SETE DI DIO

Lettera a Dio sui problemi dei giovani, scritta da un gruppo di liceali

di Elisabetta Cafaro

L’uomo cerca da sempre Dio. Che cosa lo spinge verso l’assoluto? Perché non si accontenta di guardare in basso, di preoccuparsi solamente delle cose della terra? Questa è la domanda che abbiamo posto nella lezione di oggi sulla ricerca di Dio. Siamo partiti da una frase molto bella di Sant’Agostino, scritta nelle Confessioni: “Il Signore lo daranno a coloro che lo cercano, cercandolo infatti lo troveranno e trovandolo lo diranno”.

Viviamo in un mondo molto difficile, dove il male sembra prevalere sul bene. Eppure, il sentimento e la ricerca dell’infinito, la voglia di afferrare ciò che non vediamo, è presente in tutti, anche nei giovani. Come afferma il filosofo Blaise Pascal: “Il silenzio eterno degli spazi infiniti mi sgomenta, perché la mia coscienza è limitata e la mia esistenza è fragile. La durata della mia vita è breve, eppure l’ultimo passo della ragione è riconoscere che c’è un’infinità di cose che la sorpassano. Il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce”. Segue una lettera scritta da alcuni alunni di un liceo dove insegno. 

Caro Dio,

ti scriviamo come farebbero dei figli che non sanno più a chi chiedere risposte. Ti scriviamo non solo per noi, ma per tutti i giovani che ogni giorno cercano un senso dentro un mondo che sembra averlo smarrito. 

Ti scriviamo perché, anche se a volte sembri lontano, sentiamo che da qualche parte ci ascolti, anche quando non Ti chiamiamo per nome.

Viviamo in un tempo difficile, Dio. Tutti ci dicono che abbiamo il futuro davanti, ma nessuno ci spiega come costruirlo. Ci ripetono che dovremmo essere felici, ma nessuno ci insegna davvero come si fa. Siamo circondati da parole, immagini, opinioni, eppure dentro di noi regna un silenzio pesante. Ci sentiamo spesso soli anche se siamo connessi con tutti. Ci sentiamo giudicati, misurati, osservati, ma raramente compresi.

Tu che conosci i cuori, sai che molti di noi portano dentro ferite invisibili. Ci sono ragazzi che ridono tutto il giorno e la notte non dormono per l’ansia. Ragazze che si nascondono dietro un sorriso per non far vedere le lacrime. Giovani che si sentono già stanchi, prima ancora di iniziare davvero a vivere. Tutti cerchiamo un posto nel mondo, un motivo per alzarci la mattina, una mano che ci dica “non sei solo”.

Ci sentiamo schiacciati da un sistema che ci vuole perfetti: belli, vincenti, brillanti, produttivi. Ma nessuno ci dice che va bene anche essere fragili, che è umano avere paura, che non dobbiamo essere sempre forti. 

A volte ci manca il coraggio di ammettere che non stiamo bene, perché il mondo non tollera la debolezza. E allora molti si chiudono in sé stessi, cercano rifugio in distrazioni che durano un attimo, in amicizie superficiali, in sogni che svaniscono presto.

Leggi anche: “I Malavoglia”: ascendenze bibliche nella pedagogia verghiana

Dio, noi giovani abbiamo bisogno di sentirti vicino, non come un giudice, ma come un amico. Abbiamo bisogno di credere che la vita non è una corsa ma un cammino, e che ogni passo, anche il più incerto, ha un senso. 

Aiutaci a capire che il dolore non è sempre una punizione, ma può diventare una lezione. Insegnaci ad avere fiducia anche quando non vediamo risultati, ad amare anche quando non riceviamo amore, a rialzarci quando tutto sembra crollare.

Aiutaci a riscoprire la bellezza dell’essere veri, dell’essere semplicemente noi stessi. Fa’ che non ci vergogniamo della nostra sensibilità, dei nostri dubbi, della nostra ricerca. Donaci la forza di guardare oltre le apparenze e di credere nel bene anche quando il male sembra vincere.

Tu che sei la vita stessa, entra nei nostri cuori stanchi e portaci pace. In ogni giovane che oggi si sente inutile, metti la scintilla del valore. In chi è arrabbiato, metti la calma. In chi ha perso la speranza, metti un motivo per riprovarci. In chi non crede più, metti la Tua presenza silenziosa.

Dio, non lasciarci soli in questo mondo pieno di rumore ma povero di ascolto. Aiutaci a costruire un futuro in cui contino più le persone che le cose, più l’amore che il successo, più il perdono che la vendetta.

E se a volte Ti dimentichiamo, se ci perdiamo dietro illusioni o errori, ricordati che anche nel nostro smarrimento continuiamo a cercarti. Forse non con le parole della preghiera, ma con i nostri gesti, i nostri sogni, le nostre domande. Perché, in fondo, ogni giovane che cerca la verità sta già cercando Te.

Con amore e speranza,

S. N., L. A. L. F., B. N., A. N., V. C., F. M., G. P. C., P. G. 

4A Liceo Mangino




Aiutaci a continuare la nostra missione: contagiare la famiglia della buona notizia

Cari lettori di Punto Famiglia,
stiamo vivendo un tempo di prova e di preoccupazione riguardo il presente e il futuro. Questo virus è entrato prepotentemente nella nostra quotidianità e ci ha obbligati a rivedere i tempi del lavoro, delle amicizie, delle Celebrazioni. Insomma, ha rivoluzionato tutta la nostra vita e non sappiamo fin dove ci porterà e per quanto tempo. Ci fidiamo delle indicazioni che provengono dal Governo e dagli organi sanitari preposti ma nello stesso tempo manifestiamo con la nostra fede che “il Signore ci guiderà sempre” (cfr Is 58,11).

CONTINUA A LEGGERE



ANNUNCIO

ANNUNCIO


ULTIMI COMMENTI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Per commentare bisogna accettare l'informativa sulla privacy.