BRICIOLE DI VANGELO

11 Novembre 2025

Solo per Lui

Dal Vangelo secondo Luca

Lc 17,7-10
 
In quel tempo, Gesù disse:
«Chi di voi, se ha un servo ad arare o a pascolare il gregge, gli dirà, quando rientra dal campo: “Vieni subito e mettiti a tavola”? Non gli dirà piuttosto: “Prepara da mangiare, strìngiti le vesti ai fianchi e sérvimi, finché avrò mangiato e bevuto, e dopo mangerai e berrai tu”? Avrà forse gratitudine verso quel servo, perché ha eseguito gli ordini ricevuti?
Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: “Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare”».

Il commento

Quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare” (Lc 17,10). Ancora una volta dobbiamo registrare che l’insegnamento del Vangelo non corrisponde affatto alle nostre attese e ai nostri pensieri. In primo luogo perché l’invito ad essere servi contrasta decisamente con la libertà e l’indipendenza che ciascuno cerca e difende gelosamente come beni essenziali. Dimentichiamo facilmente che essere discepoli significa diventare conformi a Cristo, icona e modello dell’umanità, il quale ha rinunciato alla gloria divina e si è presentato nella forma di servo, vivendo nella più totale obbedienza al Padre, fino alla morte di croce (Fil 2, 6-8). L’inno ai Filippesi, che ho appena citato, dovrebbe essere più frequentemente meditato se non vogliamo cadere in quella rivendicazione che chiude le porte a Dio.

Il Vangelo oggi va oltre, chiede di essere “servi inutili”, cioè di compiere il nostro servizio senza pretendere nulla. E questo, onestamente, appare come una richiesta poco ragionevole. Non possiamo negare che la natura umana ci porta istintivamente, in ogni nostra attività, a cercare sempre una qualche ricompensa. Se non altro, desideriamo vedere i frutti del nostro impegno. Vogliamo essere certi che vale la pena investire tante energie. Se amiamo qualcuno, speriamo di essere ricambiati. Se facciamo il bene, pensiamo di aver diritto a ricevere il giusto riconoscimento. Questo desiderio, per quanto legittimo, può diventare una trappola perché suggerisce di fare il bene solo in vista di qualcosa. Il bene non ha valore in sé ma diventa funzionale. Teresa di Lisieux invece si trova perfettamente a suo agio perché ha scelto di amare e servire Dio solo. La sorella Celina, anche lei monaca al Carmelo, ha testimoniato di aver ricevuto da lei questa confidenza:

Bisogna servire il buon Dio, amare il bene senza preoccuparsi se questo germoglia o no.

A noi il lavoro, a Gesù il successo”.

Seguendo la testimonianza dei santi e con la grazia di Dio, impegniamoci a fare ogni cosa solo per amore di Colui che ci ha amati fino a dare la vita.



Briciole di Vangelo

di don Silvio Longobardi

s.longobardi@puntofamiglia.net

“Tutti da Te aspettano che tu dia loro il cibo in tempo opportuno”, dice il salmista. Il buon Dio non fa mancare il pane ai suoi figli. La Parola accompagna e sostiene il cammino della Chiesa, dona luce e forza a coloro che cercano la verità, indica la via della fedeltà. Ogni giorno risuona questa Parola. Ho voluto raccogliere qualche briciola di questo banchetto che rallegra il cuore per condividere con i fratelli la gioia della fede e la speranza del Vangelo.


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Silvio Longobardi

Silvio Longobardi, presbitero della Diocesi di Nocera Inferiore-Sarno, è l’ispiratore del movimento ecclesiale Fraternità di Emmaus. Esperto di pastorale familiare, da più di trent’anni accompagna coppie di sposi a vivere in pienezza la loro vocazione. Autore di numerose pubblicazioni di spiritualità coniugale, cura per il magazine Punto Famiglia la rubrica “Corrispondenza familiare”.

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