BRICIOLE DI VANGELO

15 Dicembre 2025

L’autorità dello Spirito

Dal Vangelo secondo Matteo

Mt 21,23-27
 
In quel tempo, Gesù entrò nel tempio e, mentre insegnava, gli si avvicinarono i capi dei sacerdoti e gli anziani del popolo e dissero: «Con quale autorità fai queste cose? E chi ti ha dato questa autorità?».
Gesù rispose loro: «Anch’io vi farò una sola domanda. Se mi rispondete, anch’io vi dirò con quale autorità faccio questo. Il battesimo di Giovanni da dove veniva? Dal cielo o dagli uomini?».
Essi discutevano fra loro dicendo: «Se diciamo: “Dal cielo”, ci risponderà: “Perché allora non gli avete creduto?”. Se diciamo: “Dagli uomini”, abbiamo paura della folla, perché tutti considerano Giovanni un profeta».
Rispondendo a Gesù dissero: «Non lo sappiamo». Allora anch’egli disse loro: «Neanch’io vi dico con quale autorità faccio queste cose».

Il commento

Con quale autorità [exousía] fai queste cose? E chi ti ha dato questa autorità?” (21,23). Questa domanda non nasce nelle aule della teologia accademica ma è una reazione irritata al comportamento di Gesù che, con veemenza, aveva scacciato i mercanti del Tempio (Mt 21, 12-13). La domanda è rivolta dai “capi dei sacerdoti” e dagli “anziani del popolo” (21,23), cioè da coloro che ritenevano di avere l’autorità. Gesù non risponde perché constata che nei suoi interlocutori manca la sincera disponibilità al dialogo (21,27).

Dopo la resurrezione svela alla comunità apostolica qual è l’origine della sua autorità: “A me è stato dato ogni potere [exousía] in cielo e sulla terra” (Mt 28,19). Non solo svela ma comunica alla Chiesa lo stesso potere. La comunità dei credenti ha ricevuto la grazia e la responsabilità di parlare e agire in nome di Dio. Non ha altro potere e non deve cercare altri poteri se non quello che ha ricevuto dal suo Signore.

Con quale autorità?”. La domanda è molto interessante e possiamo applicarla a tante altre persone e situazioni. Possiamo chiederci ad esempio: con quale autorità parla Teresa di Lisieux? Non aveva nessun titolo per farlo, non ha fatto studi di teologia e non ha acquisito alcuna competenza specifica nel campo biblico. E tuttavia il popolo cristiano ha riconosciuto in lei la voce di Dio, l’ha accolta come una sorella che parla in nome di Dio e conduce a Dio. Evidentemente la Santa carmelitana parla con l’autorità ricevuta dallo Spirito. A tal punto che Benedetto XVI la presenta come “una guida per tutti, soprattutto per coloro che, nel Popolo di Dio, svolgono il ministero di teologi” (6 aprile 2011).

Anche noi abbiamo l’autorità di Dio, ciascuno per la parte di responsabilità che gli è stata affidata. E possiamo esercitarla, a condizione di stare dentro una Chiesa, in cui risplende in pienezza l’autorità di Dio. Oggi preghiamo in particolare per coloro che esercitano nella Chiesa il ministero dell’autorità perché sappiano donare fedelmente parole che insegnano ad amare Dio e il prossimo.



Briciole di Vangelo

di don Silvio Longobardi

s.longobardi@puntofamiglia.net

“Tutti da Te aspettano che tu dia loro il cibo in tempo opportuno”, dice il salmista. Il buon Dio non fa mancare il pane ai suoi figli. La Parola accompagna e sostiene il cammino della Chiesa, dona luce e forza a coloro che cercano la verità, indica la via della fedeltà. Ogni giorno risuona questa Parola. Ho voluto raccogliere qualche briciola di questo banchetto che rallegra il cuore per condividere con i fratelli la gioia della fede e la speranza del Vangelo.


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Silvio Longobardi

Silvio Longobardi, presbitero della Diocesi di Nocera Inferiore-Sarno, è l’ispiratore del movimento ecclesiale Fraternità di Emmaus. Esperto di pastorale familiare, da più di trent’anni accompagna coppie di sposi a vivere in pienezza la loro vocazione. Autore di numerose pubblicazioni di spiritualità coniugale, cura per il magazine Punto Famiglia la rubrica “Corrispondenza familiare”.

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