17 Gennaio 2026
Dio non abbandona nessuno
Dal Vangelo secondo Marco
Mc 2,13-17
In quel tempo, Gesù uscì di nuovo lungo il mare; tutta la folla veniva a lui ed egli insegnava loro. Passando, vide Levi, il figlio di Alfeo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì.
Mentre stava a tavola in casa di lui, anche molti pubblicani e peccatori erano a tavola con Gesù e i suoi discepoli; erano molti infatti quelli che lo seguivano. Allora gli scribi dei farisei, vedendolo mangiare con i peccatori e i pubblicani, dicevano ai suoi discepoli: «Perché mangia e beve insieme ai pubblicani e ai peccatori?».
Udito questo, Gesù disse loro: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori».
Il commento
“Passando, vide Levi, il figlio di Alfeo, seduto al banco delle imposte…” (2,14). Vi invito a leggere questo brano nel suo immediato contesto. Possiamo individuare tre scene che hanno un tema comune.
La prima è quella del lebbroso (Mc 1, 40-45): a prima vista si presenta come un racconto di guarigione, in realtà liberare l’uomo dalla lebbra non significa solo restituirgli la salute ma anche purificarlo e reintegrarlo nella comunità credente.
La seconda scena è quella del paralitico (Mc 2, 1-12): anche in questo caso l’annuncio del perdono viene prima e, nella luce della fede, appare anche più importante della guarigione. Prima di guarire la carne malata, Gesù libera il cuore dal male. Non è solo un paralitico guarito ma un paralitico perdonato.
La pagina odierna, infine, presenta un uomo che è considerato da tutti come un peccatore, uno che ha rotto i ponti con Dio. Uno che va messo al bando come un rinnegato. Ebbene, fra lo stupore di tutti – i primi ad essere sconcertati sono i suoi discepoli – proprio a lui Gesù si rivolge non per lanciare anatemi di condanna ma per chiedergli di partecipare alla storia di Dio. Gli dice semplicemente: “Seguimi” (2,14). Lo fa entrare nel gruppo ristretto dei Dodici, gli amici più intimi. Una carriera fulminante! L’invito suona come un comando perentorio che trova in Levi un’immediata e totale disponibilità: “Ed egli si alzò e lo seguì” (2,14). In questo modo lo riabilita e annuncia a tutti che Dio non abbandona nessuno. Nella casa di Dio c’è posto per tutti.
Chi ama non attende oziosamente la conversione ma s’industria e fa tutto il possibile per sollecitare e favorire la conversione. Papa Leone ricorda che nella società vi sono “ambienti in cui non è facile testimoniare e annunciare il Vangelo e dove chi crede è deriso, osteggiato, disprezzato, o al massimo sopportato e compatito. Eppure, proprio per questo, sono luoghi in cui urge la missione” (9 maggio 2025). Oggi preghiamo perché, malgrado le difficoltà, non ci stanchiamo di annunciare il Vangelo a tutti.
Briciole di Vangelo
di don Silvio Longobardi
s.longobardi@puntofamiglia.net
“Tutti da Te aspettano che tu dia loro il cibo in tempo opportuno”, dice il salmista. Il buon Dio non fa mancare il pane ai suoi figli. La Parola accompagna e sostiene il cammino della Chiesa, dona luce e forza a coloro che cercano la verità, indica la via della fedeltà. Ogni giorno risuona questa Parola. Ho voluto raccogliere qualche briciola di questo banchetto che rallegra il cuore per condividere con i fratelli la gioia della fede e la speranza del Vangelo.
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Cari lettori di Punto Famiglia,
stiamo vivendo un tempo di prova e di preoccupazione riguardo il presente e il futuro. Questo virus è entrato prepotentemente nella nostra quotidianità e ci ha obbligati a rivedere i tempi del lavoro, delle amicizie, delle Celebrazioni. Insomma, ha rivoluzionato tutta la nostra vita e non sappiamo fin dove ci porterà e per quanto tempo. Ci fidiamo delle indicazioni che provengono dal Governo e dagli organi sanitari preposti ma nello stesso tempo manifestiamo con la nostra fede che “il Signore ci guiderà sempre” (cfr Is 58,11).



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