UNA CARO

“Una caro”: uomo e donna di fronte al mondo come un “noi”

“Una caro”, cioè “Una sola carne”, è “il modo in cui la Bibbia esprime l’unità matrimoniale”. Con queste parole si apre l’ultimo testo sul mistero dell’unità tra Uomo e Donna, pubblicato dalla Congregazione per la Dottrina della Fede. “Gli sposi dovrebbero formare una prima persona plurale, un ‘noi’. – spiega il documento, citando Papa Francesco – Stare l’uno davanti all’altro come un ‘io’ e un ‘tu’, e stare di fronte al resto del mondo, compresi i figli, come un ‘noi’”. 

“Una caro. Elogio della monogamia. Nota dottrinale sul valore del matrimonio come unione esclusiva e appartenenza reciproca”: questo il titolo per esteso del documento redatto dalla Congregazione per la Dottrina della Fede. “Nel linguaggio comune, – si spiega – ‘noi due’ è un’espressione che compare quando in un matrimonio c’è un forte sentimento di reciprocità, ovvero la percezione della bellezza di un amore esclusivo, di un’alleanza tra due che condividono la vita nella sua interezza, con tutte le sue lotte e le sue speranze”. 

“Noi due”, continua il documento, si riferisce alle “storie che solo i coniugi hanno vissuto” e in questa espressione è contenuta “una convinzione e una decisione di appartenersi mutuamente”.

Si riprende, fin dalle prime righe, Papa Francesco, il quale affermava che “gli sposi dovrebbero formare una prima persona plurale, un ‘noi’. Stare l’uno davanti all’altro come un ‘io’ e un ‘tu’, e stare di fronte al resto del mondo, compresi i figli, come un ‘noi’”. 

Il secondo pontefice citato è San Giovanni Paolo II, il quale ha parlato della monogamia, sostenendo che “merita di essere sempre più approfondita”. E, a questo proposito, già nelle prima pagine, il dicastero intende sottolineare che “la monogamia non è semplicemente l’opposto della poligamia”, ovvero riguarda “il matrimonio in tutta la sua ricchezza e fecondità”. Inoltre, “La questione è intimamente legata al fine unitivo della sessualità, che non si riduce a garantire la procreazione, ma aiuta l’arricchimento e il rafforzamento dell’unione unica ed esclusiva e del sentimento di appartenenza reciproca”.

Per poter approfondire le diverse tematiche inerenti al matrimonio, il documento specifica anzitutto quali sono, secondo il Codice del Diritto Canonico “le proprietà essenziali del matrimonio” e cioè “l’unità e l’indissolubilità”. Al contempo, il matrimonio è “un vincolo di sua natura perpetuo ed esclusivo”. 

Il documento ha scelto di focalizzarsi sulla “proprietà dell’unità e sul suo riflesso esistenziale: la comunione intima e totalizzante tra i coniugi”. 

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Di tutto questo troviamo tracce profonde nella Bibbia: Non sono più due, ma una sola carne” (Mc 10,8). Questa dichiarazione di Gesù riguardo al matrimonio traduce la bellezza dell’amore, un cemento che “dà solidità a questa comunità di vita”.

Già al momento della Creazione il patto coniugale appare voluto da Dio, quale – si cita, ora Benedetto XVI – “sacramento del Creatore dell’universo, iscritto quindi proprio nell’essere umano stesso, che è orientato verso questo cammino, nel quale l’uomo abbandona i genitori e si unisce alla sua donna per formare una sola carne, perché i due diventino un’unica esistenza”.

Tutto questo trova eco nell’Antico Testamento, sebbene i racconti dei personaggi biblici parlino di una poligamia praticata. Il documento offre come esempi di poligamia le vicende dei Patriarchi, eppure fa notare che, “allo stesso tempo molti passi dell’Antico Testamento celebrano l’amore monogamico e l’unione esclusiva”.

Ebbene, “se dal punto di vista fattuale e normativo la monogamia non ha solide basi nell’Antico Testamento, invece i suoi fondamenti teologici si sviluppano in profondità”.

Già nel libro della Genesi, appare chiaramente il progetto di Dio sull’Uomo e sulla Donna: “L’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà (dāḇaq) a sua moglie e i due saranno un’unica carne” (Gen 2,24). Come afferma Papa Francesco, “il verbo ‘unirsi’ nell’originale ebraico indica una stretta sintonia, un’adesione fisica e interiore”. Il documento afferma, allora, che si evoca l’unione matrimoniale “non solamente nella sua dimensione sessuale e corporea, ma anche nella sua donazione volontaria d’amore”. 




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Cecilia Galatolo

Cecilia Galatolo, nata ad Ancona il 17 aprile 1992, è sposata e madre di due bambini. Collabora con l'editore Mimep Docete. È autrice di vari libri, tra cui "Sei nato originale non vivere da fotocopia" (dedicato al Beato Carlo Acutis). In particolare, si occupa di raccontare attraverso dei romanzi le storie dei santi. L'ultimo è "Amando scoprirai la tua strada", in cui emerge la storia della futura beata Sandra Sabattini. Ricercatrice per il gruppo di ricerca internazionale Family and Media, collabora anche con il settimanale della Diocesi di Jesi, col portale Korazym e Radio Giovani Arcobaleno. Attualmente cura per Punto Famiglia una rubrica sulla sessualità innestata nella vocazione cristiana del matrimonio.

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