Papa Leone sulla Sacra Scrittura: “Cresce con coloro che la leggono”
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Nell’Udienza del 28 gennaio, il Papa continua la catechesi sulla Dei Verbum approfondendo il rapporto tra Scrittura e Tradizione. A partire dalle parole di Gesù sul dono dello Spirito Santo e sul mandato missionario, spiega che la Tradizione apostolica cresce nella Chiesa grazie all’azione dello Spirito. Scrittura e Tradizione sono inseparabili e, insieme, costituiscono il “deposito della fede” affidato alla Chiesa. La Parola di Dio è realtà viva che si sviluppa nella Tradizione, come ricordano Gregorio Magno e Agostino. Il Papa invita a custodire questo deposito come guida sicura nel cammino della vita e della storia.
Il Papa ha proseguito, durante l’udienza di mercoledì 28 gennaio, la sua catechesi sulla “Dei Verbum”, Costituzione conciliare sulla divina Rivelazione, soffermandosi sul rapporto tra la Sacra Scrittura e la Tradizione.
La prima scena su cui il Papa, partendo dal Vangelo, ha invitato a riflettere, è quella in cui Gesù, nel cenacolo, promette il Paraclito, “Lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto. […] Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità” (Gv 14,25-26; 16,13).
La seconda scena ci conduce, invece, sulle colline della Galilea: Gesù risorto si mostra ai discepoli, che sono sorpresi e dubbiosi, e dà loro una consegna: “Andate e fate discepoli tutti i popoli, […] insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato” (Mt 28,19-20).
Sulla scia di queste parole di Cristo, spiega il Papa, il Concilio afferma che “la Tradizione di origine apostolica progredisce nella Chiesa con l’assistenza dello Spirito Santo” (DV 8). Questo “avviene con la comprensione piena mediante «la riflessione e lo studio dei credenti», attraverso l’esperienza che nasce da «una più profonda intelligenza delle cose spirituali» e, soprattutto, con la predicazione dei successori degli apostoli che hanno ricevuto «un carisma sicuro di verità». In sintesi, «la Chiesa nella sua dottrina, nella sua vita e nel suo culto, perpetua e trasmette a tutte le generazioni tutto ciò che essa crede»”.
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Dei Verbum, che invita a custodire e a preservare nella sua integrità il “depositum fidei” “esalta l’intreccio tra la Sacra Scrittura e la Tradizione: esse – afferma – sono talmente connesse e congiunte tra loro da non poter sussistere indipendentemente, e insieme, secondo il proprio modo, sotto l’azione di un solo Spirito Santo, contribuiscono efficacemente alla salvezza delle anime” (cfr n.10).
La Sacra Scrittura cresce con il popolo di Dio. Famosa è l’espressione, che Leone XIV ha scelto di citare, di San Gregorio Magno: “La Sacra Scrittura cresce con coloro che la leggono”, mentre sant’Agostino, sempre citato dal pontefice, aveva affermato che “uno solo è il discorso di Dio che si sviluppa in tutta la Scrittura e uno solo è il Verbo che risuona sulla bocca di tanti santi”.
Dunque, la Parola di Dio “non è fossilizzata ma è una realtà vivente e organica che si sviluppa e cresce nella Tradizione”. Quest’ultima, “grazie allo Spirito Santo, la comprende nella ricchezza della sua verità e la incarna nelle coordinate mutevoli della storia”.
Il “deposito” della Parola di Dio, spiega Leone, “è anche oggi nelle mani della Chiesa e noi tutti, nei diversi ministeri ecclesiali, dobbiamo continuare a custodirlo nella sua integrità, come una stella polare per il nostro cammino nella complessità della storia e dell’esistenza”.
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