6 Novembre 2025
Siamo noi i lontani
Dal Vangelo secondo Luca
Lc 15,1-10
In quel tempo, si avvicinavano a Gesù tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: «Costui accoglie i peccatori e mangia con loro».
Ed egli disse loro questa parabola: «Chi di voi, se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va in cerca di quella perduta, finché non la trova? Quando l’ha trovata, pieno di gioia se la carica sulle spalle, va a casa, chiama gli amici e i vicini e dice loro: “Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora, quella che si era perduta”. Io vi dico: così vi sarà gioia nel cielo per un solo peccatore che si converte, più che per novantanove giusti i quali non hanno bisogno di conversione.
Oppure, quale donna, se ha dieci monete e ne perde una, non accende la lampada e spazza la casa e cerca accuratamente finché non la trova? E dopo averla trovata, chiama le amiche e le vicine, e dice: “Rallegratevi con me, perché ho trovato la moneta che avevo perduto”. Così, io vi dico, vi è gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si converte».
Il commento
“Si avvicinavano a lui tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo” (15,1). I versetti introduttivi mettono in scena gli odiati pubblicani, i traditori del popolo. Subito dopo appaiono i custodi della tradizione: “I farisei e gli scribi mormoravano” (15,2). Due diverse categorie di persone:
- da una parte i reprobi, quelli che vivono ai margini della fede;
- e dall’altra scribi e farisei, i raccomandati, quelli che hanno il privilegio di stare dalla parte di Dio.
I primi si avvicinano, sono affascinati dal Rabbì di Nazaret e desiderano ascoltarlo. Gli altri restano a debita distanza, non si mescolano con quella gente di scarsa moralità, preferiscono guardare e screditare: “Costui accoglie i peccatori e mangia con loro” (15,2). Ai loro occhi uno che si comporta così non è degno di ricevere fiducia. È un giudizio netto che ha il sapore di una sentenza già scritta. Non gli chiedono spiegazioni, si limitano a mormorare: questo verbo indica un parlare a mezza voce, manca la lealtà e la disponibilità al confronto.
Gesù invece non si stanca di annunciare: “Ed egli disse loro questa parabola” (15,3). A chi fa riferimento il pronome, a chi si rivolge Gesù? L’interpretazione più comune indica i farisei come i primi destinatari, Gesù risponde alla loro critica presentando tre parabole in cui appare il volto misericordioso di Dio: un pastore che cerca la pecora perduta (15, 4-7), una donna che cerca la moneta smarrita (15, 8-10), un padre sempre pronto ad accogliere il figlio che ritorna (15, 11-32). Un Dio che non si rassegna perché vuole raggiungere tutti. Proprio tutti, anche quei farisei che sono così sicuri di stare dalla parte di Dio da rifiutare Colui che parla in nome di Dio. La pecorella perduta è icona di tutti coloro che, invece di mettersi in docile ascolto di Dio, rimangono chiusi nei loro ragionamenti. Questa parabola parla a noi e parla di noi. Siamo noi i lontani, quelli che non si lasciano interpellare dal Vangelo. Oggi chiediamo la grazia di avvicinarci con umiltà, come peccatori bisognosi di misericordia.
Briciole di Vangelo
di don Silvio Longobardi
s.longobardi@puntofamiglia.net
“Tutti da Te aspettano che tu dia loro il cibo in tempo opportuno”, dice il salmista. Il buon Dio non fa mancare il pane ai suoi figli. La Parola accompagna e sostiene il cammino della Chiesa, dona luce e forza a coloro che cercano la verità, indica la via della fedeltà. Ogni giorno risuona questa Parola. Ho voluto raccogliere qualche briciola di questo banchetto che rallegra il cuore per condividere con i fratelli la gioia della fede e la speranza del Vangelo.
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