18 Gennaio 2026
In attesa della luce
Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 1,29-34
In quel tempo, Giovanni, vedendo Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo! Egli è colui del quale ho detto: “Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me”. Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell’acqua, perché egli fosse manifestato a Israele».
Giovanni testimoniò dicendo: «Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui. Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell’acqua mi disse: “Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo”. E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio».
Il commento
“Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell’acqua, perché egli fosse manifestato a Israele” (1,31). È commovente questa testimonianza del Battista, per due volte ripete che non conosceva in anticipo chi era l’Inviato di Dio (1, 31.33). Eppure è stato mandato proprio per questo e lui sa bene che la sua missione è solo una premessa che prepara e trova compimento in quella messianica. Annuncia qualcuno che non conosce. Anche lui non sa come e quando Dio si manifesterà. Giovanni compie la sua missione fedelmente in attesa della luce. È certo che verrà il tempo della luce, ha ricevuto una promessa: “Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo” (1,33). Non può saperlo prima. Il profeta non sa tutto, come tutti attende ma, a differenza di tutti gli altri, attende con l’intima certezza che Dio sta per donare la luce.
La testimonianza del Battista è di una bellezza esemplare. Invita ciascuno di noi ad essere fedeli alla missione ricevuta, senza pretendere di capire tutto. Lasciamo a Dio la libertà di dare la luce, come e quando vuole. È uno stile difficile da acquisire perché abbiamo la pretesa di gestire la nostra vita e non accettiamo di dipendere da nessuno, nemmeno da Dio.
Molte volte ho incontrato persone che, prima di accogliere una proposta, volevano capire bene tutti i dettagli, per non sbagliare e/o non trovarsi in difficoltà. Quando ci chiama e ci affida un compito, il buon Dio non ci domanda di essere perfetti, a Lui non interessa se siamo o ci sentiamo all’altezza dell’opera. Lui ci chiede solo di andare nel suo Nome, spinti unicamente dal desiderio di manifestare il suo amore; e chiede anche di restare fedeli, anche quando tutto si oscura. Nient’altro che questo. Papa Leone presenta i santi Luigi e Zelia come
“un modello di fedeltà e di attenzione all’altro, un modello di fervore e di perseveranza nella fede […] un modello anche di fiducia nella prova” (Messaggio, 1° ottobre 2025).
Sono questi i tratti della santità ordinaria e nascosta, quella che solo Dio vede.
Briciole di Vangelo
di don Silvio Longobardi
s.longobardi@puntofamiglia.net
“Tutti da Te aspettano che tu dia loro il cibo in tempo opportuno”, dice il salmista. Il buon Dio non fa mancare il pane ai suoi figli. La Parola accompagna e sostiene il cammino della Chiesa, dona luce e forza a coloro che cercano la verità, indica la via della fedeltà. Ogni giorno risuona questa Parola. Ho voluto raccogliere qualche briciola di questo banchetto che rallegra il cuore per condividere con i fratelli la gioia della fede e la speranza del Vangelo.
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stiamo vivendo un tempo di prova e di preoccupazione riguardo il presente e il futuro. Questo virus è entrato prepotentemente nella nostra quotidianità e ci ha obbligati a rivedere i tempi del lavoro, delle amicizie, delle Celebrazioni. Insomma, ha rivoluzionato tutta la nostra vita e non sappiamo fin dove ci porterà e per quanto tempo. Ci fidiamo delle indicazioni che provengono dal Governo e dagli organi sanitari preposti ma nello stesso tempo manifestiamo con la nostra fede che “il Signore ci guiderà sempre” (cfr Is 58,11).



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