CORRISPONDENZA FAMILIARE
Quando un figlio si laurea. Gli auguri migliori
15 Dicembre 2025
La laurea di un figlio è un passaggio significativo nella vita di un giovane, ma diventa una tappa significativa anche per i genitori, che lo hanno accolto e visto crescere, insegnandogli a parlare e consegnandogli le preghiere della fede, rassicurandolo con il loro amore e orientando i suoi passi con i loro consigli. La lettera di oggi è indirizzata ad una madre che vede il proprio figlio laurearsi. Un’occasione non per alimentare quell’orgoglio istintivo oggi molto diffuso nella vita sociale, ma per dilatare la coscienza della gratitudine e comprendere quanto siamo debitori. In fondo, se leggiamo bene la vita dobbiamo riconoscere di essere tutti dipendenti, gli uni dagli altri, nessuno viene al mondo da solo e nessuno può crescere da solo.
Carissimo don Silvio,
anche il nostro secondo figlio, Pasquale, si è laureato in ingegneria aereospaziale. Una nuova tappa della nostra famiglia. Vedere questi figli crescere, realizzare a piccoli passi il progetto di vita, ma soprattutto vederli responsabili e moralmente saldi, rende il nostro cuore grato a Dio per averci aiutato a custodire l’unità familiare e soprattutto la fede nel loro cuore. Una fede semplice che li accompagna dolcemente nelle loro scelte. Rendiamo lode a Dio perché ci sostiene con la certezza della Sua presenza anche quando tutto sembra troppo, eccessivamente faticoso.
Dopo l’ultimo esame prima della tesi, Pasquale è tornato a casa chiedendomi di andare insieme a Messa. In genere, con i nostri figli, custodiamo la buona abitudine di vivere la celebrazione eucaristica insieme durante la settimana nel giorno dei nostri compleanni, onomastici o anniversari importanti. Quel giorno non ricorreva nessun evento, ma lui mi ha chiesto di partecipare per ringraziare il Signore proprio per la conclusione e il buon esito degli esami. Mi ha sorpreso e fatto gioire. In quella Messa ci siamo tenuti per mano per un po’, non avevamo da dirci nulla, solo rendere lode a Dio.
Durante la proclamazione alla seduta di laurea, guardavo Pasquale e la mente è andata indietro di 21 anni. Ancora ho impresso nel cuore, nella mente e nella carne il giorno in cui è venuto alla luce. Era un martedì, una mattinata di sole che annunciava l’avvicinarsi imminente della primavera. Da quel giorno lo abbiamo affidato, insieme a tutti gli altri nostri figli, al buon Dio per intercessione di Maria. Abbiamo cercato di guidarli con fermezza e tenerezza, consolandoli nelle prove, accompagnandoli con discrezione senza mai alleggerire di troppo il carico del loro zaino perché anche di questo hanno bisogno. Non sono mancati tempi di tensione, di preoccupazioni, di silenzi e tanti sappiamo ce ne saranno ancora; ecco perché abbiamo bisogno di restare ancorati alla Croce di Cristo.
Il cammino non finisce qui, Pasquale ha solo 21 anni e un lungo e faticoso percorso ancora lo attende. Unisciti alla nostra preghiera per lui perché possa realizzare il progetto che Dio ha sulla sua vita. La Vergine Maria lo custodisca nei suoi futuri passaggi. E prega anche per noi genitori, con quattro figli spesso ci sentiamo “mangiati fino all’osso”, gli ultimi due sono ancora piccoli, all’inizio della loro adolescenza, un tempo meraviglioso e devastante al tempo stesso. Il Signore ci doni pazienza, fortezza e tenerezza per continuare ad essere testimoni per i nostri figli di un volto Dio affascinante.
