AVVENTO IN FAMIGLIA

Come vivere l’Avvento in famiglia? Ecco tre spunti

di Giulia Ciaffarini e Nicola Gabella

Avvento, tempo di attesa, tempo in cui nutrirsi della Parola, tempo per fare spazio nel cuore per poter accogliere Gesù, per poter aprirsi alla vita. Come vivere l’Avvento in famiglia? Come far sì che questo tempo non passi inosservato o nello stordimento di cose secondarie? Il Natale è una festa centrale per la nostra fede e prepararci per viverla al meglio è una nostra scelta. Ecco alcuni spunti…

L’Avvento è un tempo di attesa, come quello che vivono una mamma e un papà durante la gravidanza: sono necessarie pazienza, cura, disponibilità all’altro che viene.

Ecco tre spunti.

  1. Ripercorrere con i bambini i racconti del Vangelo

Quando i nostri tre figli erano piccoli, il tempo in attesa del Natale era cadenzato dal Calendario dell’Avvento che ripercorreva il racconto evangelico dall’Annunciazione alla nascita di Gesù. Ogni giorno dedicavamo un momento al racconto di un episodio del Vangelo e in aggiunta davamo un cioccolatino a ciascuno… possiamo dire che era proprio una “dolce attesa”.

  1. Condividere la liturgia sulla chat di famiglia se i figli sono grandi: è un modo per restare uniti nell’Attesa

Da quanto i nostri figli sono cresciuti, difficilmente ci troviamo tutti insieme la mattina o la sera e poi “Tutto ha il suo momento, e ogni evento ha il suo tempo sotto il cielo” (Qo 3,1). Ora, in Avvento, ogni mattina inviamo sulla nostra chat di famiglia un’immagine bella con una frase presa dalla Liturgia del giorno. Il desiderio è quello di evidenziare questo tempo straordinario e la speranza certa è che la Parola è viva ed efficace e possa portare frutto nel nostro cuore e in quello dei nostri ragazzi.

  1. La recita del Rosario con altre famiglie

Da vari anni, poi, in Avvento come anche in Quaresima e durante i mesi mariani (maggio e ottobre) recitiamo una volta alla settimana il Rosario, aprendo la casa ai nostri vicini e a chi desidera pregare. Non chiediamo di confermare la presenza, chiunque arriva è atteso; dobbiamo riconoscere che non siamo mai rimasti da soli.

Facendo così teniamo “allenato” il nostro cuore ad attendere qualcuno, a desiderare di aprire la nostra casa, la nostra vita all’altro e così anche a Dio.

Avvento, è un tempo di Grazia perché il nostro cuore di pietra diventi un cuore di carne e la nostra famiglia, così com’è con i suoi limiti e i suoi talenti, si prepari ad accogliere Dio che si fa uomo.

Leggi anche: Avvento: l’arte di riaccendere lo sguardo




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