La Lettera delle Associazioni alla politica campana: “Basta favori e incompetenti, ora servono risposte sulla denatalità”

A poche settimane dalle elezioni regionali del 23 e 24 novembre, il dibattito politico campano riceve uno scossone dal basso. La Lettera-manifesto del Forum delle Associazioni Familiari e di una fitta rete di associazioni cattoliche e sociali suona come un vero e proprio monito alla classe dirigente (e aspirante tale).

Promossa dal Forum delle Associazioni Familiari della Regione Campania, la Lettera non è il solito appello bonario al voto responsabile. È, a leggerla tra le righe, una presa di coscienza e, al contempo, una proposta di patto.

Il punto di partenza è un’analisi dello status quo. L’invito a votare è immediatamente seguito da una denuncia del come si vota. L’appello è a farlo “non per clientelismo, non per ricevere un favore”. Le Associazioni mettono nero su bianco un sistema che combattono quotidianamente, dove “il lavoro, un esame sanitario, una visita medica, un servizio sociale” non sono visti come diritti, ma come concessioni.

La critica si fa ancora più tagliente quando si parla di merito. “Dobbiamo far sì che prevalgano il merito e le competenze”, scrivono. La stoccata è diretta: “Troppo spesso, infatti, troviamo persone prive di capacità o competenze in ruoli chiave, solo perché ‘fedeli’ al politico o al partito di turno”. Non manca nemmeno l’allarme sul cancro più profondo: la Lettera chiede “alle forze dell’ordine e alla magistratura di porre la massima attenzione” sul voto di scambio e sul “voto controllato dalla criminalità organizzata”.

A rendere questo documento politicamente pesante non è solo il contenuto, ma la lista dei firmatari. Non si tratta di un singolo gruppo, ma di una rete che copre l’intero territorio e diversi settori del sociale. Accanto al Forum delle Famiglie (guidato da Nino Di Maio e presente con le sue articolazioni provinciali, come Napoli e Caserta), compaiono sigle di peso nazionale e regionale. Si va dal mondo del lavoro e del sociale (le ACLI e MCL), allo sport (il CSI Campania ), al volontariato di ispirazione cristiana (l’ANSPI, i Salesiani Cooperatori, il Rinnovamento nello Spirito Santo). Ci sono le associazioni core sulla famiglia e la vita (come la Federazione Progetto Famiglia, Shalom Progetto Famiglia, Federvita, Incontro Matrimoniale, AiBi e il Centro di Aiuto alla Vita “Franco Vitale”) e quelle del mondo educativo e sanitario (l’AGE, l’AIMC – Medici e Maestri Cattolici e la Federazione dei Consultori).

Questa “forza d’urto” associativa rappresenta un blocco sociale che, storicamente, muove consensi. Sono le stesse associazioni che animano le parrocchie, gli oratori, i consultori e i servizi alla persona: la vera “rete di amore e sostegno familiare” che si è rivelata “principale ammortizzatore sociale del Paese” durante la pandemia.

L’obiettivo della Lettera rivolta a tutte le famiglie è quello di avanzare due richieste precise, due temi fondamentali per il futuro, perché siano inseriti nei programmi di tutti i candidati, partiti e coalizioni: la denatalità e la fuga dei giovani.

“Troppe culle vuote, troppi giovani che decidono di studiare al Nord o in un Paese europeo che non tornano più”. È l’emergenza delle città svuotate di futuro. Non è solo una rivendicazione “di settore”. È una domanda sulla sopravvivenza stessa della Campania.

Questa Lettera è la cartina di tornasole dell’esasperazione di un mondo, quello del volontariato e dell’associazionismo sociale, che si sente lasciato solo. Mentre la politica discute di poltrone, sono proprio le associazioni a farsi carico degli “scarti” (citando Papa Francesco), degli anziani e dei giovani senza prospettive. Se la politica continuerà a ignorare le emergenze reali per perpetuare un sistema basato su favori e fedeltà, troverà questo mondo sempre più distante. “Impegniamoci ad essere la voce di chi non ha voce e non ha la forza di esprimersi. Aiutiamoci a studiare i programmi per poter dire la nostra opinione”.




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