I GIOVANI E IL PAPA

Il papa con i giovani di Roma, una “mini Gmg”

di Simona Arcidiacono

Sabato 10 gennaio, l’incontro dei giovani della diocesi di Roma con Papa Leone XIV è diventato una vera festa di Chiesa; i ragazzi hanno affollato Aula Nervi e Piazza San Pietro. Tra preghiera e dialogo, è emersa la necessità di relazioni autentiche e di unità contro la solitudine. Il Papa ha invitato a ritrovare forza nell’adorazione e nell’amicizia con Cristo. Le frasi che resteranno simbolo di quel giorno? “Se credo in Dio, è grazie a te” e “La forza dell’amore alleggerisce il cammino”.

Trovare le parole per descrivere ciò che abbiamo vissuto insieme ai nostri giovani della diocesi di Roma è qualcosa per cui non basta chiedere suggerimenti all’AI di chatbot. Abbiamo vissuto l’amore e la gioia di chi non vedeva l’ora di rincontrarsi. L’attesa incarnata. E ora rimane la semina delle parole ascoltate, che porteranno frutto.

Sabato 10 Gennaio, in origine, dovevamo vivere l’incontro degli adolescenti e dei giovani della diocesi di Roma con il nostro vescovo e Papa Leone XIV, ma in pochissime ore “l’incontro” è diventato una mini Gmg: l’Aula Nervi era stracolma così come Piazza San Pietro.

Eravamo tutti lì riuniti, tutti lì per sentirci Chiesa. Quella Chiesa che i giovani desiderano proprio così, unità in un unico grande abbraccio. Una Chiesa che, in un pomeriggio, riesce a riunire tutti i quadranti del settore di prefettura in cui è divisa la nostra diocesi. 330 realtà parrocchiali con i loro oratori, movimenti sportivi, associazioni, catechisti. È stato bello trovarsi tutti insieme per pregare, dialogare.

L’incontro è iniziato con le parole di un giovane della pastorale giovanile di Roma, il nostro Matteo Maio, che ha rappresentato tutti noi, leggendo al Santo Padre una lettera. Si è reso portavoce della nostra anima umana e spirituale. Sì, anche io, che adesso scrivo, mi sono ritrovata nelle sue parole e non ho potuto fare a meno di commuovermi, in quell’Aula Nervi, dove mi trovavo con i miei ragazzi di catechismo. “Caro Papa Leone – ha esordito Matteo -, molti ragazzi oggi si sentono profondamente soli. Purtroppo, tanti vedono ancora tutto nero, soffrono di depressione; alcuni si feriscono, altri aspettano ancora un abbraccio dal papà o un bacio sulla fronte dalla mamma prima di andare a dormire. Qualcuno aspetta di avere amici veri, qualcuno ha persino perso la voglia di vivere. Questo, alla mia età, non riesco ad accettarlo e forse non lo accetterò mai”.

Leggi anche: Il metodo Prevost: l’unità prima dei progetti

La conclusione della lettera è arrivata con queste parole: “Concludo dicendole che mi fa male vedere persone che non si salutano, che non sono solidali, che non si riconoscono fratelli, che non si abbracciano, che non dicono ‘Grazie’, che non si dicono ‘Non sei solo’, ‘Ti voglio bene’, ‘Voglio per te il bene che Dio ha pensato’”.

Indubbiamente, lo scorso sabato pomeriggio abbiamo rivissuto il ricordo della spianata di Tor Vergata, per il nostro Giubileo. Papa Leone, nel dialogare con noi, ci ha ricordato che nei momenti di sconforto – che esistono perché la solitudine la si vive in alcuni frangenti – di fare memoria del silenzio della preghiera dell’adorazione eucaristica. Pregare aiutaa stringere amicizia con Cristo e ad essereportatori di luce e speranza per il mondo.

Cosa rimarrà di quel pomeriggio di Grazia vissuto? Sicuramente la gioia di avere un Papa che ama il suo gregge. È l’amore di un padre per i suoi figli. Un padre desideroso di stare insieme, un padre che, anche in mezzo alla folla, si ferma per confessare un ragazzo. Un Papa che tende la mano per scambiare quel segno di pace, tanto desiderata e per cui tanto si prega nel mondo.

Rimarrà una frase: “Se credo in Dio, è grazie a te”. Frase stampata sulle felpe della Pastorale giovanile di Roma. Queste sono le occasioni di incontro che cercano i giovani. Relazioni autentiche e vere. Ognuno di noi – magari anche tu che stai leggendo – hai un “prologo”, una persona in mente o quell’incontro che lo ha portato a Cristo. È importante farne memoria.

Leggi anche: Sposi fedeli dopo il divorzio? La testimonianza di Ettore Leandri

Altra frase che rimarrà nei ricordi di quel giorno, è quella stampata sulle felpe dei ragazzi del Movimento Giovanile Guanelliano, anche loro presenti in quel pomeriggio di festa: “La forza dell’amore alleggerisce il cammino”.

Ed è proprio così che i nostri giovani ci dimostrano in ogni modo che l’amore quello vero è la colonna portante della vita. Le relazioni e le amicizie vere sono quel valore aggiunto; ti aiutano a uscire dalle tue solitudini, ti rassicurano con un abbraccio lungo il cammino.

Siamo chiamati ad essere sempre pellegrini di Speranza.




Aiutaci a continuare la nostra missione: contagiare la famiglia della buona notizia

Cari lettori di Punto Famiglia,
stiamo vivendo un tempo di prova e di preoccupazione riguardo il presente e il futuro. Questo virus è entrato prepotentemente nella nostra quotidianità e ci ha obbligati a rivedere i tempi del lavoro, delle amicizie, delle Celebrazioni. Insomma, ha rivoluzionato tutta la nostra vita e non sappiamo fin dove ci porterà e per quanto tempo. Ci fidiamo delle indicazioni che provengono dal Governo e dagli organi sanitari preposti ma nello stesso tempo manifestiamo con la nostra fede che “il Signore ci guiderà sempre” (cfr Is 58,11).

CONTINUA A LEGGERE



ANNUNCIO


ULTIMI COMMENTI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Per commentare bisogna accettare l'informativa sulla privacy.