Il valore della vita
Che valore ha la vita? Dialogando con i giovani sull’aborto
(Foto: Mopic - Shutterstock.com)
di Elisabetta Cafaro
Da insegnante, mi impegno ad affrontare il tema dell’aborto con i giovani delle ultime classi alle superiori, spiegando la legge 194 e le sue implicazioni. La nostra cultura sottolinea il valore della libertà, dimenticando che il DNA del concepito o della concepita è completo sin dall’inizio e che il cuore batte già dopo circa un mese. Ecco gli obiettivi educativi che mi sono posta: informare, accogliere, responsabilizzare e creare reti di aiuto.
Come aiutare i giovani a considerare le alternative all’aborto, quali l’adozione e il sostegno alle donne in difficoltà? Come lavorare per creare una società che valorizzi la vita e promuova la cultura dell’amore? Una delle tematiche più difficili da affrontare con i giovani del quarto e quinto anno delle scuole superiori è l’aborto. La legge 194, che consente alla donna di abortire nei primi tre mesi di gravidanza, sembra essere una regola accettata, ma è importante capire come è stata emanata e quali sono le implicazioni.
Lo Stato, non volendo dare una direttiva in merito, ha fatto come Pilato, affidando la decisione a un referendum popolare. Tuttavia, su questo tema, c’è grande ignoranza. Voglio esprimere una considerazione in qualità di docente che insegna da tanti anni nelle scuole superiori, essendomi resa conto di come sia difficile far comprendere che “la vita è vita” fin dal primo momento.
La cellula embrionale contiene già tutto il DNA della nuova creatura umana che si è originata e il cuore inizia a battere, all’incirca, a un mese dal concepimento, prima ancora, a volte, che la donna scopra di essere in attesa. Questo significa che, scientificamente parlando, il concepito o la concepita è già un essere umano con un’identità unica e irripetibile.
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Quando ho esposto questo ragionamento in classe, una ragazza – per verificare se avevo ragione o meno – è andata a sbirciare su Internet, per sapere quando inizia a battere il cuore del bambino. Constatando lei stessa che avevo ragione, si è chiusa in un silenzio, come avviene quando qualcuno abbatte un castello che avevi costruito.
La legge prevede l’interruzione entro i tre mesi, ma la morale e la scienza ci dicono che quello che geneticamente noi chiamiamo “feto” è già un bambino a tutti gli effetti. Lo diciamo anche nel linguaggio parlato ogni giorno: quale donna annuncia la gravidanza con la frase “Aspetto un feto”?
La cultura attuale spesso privilegia la libertà individuale e il diritto di scelta, ma dimentica il valore della vita e il diritto del bambino, che non nascerà. La gravidanza indesiderata, la violenza subita, la giovane età sono tutte situazioni di vita difficili, ma l’aborto non è una soluzione semplice e può avere conseguenze emotive e psicologiche importanti anche per le donne.
Inoltre, c’è una perdita di vite umane che non possiamo ignorare. Come diceva Madre Teresa di Calcutta: “Il tumore non è stato ancora sconfitto perché il bambino che doveva sconfiggerlo è stato abortito”. La vita è un dono di Dio e ognuno di noi vivrà la propria, libero e indipendente dalle scelte dei propri genitori. La vita va sempre rispettata, amata e custodita.
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Quali sono gli obiettivi che mi sono posta, in questa ora di lezione, come insegnante di religione? Educazione e informazione: fornire informazioni accurate e obiettive sulla vita prenatale, sull’aborto e sulle alternative disponibili.
Parlare di sostegno alle donne in difficoltà: bisogna creare reti di sostegno per le donne che si trovano ad affrontare una gravidanza indesiderata, offrendo loro aiuto emotivo, pratico e spirituale.
Promozione della cultura dell’amore: incoraggiare i giovani a riflettere sul valore della vita e sull’importanza dell’amore e della compassione.
Creare un ambiente accogliente: favorire un ambiente scolastico e sociale che sia accogliente e inclusivo per tutte le persone, indipendentemente dalle loro scelte e condizioni.
Incoraggiare la responsabilità: aiutare i giovani a prendere responsabilità delle loro azioni e a considerare le conseguenze delle loro scelte.
Non so se ci riuscirò ma voglio proporci, credo che sia per me un dovere inderogabile.
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1 risposta su “Che valore ha la vita? Dialogando con i giovani sull’aborto”
Per la precisione il battito del cuore dell’ embrione si può sentire già dal diciottesimo giorno dopo il concepimento