POLITICHE FAMILIARI

Politiche familiari e adozioni: un decreto per aiutare chi accoglie

di Lucrezia Scotellaro

Un recente decreto ha introdotto nuovi aiuti economici per sostenere e incentivare le adozioni internazionali, anche di minori con bisogni speciali. L’adozione resta una testimonianza forte di generatività, solidarietà e amore che supera il legame biologico.

Negli ultimi anni a calare non sono solo i nuovi nati, ma anche le adozioni. Ci sono sempre meno coppie disposte a adottare: in vent’anni così si registra un calo del 35% di disponibilità nelle adozioni nazionale e del 73% in quelle internazionali. 

Di adozione si parla poco e, nonostante ci siano molti bambini senza famiglia, il percorso è diventato sempre più difficile e complesso a causa di normative stringenti, lunghe attese (specialmente per l’adozione internazionale), un generale calo demografico in Italia che riduce le nascite, e una minore sensibilità mediatica, con temi come la PMA (Procreazione Medicalmente Assistita) che a volte prendono più spazio.

Adottare significa creare un legame di parentela ‘post-familiare’ che trascende i vincoli biologici: si tratta di un’esperienza complessa che ridefinisce i concetti di famiglia e genitorialità attraverso il confronto anche con culture diverse, generando nuovi ruoli e sfide legate all’integrazione e alla costruzione di una ‘famiglia allargata’ con origini e identità, anche culturali, diverse e distanti. Non si tratta quindi solo di un istituto giuridico, una prassi, una procedura attraverso la quale il bambino abbandonato può ritrovare una famiglia che lo accolga, ma è anche un processo sociale e relazionale fatto di legami infranti e legami ricreati, di luci e di ombre, di gioie e difficoltà. 

Per aiutare le coppie che hanno scelto di intraprendere la strada dell’adozione, di recente, una nuova normativa ha introdotto aiuti economici per le adozioni internazionali. Si tratta del Decreto del Ministro per la Famiglia, la Natalità e le Pari opportunità del 5 settembre 2025, che introduce interventi straordinari di sostegno economico rivolti ai genitori adottivi nell’ambito delle adozioni internazionali.

Dei contributi previsti possono beneficiare sia i genitori che decideranno di intraprendere il percorso, fino al dicembre 2026, sia quelli che lo hanno già intrapreso ma non ancora concluso, sia per i nuclei familiari che hanno partecipato e concluso, tra il 1° marzo 2024 e il 31 dicembre 2026, un percorso formativo ad hoc e risultino in possesso dei requisiti previsti. Tra le finalità indicate c’è sicuramente quella di sostenere le famiglie che affrontano tempi lunghi e complessità nella conclusione della procedura adottiva, di incentivare l’avvio di nuove procedure adottive internazionali, di valorizzare l’impegno formativo delle coppie adottive in itinere.

Previsto anche un contributo straordinario per genitori adottivi di minori con ‘Special Needs’, con la finalità proprio di favorire l’accoglienza e l’integrazione dei bambini con esigenze particolari.

Leggi anche: Come crescere nell’amore? Sette propositi di coppia per il nuovo anno

L’esperienza dell’adozione richiede che le famiglie approfondiscano costantemente le proprie competenze con riferimento a tutti gli aspetti tecnici, legali, burocratici. Il sistema di aiuti messo in campo servirà a sostenere una scelta che però va ben oltre le pur numerose pratiche da evadere. È necessario innanzitutto ricercare e trasmettere il significato positivo del vivere. 

Essere genitori adottivi significa essere adulti pronti ad accogliere una forma di genitorialità ‘diversa’ e più ampia della sola procreazione biologica, abbracciando una fecondità che non si limita al DNA ma si fonda su un legame affettivo profondo e sulla crescita reciproca. Implica un percorso di crescita personale, accettando la complessità della storia del minore e costruendo un rapporto basato su cura, fiducia e sostegno. L’adozione crea un legame profondo che riesce ad andare oltre il legame di sangue, che supera le differenze biologiche, radicandosi nell’affetto e nella quotidianità condivisa, basato su amore e dedizione.

L’adozione è stata definita una forma peculiare di generatività familiare e sociale, e bisogna ricordare che si tratta di una pratica antichissima di cui ci parla anche la Sacra Scrittura nella quale ci viene presentata non solo per le ricadute positive che ha sui protagonisti, ma anche proprio in quanto manifestazione della volontà salvifica di Dio.

In un mondo che spesso enfatizza l’individualismo anche nella scelta di avere un figlio, l’adozione emerge quindi come una testimonianza potente della capacità umana di creare connessioni autentiche centrate sulla cura, sulla protezione e su un amore che nasce dall’ accoglienza dell’altro nella propria vita. 




Aiutaci a continuare la nostra missione: contagiare la famiglia della buona notizia

Cari lettori di Punto Famiglia,
stiamo vivendo un tempo di prova e di preoccupazione riguardo il presente e il futuro. Questo virus è entrato prepotentemente nella nostra quotidianità e ci ha obbligati a rivedere i tempi del lavoro, delle amicizie, delle Celebrazioni. Insomma, ha rivoluzionato tutta la nostra vita e non sappiamo fin dove ci porterà e per quanto tempo. Ci fidiamo delle indicazioni che provengono dal Governo e dagli organi sanitari preposti ma nello stesso tempo manifestiamo con la nostra fede che “il Signore ci guiderà sempre” (cfr Is 58,11).

CONTINUA A LEGGERE



ANNUNCIO


ULTIMI COMMENTI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Per commentare bisogna accettare l'informativa sulla privacy.