ADOLESCENTI
“Mani che sfiorano, invece di afferrare”: ragazza di 17 anni ci spiega l’amore
Una ragazza di diciassette anni mi invia un suo testo, un inno alla purezza che vorrei condividere con voi. Parla di un amore che nasce nel cuore, che non ha fretta. “C’è qualcosa di profondo in quello che è successo; – scrive – mani che si sfiorano invece di afferrare, sguardi che parlano più della voce, carezze che non sono preludio a qualcosa di fisico, ma l’unica lingua che in quel momento sapevamo parlare”. Questo è il senso della castità: non privazione, ma scelta di dare significato a ogni gesto.
Una ragazza di diciassette anni mi ha inviato un suo testo. Ama scrivere e le fa piacere ricevere un parere sincero da chi “lo fa di mestiere”.
A dire il vero, in quel gesto colgo qualcosa di più: avverto il desiderio di condividere ciò che le abita nel cuore.
Quanto è importante ascoltare i giovani, vederli davvero, tenerli per mano. Non nel senso letterale del termine, ma accompagnandoli nel cammino: aiutandoli a cercare e scoprire chi sono, a riconoscere e coltivare i loro talenti, a dare forma a pensieri confusi, a capire che i cambiamenti possono fare paura – e tuttavia sono alla loro portata.
Conosco bene la sua famiglia: io e sua madre siamo amiche e questa ragazza sta attraversando la fase complessa e intensamente emotiva che tanti genitori guardano con timore: l’adolescenza. È il tempo degli sbalzi ormonali e di umore, della fatica di capire chi sei e chi stai diventando, del provare a immaginare da dove vieni e dove vuoi andare, quale adulto desideri essere.
Leggo sempre con piacere i suoi scritti. Mi dice che “la aiutano a sfogarsi”, a liberare le emozioni.
Ed è vero: quanto è importante scrivere! Quanto può aiutare…
In uno degli ultimi testi che ha condiviso con me, resto colpita dalla sua purezza.
Dalla profondità con cui racconta le prime uscite con un ragazzo che le piace. E dentro di me prego – con discrezione, con affetto – che quel cuore così limpido rimanga integro, anche mentre cresce.
Pubblico, con il suo permesso, parte del testo.
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Ecco cosa scrive:
C’è qualcosa di profondo in quello che è successo; mani che si sfiorano invece di afferrare, sguardi che parlano più della voce, carezze che non sono preludio a qualcosa di fisico, ma l’unica lingua che in quel momento sapevamo parlare.
E poi, la normalità disarmante di tutto il resto: la pizza, i video stupidi, le domande scomode, la nonna che raccomanda di non farti soffrire. È come se il mondo esterno ci avesse detto: “Siete al sicuro, potete essere voi stessi.”
Forse non ci siamo baciati perché, in un certo senso, quel bacio c’era già. Era nel modo in cui ci siamo guardati, nel modo in cui ci siamo ascoltati. A volte la paura nasce quando capiamo che un gesto così piccolo potrebbe cambiare tutto.
Papa Francesco ricordava che per evangelizzare un giovane ci vuole un altro giovane.
Oggi, però, sento di aggiungere questo: per parlare di purezza agli adolescenti è prezioso offrire loro la testimonianza di chi, nella loro stessa stagione di vita, quella purezza l’ha accolta, scelta e vissuta.
Nel testo di questa ragazza emerge un bisogno forte: andare in profondità, donare e ricevere tenerezza, essere visti e riconosciuti per ciò che si è davvero.
E, insieme, affiora la bellezza di una attesa, per vivere esperienze grandi, che fanno tremare il cuore. Non emerge la rinuncia o la repressione, ma la consapevolezza che meritiamo qualcosa di più grande del semplice istinto o del puro piacere fisico.
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“Mani che sfiorano invece di afferrare”: è il linguaggio dell’amore che sa essere delicato, contrapposto alla voracità della lussuria.
“Sguardi che parlano”: l’amore, quello vero, guarda in volto, riconosce e accoglie.
“Siete al sicuro, potete essere voi stessi”: è il desiderio più profondo del cuore umano. Tutti cerchiamo questo, anche quando la vita prova a convincerci che un amore così non esiste, che è ingenuo aspettarselo.
“Un bacio è un gesto che può cambiare tutto”: ed è vero. Ogni gesto ha un valore, dice qualcosa di noi stessi e della relazione che stiamo vivendo.
E allora, forse, invece di insegnare ai giovani come “andare oltre” senza correre rischi, possiamo proporre loro un’altra strada: dire loro che ogni gesto ha un significato, che parla di chi sono e di chi vogliono diventare. Che il corpo non è un territorio da esplorare in fretta, ma un luogo da abitare con consapevolezza.
Che il sesso può attendere: prima occorre imparare a guardarsi dentro, a conoscersi, ad amarsi nella verità.
Grazie, giovane scrittrice in erba; perché le tue parole obbligano gli adulti a riflettere su ciò che forse hanno perduto e che, purtroppo, spesso, cercano di togliere anche a voi.
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