Dio vuole una relazione con noi, non comunica solo idee. Così Papa Leone
Screenshot del video https://www.youtube.com/watch?v=iXJeY5zzerQ
Papa Leone XIV, nell’udienza del 21 gennaio, ha continuato la catechesi sul Concilio Vaticano II parlando della Dei Verbum. Ha ricordato che Dio si rivela pienamente in Gesù Cristo. In Lui scopriamo di essere figli amati, chiamati alla comunione con un Padre che vuole una relazione con noi. La rivelazione passa attraverso tutta l’umanità di Gesù. È la sua stessa persona a comunicarci la verità e la salvezza.
Durante l’udienza di mercoledì 21 gennaio, Papa Leone XIV ha proseguito il ciclo di catechesi dedicato ai Documenti del Concilio Vaticano II, soffermandosi sulla Costituzione dogmatica Dei Verbum e affrontando in particolare il tema: «Gesù Cristo rivelatore del Padre».
Nel mercoledì precedente, il Santo Padre aveva parlato di un Dio che «si rivolge a noi come ad amici». Un Dio, dunque, che entra realmente in relazione con l’uomo, che «non comunica solo idee, ma condivide una storia e chiama alla comunione nella reciprocità».
Riprendendo questo nucleo fondamentale, Papa Leone XIV ha ribadito una verità centrale della fede cristiana: «Il compimento di questa rivelazione si realizza in un incontro storico e personale nel quale Dio stesso si dona a noi, rendendosi presente, e noi ci scopriamo conosciuti nella nostra verità più profonda. È ciò che è accaduto in Gesù Cristo», che è insieme il mediatore e la pienezza di tutta la rivelazione (cfr. Dei Verbum, 2).
Nel Figlio inviato dal Padre, infatti, «gli uomini […] possono accostarsi al Padre nello Spirito Santo e sono resi partecipi della natura divina», come afferma la Dei Verbum. «Giungiamo, dunque, alla piena conoscenza di Dio entrando nella relazione del Figlio con il Padre suo, per l’azione dello Spirito».
In Cristo, «Dio ci ha comunicato se stesso e, allo stesso tempo, ci ha manifestato la nostra vera identità di figli, creati a immagine del Verbo». Ci scopriamo così «conosciuti da Lui» come figli nel Figlio, chiamati a partecipare allo stesso destino di vita piena. È san Paolo a descrivere questo mistero come “adozione a figli” (cfr. Gal 4,4‑6).
Leggi anche: L’ipocrisia dei potenti e la chiarezza di Papa Leone
Il Papa ha inoltre sottolineato che Gesù Cristo è rivelatore del Padre attraverso la sua stessa umanità. Proprio perché è il Verbo incarnato che abita tra gli uomini, Gesù ci rivela Dio con la pienezza della sua umanità vera e integra. Come afferma il Concilio:
«Egli, vedendo il quale si vede il Padre (cfr. Gv 14,9), con tutta la sua presenza e manifestazione, con le parole e le opere, con i segni e i miracoli, e soprattutto con la sua morte e gloriosa risurrezione dai morti, e infine con l’invio dello Spirito di verità, porta a compimento, completandola, la rivelazione» (Dei Verbum, 4).
Per conoscere Dio in Cristo, ha spiegato il Pontefice, «dobbiamo accogliere la sua umanità nella sua integrità»: la verità di Dio non si rivela pienamente laddove qualcosa dell’umano viene sacrificato. Al contrario, l’umanità piena di Gesù non diminuisce la pienezza del dono divino, ma ne è la manifestazione. «È l’umano integrale di Gesù che ci racconta la verità del Padre» (cfr. Gv 1,18).
Infine, Papa Leone XIV ha precisato che «a salvarci e a convocarci non sono soltanto la morte e la risurrezione di Gesù, ma la sua persona stessa»: il Signore che si incarna, nasce, cura, insegna, soffre, muore, risorge e rimane in mezzo a noi. Per questo, onorare la grandezza dell’Incarnazione non significa ridurre Gesù a un semplice tramite di verità astratte. Poiché Gesù ha un corpo reale, la comunicazione della verità di Dio avviene in quel corpo, nel suo modo di percepire e sentire la realtà, nel suo modo di abitare il mondo e di attraversarlo.
Aiutaci a continuare la nostra missione: contagiare la famiglia della buona notizia
Cari lettori di Punto Famiglia,
stiamo vivendo un tempo di prova e di preoccupazione riguardo il presente e il futuro. Questo virus è entrato prepotentemente nella nostra quotidianità e ci ha obbligati a rivedere i tempi del lavoro, delle amicizie, delle Celebrazioni. Insomma, ha rivoluzionato tutta la nostra vita e non sappiamo fin dove ci porterà e per quanto tempo. Ci fidiamo delle indicazioni che provengono dal Governo e dagli organi sanitari preposti ma nello stesso tempo manifestiamo con la nostra fede che “il Signore ci guiderà sempre” (cfr Is 58,11).












ULTIMI COMMENTI
Oggi, 8 marzo, festa della Donna. Auguri a tutte le donne del Mondo! Dal 1946 quando hanno avuto la possibilità…
*avendolo vissuto *al contempo anche *tocca con mano
Grazie della condivisione, in Punto Famiglia abbiamo a cuore proprio la concretezza di cui parla. Può trovare, sul nostro Magazine,…