PAPA LEONE E L’EDUCAZIONE
Educarsi a educare: la missione di Chiesa, famiglie, scuola. Parla papa Leone
Foto derivata da: Edgar Beltrán, The Pillar, CC BY-SA 4.0, da Wikimedia Commons
Mette in evidenza Papa Leone: «Viviamo in un ambiente educativo complesso, frammentato, digitalizzato. Proprio per questo è saggio fermarsi e recuperare lo sguardo sulla “cosmologia della paideia cristiana”: una visione che, lungo i secoli, ha saputo rinnovare sé stessa e ispirare positivamente tutte le poliedriche sfaccettature dell’educazione».
In occasione del sessantesimo anniversario della Dichiarazione conciliare Gravissimum educationis Papa Leone XIV ha pubblicato la lettera apostolica dal titolo “Disegnare nuove tappe di speranza” con la quale invita a riflettere sulla dimensione educativa che la Chiesa è chiamata a incarnare quale aspetto stesso della sua missione. Lo ha fatto con riflessioni dense, attente, premurose che invitano a leggere “i segni dei tempi” e a recuperare la consapevolezza di una dimensione creativa che, nel solco dei valori del Vangelo, sappia accompagnare le nuove generazioni.
Si parte dall’analisi della situazione, in piena continuità con il principio dettato da Papa Francesco della priorità della realtà sull’idea, per poi offrire spunti di riflessione e linee guida per raccogliere appieno la responsabilità educativa che coinvolge le famiglie, gli operatori pastorali, i docenti e quanti sono chiamati a farsi compagni di cammino dei giovani. Sono note di straordinaria intensità, lucide e poetiche al contempo, in grado di ridestare nel cuore degli stessi educatori le ragioni di senso che fanno dell’insegnamento una missione.
Come mette in evidenza Papa Leone «Viviamo in un ambiente educativo complesso, frammentato, digitalizzato. Proprio per questo è saggio fermarsi e recuperare lo sguardo sulla “cosmologia della paideia cristiana”: una visione che, lungo i secoli, ha saputo rinnovare sé stessa e ispirare positivamente tutte le poliedriche sfaccettature dell’educazione».
Raccogliere le sfide della complessità non è di certo una novità per il cristiano: «Fin dalle origini, il Vangelo ha generato “costellazioni educative”: esperienze umili e forti insieme, capaci di leggere i tempi, di custodire l’unità tra fede e ragione, tra pensiero e vita, tra conoscenza e giustizia. Esse sono state, in tempesta, àncora di salvezza; e in bonaccia, vela spiegata. Faro nella notte per guidare la navigazione».
Nella consapevolezza di una emergenza educativa che riguarda innanzitutto milioni che si trovano a vivere in contesti dilaniati dalle guerre e dalle povertà che sottraggono a ciascuno di loro alcuni dei diritti umani fondamentali: la salute, l’educazione, la vita…
Ma anche nei contesti meno segnati dai drammi dell’umanità occorre seguire una bussola “di senso”, in grado di indicare non soltanto la direzione ma anche alla bellezza del viaggio, un viaggio di scoperta.
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Ciò dà modo a Papa Leone di sottolineare l’importanza di recuperare il senso della comunità e della creatività educativa che deve saper animare le nuove sfide del nostro tempo: «L’educazione cristiana è opera corale: nessuno educa da solo. La comunità educante è un “noi” dove il docente, lo studente, la famiglia, il personale amministrativo e di servizio, i pastori e la società civile convergono per generare vita. Questo “noi” impedisce che l’acqua ristagni nella palude del “si è sempre fatto così” e la costringe a scorrere, a nutrire, a irrigare. Il fondamento resta lo stesso: la persona, immagine di Dio (Gen 1,26), capace di verità e relazione».
È in questo scenario che si inserisce anche il rapporto tra fede e ragione, in quanto – come sosteneva San John Henry Newman, appena riconosciuto a giusto titolo Dottore della Chiesa, «la verità religiosa non è solo una parte ma una condizione della conoscenza generale».
Occorre dunque raccogliere le sfide di un dialogo continuo e costante per «rinnovare l’impegno per una conoscenza tanto intellettualmente responsabile e rigorosa quanto profondamente umana».
Occorre in altri termini riscoprire le ragioni del cuore che sono alla base del processo educativo per lo sviluppo integrale della persona.
Come sottolinea ancora Papa Leone «Educare è un atto di speranza e una passione che si rinnova perché manifesta la promessa che vediamo nel futuro dell’umanità». Non solo «Educare è un compito d’amore che si tramanda di generazione in generazione, ricucendo il tessuto lacerato delle relazioni e restituendo alle parole il peso della promessa».
Occorre dunque rivendicare la bellezza della riscoperta di quell’umanesimo integrale che viene troppo spesso emarginato dalla visione tecnocratica. La missione educativa cristiana è quella di presidiare uno spazio di dialogo per favorire la condivisione di un metodo: «La formazione cristiana abbraccia l’intera persona: spirituale, intellettuale, affettiva, sociale, corporea. Non contrappone manuale e teorico, scienza e umanesimo, tecnica e coscienza; chiede invece che la professionalità sia abitata da un’etica, e che l’etica non sia parola astratta ma pratica quotidiana. L’educazione non misura il suo valore solo sull’asse dell’efficienza: lo misura sulla dignità, sulla giustizia, sulla capacità di servire il bene comune». Ritorna ancora una volta la lucidità di Newman. Come sottolinea il papa «Questa visione antropologica integrale deve rimanere l’asse portante della pedagogia cattolica. Essa – sulla scia del pensiero di San John Henry Newman – va contro un approccio prettamente mercantilistico che spesso oggi costringe l’educazione a essere misurata in termini di funzionalità e utilità pratica».
Ripartire dall’educazione è necessario per recuperare e tessere nel mondo i fili stessi della fraternità.
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