3 Dicembre 2025
L’amore a settant’anni: quando il “per sempre” diventa un cammino ancora vivo
A settant’anni, o quasi, l’amore non è un capitolo chiuso, né un sentimento da archiviare sotto le voci “affetto”, “abitudine” o “stima reciproca”. Eppure, noto con amarezza che sempre più giornalisti, opinionisti e perfino scrittori illustri si prodigano nel dispensare consigli a coppie attempate in cui – dicono loro – l’amore non esiste più. In tante narrazioni l’idea è che, quando la passione si affievolisce e la sessualità non ha più il ritmo impetuoso della giovinezza, il rapporto diventi una specie di amicizia funzionale: si sta insieme perché ci si vuole bene, perché ci sono i nipoti, perché ormai è andata così.
Sembra che la soluzione più gettonata sia quella più facile e più superficiale: separarsi. È l’appello rapido dei leoni da tastiera, spesso incapaci di immaginare alternative che vadano oltre la logica del “se non funziona, scappi”. È vero anche che le crisi non vengono solo nei primi anni di matrimonio, quando tutto è ancora fragile e inesperto; arrivano anche in età avanzata, quando i figli sono adulti, il lavoro non occupa più le giornate e si ha più tempo – e più silenzio – per guardarsi davvero. E proprio allora può emergere una domanda profonda: che cosa abbiamo costruito insieme?
Dopo quarant’anni – e oltre – di vita condivisa, se non siamo riusciti a edificare un progetto comune, a far crescere quella comunione che il sacramento promette e sostiene, allora è il momento di fermarsi per tornare al senso profondo di quel “per sempre” che abbiamo pronunciato davanti a Dio e renderci conto che l’amore a settant’anni non è l’imitazione sbiadita di quello dei venti. È un amore nuovo, più lento ma più ricco, meno istintivo e più consapevole. È l’amore che ha superato malattie, difficoltà economiche, errori, incomprensioni, perdite, e nonostante tutto continua a tenere insieme due persone. È un amore che può ancora fiorire, che può trovare nuove intimità, nuove tenerezze, nuove complicità. Perché l’intimità non è solo il gesto fisico, ma la profondità dello sguardo che sa riconoscere l’altro ancora come scelto.
Io lo vedo ancora negli occhi dei miei genitori che stanno insieme da 52 anni e penso a come sarebbe bello se anche a nostro figlio potesse sperimentare guardando noi lo stesso amore. Il matrimonio, soprattutto quello che ha già attraversato gran parte della vita, può diventare un laboratorio di rinnovamento continuo. La cura reciproca, la preghiera condivisa, la riscoperta di piccoli gesti, il tempo dedicato all’ascolto, alla gratitudine, alla misericordia: tutto questo ridà senso al legame e lo rende nuovamente generativo. Perché anche a settant’anni c’è molto da costruire: non case o progetti materiali, ma gioia, pace, fiducia, presenza.
L’amore maturo, quello fedele, è un dono prezioso per le nuove generazioni, che troppo spesso vedono relazioni spezzate e promesse mancate. Una coppia che sa rinnovarsi in età avanzata testimonia che il “per sempre” è possibile, anche quando la vita cambia forma, anche quando l’energia non è più quella di un tempo. Separarsi può sembrare la via più semplice. Ma non è quasi mai la via più feconda. La vera alternativa è ritrovarsi. Anzi: scegliersi di nuovo. L’amore, quello vero, non ha età, ha radici e le radici, se curate, sanno ancora dare frutto.
Il Caffè sospeso...
aneddoti, riflessioni e storie di amore gratuito …quasi sempre nascoste.
Il caffè sospeso è un’antica usanza a Napoli. C’è chi dice che risale alla Seconda Guerra Mondiale per aiutare chi non poteva permettersi nemmeno un caffè al bar e c’è chi dice che nasce dalle dispute al bar tra chi dovesse pagare. Al di là delle origini, il caffè sospeso resta un gesto di gratuità. Nella nuova rubrica che apre l’anno 2024, vorrei raccontare storie o suggerire riflessioni sull’amore gratuito e disinteressato. Quello nascosto, feriale, quotidiano che nessuno racconta, che non conquisterà mai le prime pagine dei giornali ma è quell’amore che sorregge il mondo, che è capace di rivoluzionare la società dal di dentro. Buon caffè sospeso a tutti!
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Cari lettori di Punto Famiglia,
stiamo vivendo un tempo di prova e di preoccupazione riguardo il presente e il futuro. Questo virus è entrato prepotentemente nella nostra quotidianità e ci ha obbligati a rivedere i tempi del lavoro, delle amicizie, delle Celebrazioni. Insomma, ha rivoluzionato tutta la nostra vita e non sappiamo fin dove ci porterà e per quanto tempo. Ci fidiamo delle indicazioni che provengono dal Governo e dagli organi sanitari preposti ma nello stesso tempo manifestiamo con la nostra fede che “il Signore ci guiderà sempre” (cfr Is 58,11).




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