CORRISPONDENZA FAMILIARE

Per sempre Madre. Un documento che conferma la fede del popolo credente

10 Novembre 2025

Foto: U.S. Department of State / Freddie Everett, foto pubblica

Il documento “Mater Populi Fidelis”, approvato da Papa Leone, riafferma il ruolo unico della Vergine Maria nella storia della salvezza: redenta per prima, perfetta discepola, madre della Chiesa. Nel solco della tradizione e del magistero, la fede mariana continua a illuminare il cammino del popolo di Dio verso Cristo.

De Maria numquam satis”, questa massima attribuita a san Bernardo (1091-1153), è sempre valida e attuale, è proprio vero che “di Maria non si dirà mai abbastanza”. Anzi, nel corso dei secoli il volto della Santa Vergine risplende ancora di più nel cammino della Chiesa. Basta pensare ai numerosi santuari sparsi in ogni parte del mondo: da Guadalupe a Fatima, da Lourdes a Pompei, senza trascurare Medjugorje. Quello che nei primi secoli poteva apparire come un piccolo ruscello è progressivamente diventato un grande fiume. 

Il recente documento pubblicato dal Dicastero per la Dottrina della Fede e approvato da Papa Leone – Mater Populi Fidelis – conferma con autorità l’amore che la Chiesa riserva a Maria nella quale vede: 

  • la creatura che, prima e più di tutti, è stata redenta, “la manifestazione femminile di tutto ciò che la grazia di Cristo può operare in un essere umano” (n. 1); 
  • la discepola che per prima ha creduto alle promesse di Dio, come proclama Elisabetta (Lc 1,45), e ha vissuto in perfetta obbedienza alla volontà del Padre (nn. 73-75); 
  • la Madre che Cristo ci ha donato e accompagna con tenerezza e premura il cammino del popolo credente (n. 76).

La storia della santità è indissolubilmente intrecciata con quella della spiritualità mariana. Non c’è santo che non abbia vissuto un’esperienza personale della maternità di Maria e non sia ricorso alla sua protezione. Lungo i secoli non si contano i cantori della Vergine, e tra essi tanti santi e teologi che, con mille e mille tonalità, hanno voluto rendere omaggio alla Madre di Dio. Impossibile ricordare tutti i testimoni. Mi limito a due citazioni, quelle che mi sono più care. San Luigi Maria Grignion di Montfort (1673-1714) scrive che “si progredisce più in poco tempo di sottomissione e dipendenza da Maria che durante anni interi di iniziative personali, appoggiati soltanto su se stessi” (Trattato della vera devozione alla Santissima Vergine, n. 155). Santa Teresa di Gesù Bambino scrive alla cugina Maria Guérin: “Non temere di amare troppo la Madonna, non l’amerai mai abbastanza e Gesù sarà molto contento, poiché la Vergine Santa è sua Madre” (Lettera 92 del 30 maggio 1889). 

Non si può essere cristiani senza essere mariani”, dice san Paolo VI (24 aprile 1970). È commovente vedere la fede umile del popolo di Dio che ha trovato nella Vergine un modello di santità e un rifugio nella prova. Non c’è angolo della terra in cui non sorga un santuario o una chiesa, anche la più piccola, dedicata alla Madre di Gesù. Le apparizioni mariane, particolarmente frequenti negli ultimi due secoli, hanno alimentato questa fede ed hanno fatto risplendere ancora di più la maternità spirituale di Maria. 

“Il Popolo fedele non si allontana da Cristo, né dal Vangelo, quando si avvicina a lei”, leggiamo nelle battute conclusive della Nota dottrinale (n. 77). È Maria che accoglie e dona il Figlio di Dio. Ogni altra opera si inserisce e conferma questa fondamentale missione che ha ricevuto dal Padre. A ragione possiamo riassumere la fede della Chiesa in questa sentenza: “Ad Jesum per Mariam”. Non siamo perciò sorpresi nel constatare con quanta fiducia i piccoli del Vangelo si affidano alla Madre, specie nella fatica e nelle tribolazioni della vita. Con raffinatezza poetica Dante Alighieri (1265-1321) ha raccolto e manifestato la fede umile del popolo credente in queste parole che hanno trovato posto anche nella liturgia delle ore:  

“Donna, se’ tanto grande e tanto vali, / che qual vuol grazia ed a te non ricorre, / sua disïanza vuol volar sanz’ali. / La tua benignità non pur soccorre / a chi domanda, ma molte fiate / liberamente al dimandar precorre”. 

