3 Dicembre 2025
Prenderci cura
Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 15,29-37
In quel tempo, Gesù giunse presso il mare di Galilea e, salito sul monte, lì si fermò. Attorno a lui si radunò molta folla, recando con sé zoppi, storpi, ciechi, sordi e molti altri malati; li deposero ai suoi piedi, ed egli li guarì, tanto che la folla era piena di stupore nel vedere i muti che parlavano, gli storpi guariti, gli zoppi che camminavano e i ciechi che vedevano. E lodava il Dio d’Israele.
Allora Gesù chiamò a sé i suoi discepoli e disse: «Sento compassione per la folla. Ormai da tre giorni stanno con me e non hanno da mangiare. Non voglio rimandarli digiuni, perché non vengano meno lungo il cammino». E i discepoli gli dissero: «Come possiamo trovare in un deserto tanti pani da sfamare una folla così grande?».
Gesù domandò loro: «Quanti pani avete?». Dissero: «Sette, e pochi pesciolini». Dopo aver ordinato alla folla di sedersi per terra, prese i sette pani e i pesci, rese grazie, li spezzò e li dava ai discepoli, e i discepoli alla folla.
Tutti mangiarono a sazietà. Portarono via i pezzi avanzati: sette sporte piene.
Il commento
“Attorno a lui si radunò molta folla, recando con sé zoppi, storpi, ciechi, sordi e molti altri malati” (15,30). Possiamo dividere questa pagina evangelica in tre parti. Nella prima parte appare solo Gesù, circondato dalla folla (15, 30-31); nella seconda il Maestro interpella i discepoli (15, 32-34); nella terza è sempre Gesù il soggetto ma questa volta coinvolge i discepoli e li rende collaboratori del miracolo. Tre parti ma una sola è la storia, piccolo frammento di quella storia che, in ogni tempo, Dio con l’umanità.
Oggi mi soffermo sulla seconda parte che inizia con un verbo molto significativo: “chiamò a sé i suoi discepoli” (15,32). Il verbo greco [proskaléomai] indica un rapporto confidenziale, lo troviamo nei racconti di vocazione (Mc 3,13) o in quelli della missione (Mc 6,7; Mt 10,1). Quando ha qualcosa di importante da dire o da chiedere, Gesù chiama a venire presso di Lui. Non è un comandante che consegna ordini con autorità ma un Maestro che s’intrattiene amabilmente con i suoi discepoli, allarga il loro cuore e li educa a prendersi cura di quella folla, anonima agli occhi degli uomini ma conosciuta e amata da Dio.
L’espressione evangelica fa pensare all’intimità della preghiera. Gesù chiama e consegna anche a noi i suoi desideri, ci confida quello che gli sta a cuore. Oggi ripete a noi:
“Sento compassione per la folla” (15,32).
Non solo condivide i sentimenti più intimi ma ci chiede di intervenire nel suo nome e di agire con la sua stessa carità. Anche noi siamo portati a rispondere come hanno fatto i discepoli: “Come possiamo trovare in un deserto tanti pani per sfamare una folla così grande?” (15,33). Quando preghiamo comprendiamo più nitidamente quello che Dio vuole ma non sempre siamo disposti a fare quello che Lui chiede. La preghiera rischia di restare nell’ambito della devozione senza determinare un effettivo cambiamento nel modo di pensare e di agire. Contemplando la Vergine Immacolata, oggi chiediamo la grazia di rispondere con un eccomi più docile e concreto.
Briciole di Vangelo
di don Silvio Longobardi
s.longobardi@puntofamiglia.net
“Tutti da Te aspettano che tu dia loro il cibo in tempo opportuno”, dice il salmista. Il buon Dio non fa mancare il pane ai suoi figli. La Parola accompagna e sostiene il cammino della Chiesa, dona luce e forza a coloro che cercano la verità, indica la via della fedeltà. Ogni giorno risuona questa Parola. Ho voluto raccogliere qualche briciola di questo banchetto che rallegra il cuore per condividere con i fratelli la gioia della fede e la speranza del Vangelo.
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stiamo vivendo un tempo di prova e di preoccupazione riguardo il presente e il futuro. Questo virus è entrato prepotentemente nella nostra quotidianità e ci ha obbligati a rivedere i tempi del lavoro, delle amicizie, delle Celebrazioni. Insomma, ha rivoluzionato tutta la nostra vita e non sappiamo fin dove ci porterà e per quanto tempo. Ci fidiamo delle indicazioni che provengono dal Governo e dagli organi sanitari preposti ma nello stesso tempo manifestiamo con la nostra fede che “il Signore ci guiderà sempre” (cfr Is 58,11).





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