LETTERATURA

“I Malavoglia”: ascendenze bibliche nella pedagogia verghiana

Foto: National Gallery of Art, Washington.

Oggi continuiamo con la rubrica inerente ai classici, la pedagogia cristiana e la famiglia, prendendo come riferimento Giovanni Verga. Il messaggio pedagogico dell’opera “I Malavoglia” è chiaro ed attuale: la modernità, se non accompagnata da valori solidi, conduce alla rovina; la famiglia e la comunità sono i pilastri dell’identità morale; il lavoro umile è fonte di dignità. 

Nel contesto del Verismo italiano, Giovanni Verga si distingue per la sua capacità di rappresentare la realtà popolare con cruda oggettività e profonda intensità morale. I Malavoglia, pubblicato nel 1881, è il primo romanzo del “ciclo dei vinti” e racconta la storia della famiglia Toscano, detta Malavoglia, pescatori di Aci Trezza travolti da una serie di disgrazie che ne minano la stabilità economica, sociale e affettiva.

L’opera, pur non essendo religiosa, è attraversata da una fitta rete di riferimenti biblici e valori cattolici che ne orientano la struttura etica. La barca della famiglia si chiama la Provvidenza, simbolo della volontà divina che guida e corregge. Quando naufraga, Verga scrive: “La Provvidenza era tornata, ma non era più quella di prima”, evocando la perdita della grazia e la rottura del patto con Dio. Il dolore che colpisce Padron ’Ntoni e i suoi familiari assume una valenza giobbea: come Giobbe, i Malavoglia sono messi alla prova, e la loro dignità si misura nella capacità di sopportare la sofferenza senza ribellione.

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La saggezza popolare che attraversa il romanzo è spesso espressa in proverbi che riecheggiano la morale cristiana. “Chi lascia la via vecchia per la nuova, sa quel che lascia e non sa quel che trova” richiama il libro dei Proverbi (14,12): “C’è una via che sembra diritta all’uomo, ma alla fine conduce alla morte”. ’Ntoni, il giovane che tenta di emanciparsi dalla condizione umile della famiglia, finisce per perdere tutto, compresa la stima della comunità. Il suo ritorno finale alla casa del nespolo, dopo il carcere e l’emarginazione, richiama la parabola del figliol prodigo (Luca 15,11-32), ma con una differenza sostanziale: la comunità non perdona, non accoglie, e il riscatto morale resta incompiuto.

Verga inserisce nel romanzo anche riflessioni esplicitamente religiose. Padron ’Ntoni, figura patriarcale e saggia, afferma: “Bisogna rassegnarsi, come dice il Vangelo, e non voler essere più di quello che Dio ci ha fatto.” Questa frase sintetizza la visione cristiana della vita come accettazione del proprio destino, e condanna l’ambizione come peccato di superbia. La casa del nespolo, simbolo della stabilità e della tradizione, diventa una sorta di santuario domestico, luogo sacro da difendere contro le insidie del mondo moderno.

Il messaggio pedagogico dell’opera è chiaro: la modernità, se non accompagnata da valori solidi, conduce alla rovina; la famiglia e la comunità sono i pilastri dell’identità morale; il lavoro umile è fonte di dignità. Verga non propone un insegnamento diretto, ma attraverso la narrazione induce il lettore a riflettere sulla necessità di vivere con integrità, anche nella sconfitta. La parabola dei Malavoglia diventa così una lezione di vita, una meditazione sulla fragilità dell’uomo e sulla forza della tradizione.

In conclusione, I Malavoglia è un romanzo che, pur nella sua adesione al Verismo, conserva una profonda impronta etica e spirituale. Le ascendenze bibliche e cattoliche non sono semplici riferimenti, ma costituiscono l’ossatura morale dell’opera, conferendole una portata educativa che va oltre il racconto di una famiglia sconfitta: è il ritratto di un’umanità che cerca la salvezza nella fedeltà ai propri valori.




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Giuseppe Lubrino

Giuseppe Lubrino (1990) ha conseguito la Laurea Magistrale in Scienze Religiose con indirizzo pedagogico-didattico nel 2017 presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, all’ISSR “G. Duns Scoto” di Nola-Acerra. Ha discusso una dissertazione dal titolo "L’Educazione nel pensiero di Joseph Ratzinger: una pedagogia del cuore".
Attualmente, insegna Religione Cattolica presso la Scuola Secondaria di Secondo Grado “Iti G. Marconi” a Torre Annunziata(NA). Appassionato di Teologia Biblica, approfondisce i suoi studi sul pensiero e l’opera di J. Ratzinger, nonché sulla paideia cristiana.
Dal 20 gennaio 2023, collabora attivamente con la rivista culturale “Il Pensiero Storico. Rivista Internazionale di Storia delle Idee” curata e diretta dal prof. Danilo Breschi, per la quale ha scritto diversi articoli di carattere teologico-culturale. Redige anche articoli in campo teologico, religioso e pedagogico per il portale “Informazione Cattolica”, curato e diretto dal giornalista e docente Matteo Orlando, collabora per la rivista di storia della cultura cristiana “Christianitas”, diretta da dott. Angelo Gambella e per “InDialogo”, il giornale della Diocesi di Nola, curato dalla dottoressa Mariangela Parisi e per il blog culturale “Scenari Futuri”, ideato e diretto dal teologo e filosofo Pasquale Giustiniani. Scrive articoli anche per la Rivista web “Punto Famiglia” della scrittrice e conduttrice di “Radio Maria” dottoressa Giovanna Abbagnara. Redige articoli anche per il periodico di Arte,Cultura e Attualità: “Rivista Bohémien Nuove edizioni” curata e diretta dall’autrice Cristina Torrisi. Il 28 febbraio 2023, ha pubblicato il suo primo libro da autore: "Introduzione al pensiero di Joseph Ratzinger: una paideia cristiana", Edizioni Sant’Antonio (OmniScriptum), Londra 2023;
Il 27 febbraio 2025 ha pubblicato il suo secondo libro: “In cammino per la Quaresima con Benedetto XVI” VDM Verlag (24 febbraio 2025). Nel maggio 2025 ha pubblicato per la Valle del Tempo edizioni: “Giovani,Fede e Identità: Un Percorso di Crescita con Benedetto XVI”.

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