Il cardinale Fernandez scrive nella Presentazione che il documento del Dicastero vaticano intende rispondere alla richiesta di quei cattolici che “propongono un determinato sviluppo dogmatico” e, in particolare, chiedono che Maria venga proclamata Corredentrice e Mediatrice. Due titoli che, a giudizio di coloro che hanno il compito di custodire l’integrità e la purezza della fede cattolica, danno spazio a non pochi equivoci. Il primo è “sempre inappropriato” e “sconveniente” (n. 22). Il secondo va usato con cautela e sempre ricordando, come sottolinea il Vaticano II, che la mediazione di Maria si inserisce e resta subordinata a Cristo, unico Mediatore. 

Leggi anche: Mano nella mano con Maria, Madre della Chiesa

Il documento non nega il ruolo che Maria ha avuto ed ha nella storia della salvezza ma si propone di mantenere 

“il necessario equilibrio che, all’interno dei misteri cristiani, deve stabilirsi tra l’unica mediazione di Cristo e la cooperazione di Maria all’opera della salvezza” (n. 3). 

Il cardinale Ratzinger, nell’intervista concessa al giornalista Vittorio Messori a metà degli anni ’80, confessò che da giovane teologo, prima del Concilio, aveva qualche dubbio su alcune antiche formule. Apparivano esagerate. Non accettava neppure l’espressione, emersa nel Concilio di Efeso (431) che presentava la Vergine come “nemica di tutte le eresie”. La riflessione del Vaticano II e i confusi anni post-conciliari gli hanno permesso di comprendere la verità racchiusa in quelle parole. Questa apertura di cuore non scade nel devozionismo ma resta ancorata alla rivelazione biblica. Per questo, durante il suo ministero a capo della Congregazione per Dottrina della Fede, ha detto con chiarezza che 

“la formula Corredentrice si allontana troppo dal linguaggio della Scrittura e della patristica, e quindi causa malintesi”. Ed ha aggiunto: “Tutto viene da Cristo, come affermano soprattutto le Lettere agli Efesini e ai Colossesi. Maria è ciò che è grazie a Lui. Il termine Corredentrice ne oscurerebbe l’origine” (citato nel documento al n. 19). 

Il documento vaticano è in perfetta continuità dottrinale con il magistero precedente. Il testo, rigorosamente teologico e profondamente biblico, offre a tutti i battezzati una lettura meditativa della figura e del ruolo salvifico della Vergine Maria. Le polemiche di alcuni gruppi e settori del mondo cattolico, soprattutto quelle più sguaiate che si servono dei social per screditare e offendere, sono pretestuose e servono solo ad alimentare dubbi e a suscitare altre e più rovinose divisioni. 

Se molti sono i titoli con i quali il popolo credente onora la Santa Vergine, quello che viene prima e risplende molto più degli altri è la sua maternità. Il Vangelo inizia presentando Maria come la Madre di Gesù (Lc 1,26-38) e termina con l’annuncio che, prima di morire, il Figlio di Dio ha donato la Madre al discepolo, icona di tutta la Chiesa, e l’ha donata proprio in quanto Madre (Gv 19,27). È questo il punto di partenza ed è la stella polare del nostro intimo legame con Maria. 
Il titolo del documento è tratto da un’opera di sant’Agostino il quale scrive che, oltre ad avere generato Cristo secondo la carne, Maria fu “senza alcun dubbio madre delle sue membra, che siamo noi, nel senso che ha cooperato mediante l’amore a generare alla Chiesa dei fedeli, che formano le membra di quel capo” (La Santa verginità, 6). Lo stesso Santo Vescovo dice che “vale di più per Maria essere stata discepola di Cristo anziché madre di Cristo” (Discorsi, 72/A). È questa la richiesta che ogni giorno affidiamo a Maria, invocandola come nostra dolcissima Madre: essere fedeli discepoli che null’altro desiderano se non fare quello Gesù vuole.




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Silvio Longobardi

Silvio Longobardi, presbitero della Diocesi di Nocera Inferiore-Sarno, è l’ispiratore del movimento ecclesiale Fraternità di Emmaus. Esperto di pastorale familiare, da più di trent’anni accompagna coppie di sposi a vivere in pienezza la loro vocazione. Autore di numerose pubblicazioni di spiritualità coniugale, cura per il magazine Punto Famiglia la rubrica “Corrispondenza familiare”.

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