol dire alle persone come vivere la loro intimità, inculcando sensi di colpa”).

Quando si parla di castità con i giovani bisogna tenere conto di tutti questi preconcetti con cui ci si approccia al tema.

Se vogliamo essere educatori credibili e portare ai giovani un annuncio che sappia di bellezza e pienezza, dobbiamo saper spiegare le ragioni profonde della castità, che non è inutile privazione; bensì ha il ruolo di verificare se il dono del nostro corpo corrisponde al dono della nostra stessa vita all’altro. 




Aiutaci a continuare la nostra missione: contagiare la famiglia della buona notizia

Cari lettori di Punto Famiglia,
stiamo vivendo un tempo di prova e di preoccupazione riguardo il presente e il futuro. Questo virus è entrato prepotentemente nella nostra quotidianità e ci ha obbligati a rivedere i tempi del lavoro, delle amicizie, delle Celebrazioni. Insomma, ha rivoluzionato tutta la nostra vita e non sappiamo fin dove ci porterà e per quanto tempo. Ci fidiamo delle indicazioni che provengono dal Governo e dagli organi sanitari preposti ma nello stesso tempo manifestiamo con la nostra fede che “il Signore ci guiderà sempre” (cfr Is 58,11).

CONTINUA A LEGGERE



Cecilia Galatolo

Cecilia Galatolo, nata ad Ancona il 17 aprile 1992, è sposata e madre di due bambini. Collabora con l'editore Mimep Docete. È autrice di vari libri, tra cui "Sei nato originale non vivere da fotocopia" (dedicato al Beato Carlo Acutis). In particolare, si occupa di raccontare attraverso dei romanzi le storie dei santi. L'ultimo è "Amando scoprirai la tua strada", in cui emerge la storia della futura beata Sandra Sabattini. Ricercatrice per il gruppo di ricerca internazionale Family and Media, collabora anche con il settimanale della Diocesi di Jesi, col portale Korazym e Radio Giovani Arcobaleno. Attualmente cura per Punto Famiglia una rubrica sulla sessualità innestata nella vocazione cristiana del matrimonio.

ANNUNCIO

ANNUNCIO


ULTIMI COMMENTI

1 risposta su “La sessualità nella visione cristiana: dare ai giovani ragioni, non imposizioni”

Gentile Dott.ssa Complimenti per il suo articolo!
Mi piace inviarle anche un mio articolo e cioè come insegnare
L’EDUCAZIONE SANITARIA NELLE SCUOLE
Gentile Direttore
Ormai è quasi certo che ai nostri ragazzi bisognerà fare una “educazione “sessuo-affettiva” (che brutto è questo nome!; l’affetto è un sentimento spontaneo e non so chi possa insegnarlo!)
E quindi bisogna insegnare come comportarsi bene e come amare l’altro sesso senza aggressività e violenza fisica e psicologica evitando così comportamenti assurdi e addirittura vessazioni ed omicidi verso le donne ma non si sa quali potrebbero e dovrebbero essere gli insegnanti più idonei per tale missione!
Ho notato in effetti che i nostri ragazzi devono imparare tante cose a scuola :una o due lingue straniere oltre l’italiano e la matematica e la storia e geografia e tante altre e quindi hanno bisogno di una montagna di libri che li aiutano (?) in questa fatica quotidiana!
Non viene però insegnata una materia che credo sia importantissima, specie in questa età particolare dei nostri ragazzi.
E cioè credo che sia giusto e indispensabile scrivere bene in italiano e sapere di storia e geografia e far bene i calcoli matematici ma è altrettanto importante conoscere il corpo umano e sapere di igiene e di virus e malattie infettive e quali comportamenti corretti e virtuosi devono essere adottati per affrontare la vita che verrà. e magari avere anche qualche nozione di pronto soccorso perché si possono verificare situazioni davvero drammatiche e non saper cosa fare!
Insomma in questo Mondo che è diventato così pericoloso e complicato credo sia necessario fornire almeno i primi elementi di difesa con una materia scolastica ( perché non chiamarla semplicemente “Educazione Sanitaria?”) che potrebbe davvero essere utile per tutta la vita.
E credo che i migliori insegnanti di questa materia potrebbero essere i Medici (scegliendo fra quelli disponibili e che presto saranno pensionati e senza impegni e che sono i più adatti e anche senza stipendio ma accontentandosi solo di un buon caffè assieme ai Professori!) che dovrebbero affiancare e collaborare con i Docenti ed essere quindi parte attiva e diligente nella formazione e crescita psicofisica di questi ragazzi che per molti anni hanno già aiutato a crescere difendendoli da tante malattie! Avere a disposizione un professionista, che conoscono e di cui si fidano, che spiega i pericoli del fumo e delle droghe e le principali malattie che hanno afflitto sempre e continuano ancora ad aggredire l’umanità e il miglior modo per difendersi, penso possa essere davvero molto utile .
Avere una figura ,oltre i propri genitori (coi quali credo ci si vergogni a parlare di alcuni argomenti) e che magari si conosce e si stima da sempre e risponde con competenza alle tue domande non può essere che positivo e credo anche necessario perché tutti i ragazzi possano crescano in modo sereno e sicuro ed equilibrato.
Sarebbe quindi molto interessante ascoltare il parere di Dirigenti scolastici e di Politici e di Genitori e anche dei Ragazzi e poi decidere.

Cordialmente e grazie da Giuseppe Amalfitano (ISCHIA)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Per commentare bisogna accettare l'informativa sulla privacy.