4 Dicembre 2025
Illumina il cuore mio
Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 9,27-31
In quel tempo, mentre Gesù si allontanava, due ciechi lo seguirono gridando: «Figlio di Davide, abbi pietà di noi!».
Entrato in casa, i ciechi gli si avvicinarono e Gesù disse loro: «Credete che io possa fare questo?». Gli risposero: «Sì, o Signore!».
Allora toccò loro gli occhi e disse: «Avvenga per voi secondo la vostra fede». E si aprirono loro gli occhi.
Quindi Gesù li ammonì dicendo: «Badate che nessuno lo sappia!». Ma essi, appena usciti, ne diffusero la notizia in tutta quella regione.
Il commento
“Figlio di Davide, abbi pietà di noi!” (9,27). Questo brano conclude una lunga serie di racconti in cui l’evangelista descrive alcuni miracoli compiuti da Gesù. Quello che oggi meditiamo è l’ultimo della lista. Al centro della scena troviamo due ciechi che chiedono e ricevono la guarigione. La luce è un simbolo eloquente della vita. È questa infatti la prima parola della creazione: “Sia la luce!” (Gn 1,3). Dove c’è luce, c’è vita. Il salmista annuncia che “il Signore ridona la vista ai ciechi” (Sal 145,8); e così pure il profeta Isaia: “Gli occhi dei ciechi vedranno” (Is 29,18). Nel contesto evangelico, la luce indica la fede. Donare la luce significa liberare l’uomo dall’oscurità e dargli la possibilità di vedere il mondo nella sua essenziale verità, cioè di comprendere il senso e il valore della vita. Il Vangelo annuncia che tutto questo è possibile solo a condizione di seguire Gesù. È interessante notare che in questo racconto la sequela precede la guarigione (9,27), è la premessa per avvicinarsi a Lui (9,28) e ricevere la grazia.
Abbiamo bisogno della luce come dell’aria per respirare. “Manda la tua luce e la tua verità”, scrive il salmista (Sal 43,3). “Alto e glorioso Dio illumina il cuore mio”, prega san Francesco. Non dobbiamo mai smettere di invocare la luce. E tuttavia, sappiamo per esperienza che tante volte ci troviamo immersi nelle tenebre e, pur pregando, non sempre riceviamo la luce. Nell’ultima parte della sua vita Teresa di Lisieux vive nella più grande oscurità, Descrive sé stessa come un uccellino assalito dalla tempesta che non vede altro se non le nubi che lo avvolgono. Lei accoglie e vive anche quella situazione oggettivamente dolorosa come “il momento della gioia perfetta”. E decide di restare fedele, contemplando la luce nascosta (Ms B 5r). Teresa insegna che la fede non dipende – e non deve dipendere! – dal sentire, ciò che conta è sapere con certezza che Dio c’è. C’è sempre! Oggi preghiamo per quanti cercano la verità perché sappiamo riconoscere la luce che Dio semina nella loro vita.
Briciole di Vangelo
di don Silvio Longobardi
s.longobardi@puntofamiglia.net
“Tutti da Te aspettano che tu dia loro il cibo in tempo opportuno”, dice il salmista. Il buon Dio non fa mancare il pane ai suoi figli. La Parola accompagna e sostiene il cammino della Chiesa, dona luce e forza a coloro che cercano la verità, indica la via della fedeltà. Ogni giorno risuona questa Parola. Ho voluto raccogliere qualche briciola di questo banchetto che rallegra il cuore per condividere con i fratelli la gioia della fede e la speranza del Vangelo.
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