Il mondo dalla prospettiva degli adolescenti: la solidarietà

A cura di Lidia Lanzione, Rosaria Grassini e gli studenti dell’I.C.S. 78 Cariteo Italico – Napoli

Questa nuova rubrica di Punto Famiglia ci ricorda una verità che troppo spesso dimentichiamo: se vogliamo davvero parlare ai ragazzi, dobbiamo prima imparare ad ascoltarli. Con gli occhi dei ragazzi nasce proprio da qui, dal coraggio di lasciare spazio alla loro voce, al loro sguardo limpido e diretto sulla realtà, e dalla responsabilità adulta di accompagnarli senza sostituirci a loro. Le pagine che seguono non sono semplicemente esercizi di scrittura o racconti di esperienze scolastiche. Sono frammenti di vita, riflessioni autentiche, domande aperte che interrogano anche noi adulti. I ragazzi, quando vengono messi nelle condizioni di esprimersi, sanno parlare di amicizia, solidarietà, legalità, rispetto, fede e fragilità con una profondità che sorprende e disarma.

Come Punto Famiglia sentiamo forte il dovere di dare cittadinanza a queste voci in crescita. Accompagnare i ragazzi alla maturità significa riconoscere che hanno qualcosa di vero e importante da dire, oggi, non solo domani. Significa fidarsi del loro pensiero, accogliere le loro emozioni e camminare accanto a loro nel difficile ma affascinante percorso della crescita.

Guardare il mondo con i loro occhi non è un gesto di concessione, ma un investimento educativo e culturale. Perché solo dando voce ai ragazzi possiamo aiutarli a diventare adulti consapevoli, responsabili e capaci di prendersi cura degli altri. E, forse, possiamo imparare anche noi a guardare la realtà con uno sguardo più autentico e più umano.

Giovanna Abbagnara, direttore di Punto Famiglia


La scuola è il luogo dell’incontro, del confronto. È il terreno in cui si coltivano il pensiero critico, la consapevolezza, la capacità di analizzare e comprendere la complessità del nostro tempo. I ragazzi affrontano in classe tematiche attuali e vicine alla loro esperienza, e decidono di mettersi in gioco scegliendo di dar voce al loro pensiero.

Ogni argomento scelto – dall’amicizia alla legalità, dall’uso dei social al rispetto dell’ambiente – diventa non solo occasione di riflessione, ma anche un mezzo per far emergere ogni volta un valore fondamentale: solidarietà, rispetto, giustizia, responsabilità, empatia…

Questo progetto invita gli studenti a interrogarsi su ciò che conta davvero e a trasmettere messaggi che possano essere spunto di confronto anche per gli adulti, contribuendo, con la loro freschezza e sincerità, a una visione nuova della realtà.

Gli articoli saranno, quindi, specchio delle emozioni e delle idee degli adolescenti, ma anche strumenti di cittadinanza attiva, perché saper osservare, riflettere e raccontare con consapevolezza è il primo passo per costruire il futuro.

Il loro lavoro rappresenta uno spazio di espressione e di partecipazione attiva, in cui i ragazzi potranno far sentire la propria voce e condividere le proprie idee.

Il progetto ha un valore formativo: potenzia le competenze di scrittura, analisi critica e comunicazione, ma soprattutto è volto a rafforzare la consapevolezza che anche i giovani hanno idee, sensibilità e visioni importanti da offrire. Guardare il mondo con “gli occhi dei ragazzi” significa accogliere nuove prospettive, dare valore ai pensieri in crescita e investire sulla formazione delle nuove generazioni.

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Il primo tema che desideriamo affrontare ha il profumo della solidarietà. Sì, perché la scuola non è solo un luogo di apprendimento, ma una comunità in cui i valori umani prendono forma e diventano realtà. La solidarietà rappresenta uno dei pilastri della nostra educazione, un valore che insegna ai ragazzi la gioia di “costruire ponti”. Come docenti siamo orgogliosi di coltivare un ambiente dove la solidarietà diventa parte integrante del percorso educativo.

Lasciamo ora la parola ad Alessia Carandente, 3 H.

