9 Gennaio 2026

Ripartire ostinatamente dalla Porta chiusa

Il 6 gennaio, giorno dell’Epifania, Papa Leone ha chiuso la Porta Santa. Un gesto solenne, conclusivo, che ha sigillato un anno attraversato da trentatré milioni di persone. Trentatré milioni di passi, di mani che hanno sfiorato la soglia, di sguardi alzati o distratti. Pellegrini, certo ma anche turisti. Cercatori consapevoli e passanti casuali. Uomini e donne con il senso vivo del peccato e altri che quel linguaggio non lo abitano più. C’è chi si era preparato, chi no. Chi è entrato forse sfidando Dio, e chi, sentendo il peso dell’età, ha pensato che quella porta potesse essere l’ultima occasione, l’ultima chance per salvarsi. La Porta Santa si è chiusa. Ma la domanda resta spalancata.

Nell’omelia di quel giorno, Papa Leone ha dato voce a questa inquietudine: «Chi erano e che cosa li muoveva? […] Milioni di loro hanno varcato la soglia della Chiesa. Che cosa hanno trovato? Quali cuori, quale attenzione, quale corrispondenza?» È una domanda che mi brucia dentro, perché sento che mi riguarda. Riguarda tutti noi. Siamo vite in cammino, ricordava il Papa, richiamando l’antica definizione: homo viator. Nessuno è fermo davvero. E il Dio del Vangelo non è un Dio addomesticabile, non sta “fermo nelle nostre mani come gli idoli d’argento e d’oro”. È un Dio che turba, che mette in movimento, che nasce di nuovo come un Bambino fragile, adorato da Magi stranieri, inquieti, non sempre puri, ma ostinatamente in ricerca.

Trentatré milioni di persone hanno attraversato quella soglia. Alcuni con fede limpida, altri con fede confusa. Alcuni con speranza, altri con curiosità. Ma tutti, in qualche modo, portatori di una domanda essenziale, la stessa dei Magi: «Dov’è Colui che è nato?» Se chi entra in una chiesa non avverte che lì qualcosa nasce, che lì la speranza prende carne, allora la Porta Santa rischia di essere stato solo un passaggio architettonico, non un varco di vita.

Il Giubileo, ha detto Papa Leone, ci ha ricordato che si può ricominciare, anzi che siamo ancora agli inizi. Dio non difende l’ordine esistente come Erode, che teme di perdere il trono e per questo mente, manipola, uccide. Dio sogna, germoglia, cresce nel silenzio. Il suo Regno non fa rumore, ma avanza anche quando non lo riconosciamo. Eppure, alla fine, noi siamo bravissimi in un’arte antica e pericolosa molto in voga negli ambienti ecclesiali: decidere chi avesse “diritto” di passare quella porta e chi no. Chi era degno e chi indegno. Chi pellegrino autentico e chi semplice turista. Chi “preparato” e chi no. Come se la misericordia fosse una proprietà da amministrare, un confine da sorvegliare.

Vale allora la pena ricordarlo: Papa Francesco all’inizio del Giubileo aveva aperto la Porta Santa non solo in Vaticano, ma anche nel carcere di Rebibbia. La misericordia di Dio non si lascia contenere nei nostri criteri morali, nei nostri recinti ecclesiali, nelle nostre graduatorie di purezza. Non è una risorsa scarsa da distribuire con parsimonia. È sovrabbondante, scandalosa, gratuita. È Epifania della gratuità. Stiano attenti, allora, coloro che vogliono delimitarla. Stiano attenti quelli che trasformano la paura in giudizio, e il giudizio in violenza sottile. Perché il Dio che passa per le porte sante è lo stesso che nasce a Betlemme, nelle periferie della storia, e continua a dire a città, comunità e persone: “Non sei davvero l’ultima”.

La Porta Santa si è chiusa. Ma se la Chiesa resta una casa e non un monumento, se continua a riconoscere nel visitatore un pellegrino e nello sconosciuto un cercatore, allora il cammino non finisce qui. Saremo davvero, come ha detto Papa Leone, la generazione dell’aurora. E Maria, Stella del mattino, continuerà a camminare davanti a noi.



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Giovanna Abbagnara

Giovanna Abbagnara, è sposata con Gerardo dal 1999 e ha un figlio, Luca. Giornalista e scrittrice, dal 2008 è direttore responsabile di Punto Famiglia, rivista di tematiche familiari. Con Editrice Punto Famiglia ha pubblicato: Il mio Giubileo della Misericordia. (2016), Benvenuti a Casa Martin (2017), Abbiamo visto la Mamma del Cielo (2016), Il mio presepe in famiglia (2017), #Trova la perla preziosa (2018), Vivere la Prima Eucaristia in famiglia (2018), La Prima Comunione di nostro figlio (2018), Voi siete l'adesso di Dio (2019), Ai piedi del suo Amore (2020), Le avventure di Emanuele e del suo amico Gesù (2020), In vacanza con Dio (2022).

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