Ti abbraccio
Lidia
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Cari amici,
la laurea di un figlio è un passaggio significativo nella vita di un giovane che vede aprirsi gli orizzonti della professione che desidera e spera di poter presto esercitare, rappresenta per lui il legittimo premio per la fatica dello studio. Ma diventa una tappa significativa anche per i genitori, soprattutto per voi che lo avete accolto quand’era solo un batuffolo di carne e lo avete visto crescere, gli avete insegnato a parlare, gli avete consegnato le preghiere della fede, lo avete rassicurato con il vostro amore, avete orientato i suoi passi con i vostri consigli…
Questo figlio è cresciuto e si avvia a rapidi passi verso l’adultità. Sia chiaro, ha ancora bisogno di voi, avrà sempre bisogno di voi ma… con la laurea percepisce di aver fatto un passo decisivo nella vita. E sa bene che non avrebbe potuto far nulla senza di voi, senza l’affetto e senza il calore di una famiglia. Se vissuta così, la laurea così non alimenta quell’orgoglio istintivo oggi molto diffuso nella vita sociale ma suscita e dilata la coscienza della gratitudine, fa comprendere quanto siamo debitori. In fondo, se leggiamo bene la vita dobbiamo riconoscere di essere tutti dipendenti, gli uni dagli altri, nessuno viene al mondo da solo e nessuno può crescere da solo. È questa la bellezza e la forza della famiglia che resta un’insostituibile risorsa sociale.
Ancora più bello, quando la gratitudine non è solo rivolta ai genitori ma si allunga fino a riconoscere che tutto viene da Dio. È Lui che ci ha creato, è il suo Amore che ci ha fatto crescere, è la sua Provvidenza che accompagna e sostiene i nostri passi. Quell’ultimo esame e la richiesta di condividere con voi la celebrazione eucaristica per ringraziare il Signore, è più di un dettaglio. È il segno che la vostra personale testimonianza ha lasciato una traccia e, speriamo, potrà dare un preciso orientamento ai suoi passi futuri. È una gioia impagabile per voi che avete fatto della fede la regola della vita.
È questo il mio augurio per lui: che si senta e sia sempre debitore sia nei confronti di Dio che gli ha dato la vita e sia dei fratelli, al servizio dei quali un domani eserciterà la sua professione. Non importa quello che darà a voi, avete già ricevuto la gioia di vederlo crescere e diventare un uomo buono e responsabile. Ciò che conta è riversare nella storia – ecclesiale e sociale – il bene che ha ricevuto.
Pasquale è ancora in famiglia ma verrà un giorno in cui dovrà uscire di casa, se non altro per trovare lavoro adatto alla sua professione. E quello che lui desidera forse non si trova nei paraggi. Pensate alla Vergine quando vede il Figlio allontanarsi da Nazaret. Lei sa che non sarà una passeggiata e sa che non può accompagnarlo, non può restare sempre con Lui. Lo vede partire con la gioia che tutto sta per compiersi e con la tristezza di vederlo soffrire. Un’immagine eloquente di quel distacco affettivo al quale i genitori devono educarsi. Vado troppo avanti? Certo, tutto questo sembra ancora lontano ma ogni evento della vita è sempre carico di implicazioni. Non ho mai chiesto a mia mamma cosa ha provato quando mi ha visto andare in seminario ma penso che, d’istinto, abbia provato la stessa gioia carica di inquietudine che aveva la Vergine.
Godetevi questo evento, cari amici e rendete grazie a Dio. A breve, spero di poter celebrare con voi e per voi una Messa di ringraziamento. Vi saluto e vi abbraccio e prego il Signore di continuare a riversare sulla vostra famiglia le sue benedizioni.
Don Silvio
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Cari lettori di Punto Famiglia,
stiamo vivendo un tempo di prova e di preoccupazione riguardo il presente e il futuro. Questo virus è entrato prepotentemente nella nostra quotidianità e ci ha obbligati a rivedere i tempi del lavoro, delle amicizie, delle Celebrazioni. Insomma, ha rivoluzionato tutta la nostra vita e non sappiamo fin dove ci porterà e per quanto tempo. Ci fidiamo delle indicazioni che provengono dal Governo e dagli organi sanitari preposti ma nello stesso tempo manifestiamo con la nostra fede che “il Signore ci guiderà sempre” (cfr Is 58,11).


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