4 Febbraio 2026

La scuola che vorrei…

Storie come queste sembrano banali; eppure, hanno un valore immenso se le leggiamo con quella sana apprensione rispetto all’educazione delle nuove generazioni. In Veneto c’è una scuola che non si limita a spiegare il mondo, ma prova a renderlo un posto migliore. E poi ci sono studenti che dimostrano, con i fatti, di aver imparato la lezione più importante: nessuno deve restare indietro. In un tempo in cui l’individualismo sembra spesso la regola, una classe dell’istituto superiore Cerletti di Conegliano ha scelto una strada diversa. Di fronte alla possibilità che un compagno non potesse partecipare ad una vacanza studio per difficoltà economiche familiari, i ragazzi non hanno voltato lo sguardo altrove. Hanno fatto ciò che raramente finisce nei programmi ministeriali ma che dovrebbe essere il cuore dell’educazione: si sono presi cura l’uno dell’altro.

La decisione è nata tra i banchi. Un’idea semplice, quasi naturale: raccogliere insieme quanto mancava, rinunciando a qualcosa di personale. Chi ha rinunciato alla pizza con gli amici, chi alla paghetta settimanale… Piccole somme, piccoli sacrifici, un grande risultato. Perché il valore di quel gesto non sta solo nel denaro raccolto, ma nel messaggio condiviso: la scuola è una comunità, non una somma di singoli.

Ma nulla di tutto questo sarebbe stato possibile senza un terreno fertile. Dietro quell’azione spontanea c’è un ambiente educativo che da tempo lavora sulla responsabilità, sull’ascolto, sul rispetto. Un istituto che ha scelto di fare della gentilezza e dell’attenzione all’altro non uno slogan, ma un pilastro quotidiano. Quando certi valori vengono coltivati con coerenza, prima o poi germogliano. E c’è un altro aspetto da sottolineare, tutt’altro che secondario: il consenso e la fiducia delle famiglie. Perché educare è sempre un lavoro corale. Senza l’assenso dei genitori, senza una condivisione profonda del significato di quel gesto, nulla avrebbe potuto prendere forma. È proprio nell’incontro tra scuola, studenti e famiglie che nascono le esperienze più sane.

In quella busta consegnata con discrezione, poco prima delle feste, non c’era solo una somma di denaro. C’era il riconoscimento della dignità di un ragazzo, il diritto di vivere le stesse esperienze degli altri, il rifiuto silenzioso di ogni esclusione. C’era, soprattutto, una speranza concreta. Quando i giovani scelgono la solidarietà senza che nessuno li obblighi, quando una scuola educa prima ancora di istruire e quando le famiglie accompagnano questi percorsi con responsabilità, allora sì: possiamo permetterci di guardare al futuro con un po’ più di fiducia.



Il Caffè sospeso...
aneddoti, riflessioni e storie di amore gratuito …quasi sempre nascoste.

Il caffè sospeso è un’antica usanza a Napoli. C’è chi dice che risale alla Seconda Guerra Mondiale per aiutare chi non poteva permettersi nemmeno un caffè al bar e c’è chi dice che nasce dalle dispute al bar tra chi dovesse pagare. Al di là delle origini, il caffè sospeso resta un gesto di gratuità. Nella nuova rubrica che apre l’anno 2024, vorrei raccontare storie o suggerire riflessioni sull’amore gratuito e disinteressato. Quello nascosto, feriale, quotidiano che nessuno racconta, che non conquisterà mai le prime pagine dei giornali ma è quell’amore che sorregge il mondo, che è capace di rivoluzionare la società dal di dentro. Buon caffè sospeso a tutti!


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Giovanna Abbagnara

Giovanna Abbagnara, è sposata con Gerardo dal 1999 e ha un figlio, Luca. Giornalista e scrittrice, dal 2008 è direttore responsabile di Punto Famiglia, rivista di tematiche familiari. Con Editrice Punto Famiglia ha pubblicato: Il mio Giubileo della Misericordia. (2016), Benvenuti a Casa Martin (2017), Abbiamo visto la Mamma del Cielo (2016), Il mio presepe in famiglia (2017), #Trova la perla preziosa (2018), Vivere la Prima Eucaristia in famiglia (2018), La Prima Comunione di nostro figlio (2018), Voi siete l'adesso di Dio (2019), Ai piedi del suo Amore (2020), Le avventure di Emanuele e del suo amico Gesù (2020), In vacanza con Dio (2022).

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