29 Gennaio 2026
Sentinelle di speranza
Dal Vangelo secondo Marco
Mc 4,21-25
In quel tempo, Gesù diceva [alla folla]: «Viene forse la lampada per essere messa sotto il moggio o sotto il letto? O non invece per essere messa sul candelabro? Non vi è infatti nulla di segreto che non debba essere manifestato e nulla di nascosto che non debba essere messo in luce. Se uno ha orecchi per ascoltare, ascolti!».
Diceva loro: «Fate attenzione a quello che ascoltate. Con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi; anzi, vi sarà dato di più. Perché a chi ha, sarà dato; ma a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha».
Il commento
“Viene forse la lampada per essere messa sotto il moggio o sotto il letto?” (4,21). Come il seme deve essere gettato nella terra per portare frutto, così la lampada deve essere posta sul candelabro per fare luce a tutti quelli che sono nella casa. L’interrogativo che introduce l’insegnamento lascia intendere che questa scelta non è automatica ma è affidata alla libertà di ciascuno. Non tutti i discepoli sono disposti a manifestare la fede.
È bene ricordare che, nei primi decenni del cristianesimo, testimoniare il Vangelo significava non solo affrontare difficoltà e opposizioni ma anche rischiare la vita. Non era facile allora e non lo è nemmeno oggi. In tanti Paesi del mondo, infatti, i cristiani incontrano persecuzioni proprio a causa della fede. Nel Discorso al Corpo Diplomatico Leone XIV ha ricordato che la libertà religiosa non viene rispettata: “il 64% della popolazione mondiale subisce violazioni gravi di questo diritto”; e ha fatto notare che anche nel mondo occidentale si vanno “sempre più riducendo gli spazi per l’autentica libertà di espressione” (9 gennaio 2026). I cristiani che rifiutano di adeguarsi alla cultura dominante vengono derisi e trattati come nostalgici di un mondo che ormai non c’è più.
Questa parola del Vangelo giunge come una sfida. Accade anche a noi tante volte di spegnere o nascondere la luce di Dio. Lo facciamo per paura o forse perché non siamo abbastanza convinti. D’altra parte viviamo in un’epoca in cui salgono in cattedra quelli che affermano che non vi sono più certezze e dobbiamo imparare a convivere con i dubbi. Questa cultura alimenta il disimpegno e chiude la persona in un orizzonte sempre più ristretto in cui conta solo l’interesse individuale. In una situazione come questa, segnata da confusione e oscurità, la nostra testimonianza è ancora più necessaria, come ha detto recentemente il cardinale Zuppi: le tenebre, infatti, “chiedono credenti capaci di essere luce, sentinelle che sappiano indicare l’aurora!”. È questa la grazia che oggi chiediamo.
Briciole di Vangelo
di don Silvio Longobardi
s.longobardi@puntofamiglia.net
“Tutti da Te aspettano che tu dia loro il cibo in tempo opportuno”, dice il salmista. Il buon Dio non fa mancare il pane ai suoi figli. La Parola accompagna e sostiene il cammino della Chiesa, dona luce e forza a coloro che cercano la verità, indica la via della fedeltà. Ogni giorno risuona questa Parola. Ho voluto raccogliere qualche briciola di questo banchetto che rallegra il cuore per condividere con i fratelli la gioia della fede e la speranza del Vangelo.
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Cari lettori di Punto Famiglia,
stiamo vivendo un tempo di prova e di preoccupazione riguardo il presente e il futuro. Questo virus è entrato prepotentemente nella nostra quotidianità e ci ha obbligati a rivedere i tempi del lavoro, delle amicizie, delle Celebrazioni. Insomma, ha rivoluzionato tutta la nostra vita e non sappiamo fin dove ci porterà e per quanto tempo. Ci fidiamo delle indicazioni che provengono dal Governo e dagli organi sanitari preposti ma nello stesso tempo manifestiamo con la nostra fede che “il Signore ci guiderà sempre” (cfr Is 58,11).


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E' proprio così. Ho fatto per ben 26 anni Corsi di Educazione Affettivo- Sessuale nelle classi terze medie (il trattino…
Grazie, meravigliosa testimonianza che aggiunge certamente valore a quanto si è scritto nell'articolo. Crediamo nello stesso Signore. Ed è bello…