Il 18 dicembre, la mia classe ed io, accompagnati dalle nostre professoresse, ci siamo recati a Pompei, per fare visita ad una casa famiglia, dove siamo stati accolti con tanto calore e affetto.

L’incontro con i bambini e gli educatori mi ha profondamente colpita e commossa, perché, attraverso sorrisi, abbracci, occhi curiosi e piccoli gesti di amore e condivisione, ho capito quanto le minime attenzioni possano essere importanti per chi vive situazioni di difficoltà.

Ricordo ancora una bambina prematura in braccio a due educatori, che doveva dirigersi in ospedale,

per essere curata e aiutata e un’altra bambina, vivace, ma, allo stesso tempo, affettuosa.

È stato un momento ricco di emozione, che mi ha fatto riflettere sul valore della solidarietà e dell’aiuto reciproco. Poi un’educatrice, amica della nostra professoressa di religione, ha raccontato la sua storia personale: ci spiegava che, insieme ai suoi figli e a suo marito, si era trasferita nella casa-famiglia per assistere e accogliere molti bambini.

Ognuno di noi ha offerto un piccolo dono: caramelle, cioccolatini, pasta, scatolette di tonno e tanti altri doni fatti con il cuore. Cose semplici, ma ho compreso che, per chi le ricevevano, avevano un grande significato, rappresentavano attenzione e vicinanza nei loro confronti. Le sensazioni che ho provato sono state diverse: da un lato la tristezza per chi è costretto a vivere una condizione di sofferenza, dall’altro entusiasmo e rispetto per queste persone.

Ho pensato a quanto sia fortunata ad avere una famiglia che mi ama e mi sostiene sempre.

Successivamente, abbiamo visitato la biblioteca, un luogo pieno di cultura e poi ci siamo affacciati dal balcone, ammirando la Piazza di Bartolo Longo e scattato tantissime fotografie.

La visita si è conclusa nel Santuario della Beata Vergine del Rosario di Pompei, dove si stava celebrando un matrimonio. Abbiamo sostato davanti al corpo di San Bartolo Longo e ho provato una sensazione di meraviglia e pelle d’oca.

Di questa esperienza porto con me una cosa preziosa: che è bello donare amore alle persone più sofferenti e prendersene cura.

Ho imparato che la felicità nasce dedicandosi agli altri. Anche con minime azioni, ognuno di noi può fare la differenza.

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Cari lettori di Punto Famiglia,
stiamo vivendo un tempo di prova e di preoccupazione riguardo il presente e il futuro. Questo virus è entrato prepotentemente nella nostra quotidianità e ci ha obbligati a rivedere i tempi del lavoro, delle amicizie, delle Celebrazioni. Insomma, ha rivoluzionato tutta la nostra vita e non sappiamo fin dove ci porterà e per quanto tempo. Ci fidiamo delle indicazioni che provengono dal Governo e dagli organi sanitari preposti ma nello stesso tempo manifestiamo con la nostra fede che “il Signore ci guiderà sempre” (cfr Is 58,11).

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Lidia Lanzione

Lidia Lanzione, è sposata dal 2001 con Massimo, medico e diacono permanente. È mamma di 4 figli, Myriam, Pasquale, Noemi Zélie e Pier Giuseppe.
È insegnante di religione cattolica ed è impegnata nella pastorale familiare accompagnando insieme al marito coppie di sposi nel cammino coniugale e giovani al matrimonio.
È impegnata da alcuni anni nel servizio regionale della Conferenza Episcopale Campana per la tutela dei minori e delle persone vulnerabili.

Per l'editrice Punto Famiglia ha curato con altri sposi l'antologia,
Zelia Guerin Martin, Frammenti di vita familiare, 2012;
In cammino con i Santi Luigi e Zelia, 2015;
30 giorni con Luigi e Zelia, Vivere la santità nel quotidiano , 2015;
Adoriamo Te, 10 momenti di adorazione eucaristica alla luce dell'Amoris Laetitia, 2021.

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  1. Gentile Dottoressa, lei ha scritto una bellissima frase "Le famiglie non sono perfette. Non lo sono mai state e non…

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