Al Festival della Comunicazione il coraggio di Pier Giorgio Frassati

Il 2025 ha lasciato un’eredità importante, con ospiti del calibro di Luca Trapanese, Luca Abete, Paolo Siani e Gennaro “Palummella” Montuori. Eppure, il primo appuntamento del nuovo anno ha dimostrato che il Festival della Comunicazione non ha intenzione di abbassare l’asticella.

Il 16 gennaio, alle ore 20.00, la sala-teatro “Santa Caterina” di piazza don Enrico Smaldone si è trasformata in un laboratorio di riflessione su tematiche quanto mai attuali. Sotto la guida attenta e appassionata di Sergio Ruggiero Perrino, Direttore Artistico del Festival, l’incontro ha acceso i riflettori sulla figura di Pier Giorgio Frassati, partendo dal testo Pier Giorgio Frassati. Fino alle vette. Il cammino di santità di un giovane controcorrente (Editrice Punto Famiglia, 2025).

Le autrici, Giovanna Abbagnara e Paola Ciniglio, hanno dialogato con Perrino ripercorrendo le tappe di una vita breve ma densissima. Il libro non è solo una cronaca biografica, ma un vademecum per le giovani generazioni che cercano di orientarsi in una società spesso priva di punti di riferimento.

Dall’incontro sono emersi tre pilastri fondamentali che rendono Frassati un esempio modernissimo:

  • “Il Vangelo è politica”. Una verità non immediata ma centrale, come sottolineato da Giovanna Abbagnara. Per Pier Giorgio, la fede non era un fatto privato, ma si traduceva in impegno socio-civile e antifascismo. Non c’è distinzione tra credere e agire per il bene comune.
  • L’importanza di essere collaboratore di gioia. L’amicizia per Frassati era una missione. Paola Ciniglio ha ricordato come il suo motto fosse “l’altro prima di me”. Non cercava il consenso, ma il vero bene dei suoi compagni, trascinandoli verso l’alto, sia fisicamente che spiritualmente.
  • La vita di carità. Una carità operosa, quotidiana, fatta di gesti concreti e di una dedizione assoluta verso gli ultimi.

Leggi anche: Pier Giorgio Frassati e la politica del Vangelo: quando la fede prende posizione

In un’epoca in cui ai giovani viene spesso suggerito di accontentarsi, di seguire strade già tracciate, Pier Giorgio rappresenta la rottura degli schemi borghesi. Di fronte ad un mondo adulto, spesso disincantato, dove dominano l’arrivismo e il denaro, il Festival ha voluto lanciare un messaggio di fiducia incrollabile nei più giovani. Frassati scelse di non seguire le vie più semplici già preparate per lui dai genitori, per poter vivere una vita spesa fino in fondo nella ricerca della bellezza e della Verità.

A rendere l’evento un’esperienza corale sono stati gli attori della compagnia Anziteatro, diretti da Antonio D’Andretta. Le loro letture sceniche di alcuni passi del testo hanno permesso di delineare un profilo di Pier Giorgio, quasi in un ascolto diretto del giovane torinese morto per poliomielite a soli 24 anni. 

L’incontro, moderato magistralmente da Sergio Ruggiero Perrino, si è concluso con l’invito a riscoprire l’autenticità in ogni nostra azione quotidiana, proprio come faceva quel giovane torinese che voleva “vivere, non vivacchiare”.




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  1. Gentile Dottoressa, lei ha scritto una bellissima frase "Le famiglie non sono perfette. Non lo sono mai state e non…

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