“Non avremmo mai pensato di divorziare”. L’amore e la sua grammatica

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(Foto: BLACKDAY - Shutterstock.com)

Lara e Diego non si chiamano davvero così, ma sono una coppia realmente separata, che mai avrebbe pensato di divorziare. Nel divorzio ci sono finiti, un passo alla volta, una delusione non sanata dopo l’altra. La loro vicenda ci insegna che l’amore ha delle regole non scritte, una grammatica propria, non eludibile se si vuole una relazione sana ed autentica. Tuttavia, giudicare non serve e fallire non segna la fine. Tutti possono risorgere. Il punto è scegliere un cammino di guarigione.

Un uomo che arrivava al divorzio, per Diego, era poco serio, senza testa sulle spalle, incapace di sacrificarsi per una famiglia. Anche Lara giudicava duramente le donne divorziate: secondo lei, non avevano creduto abbastanza nel matrimonio, nel “per sempre”.

Condividevano lo stesso sogno: sposarsi, costruire una casa insieme, crescere dei figli. E, almeno in apparenza, quel sogno si era realizzato.

Una chiesa addobbata con cura. Duecento invitati. Un ristorante famoso per il miglior pesce della città. L’abito bianco, la musica scelta con attenzione, le fotografie in riva al mare.
Una bambina che riempiva la casa di sorrisi. Agli occhi degli altri, tutto era perfetto. Eppure, oggi, sono divorziati. 

Perché?

Diego non ha mai imparato ad aprire il cuore. Non ha mai reso partecipe sua moglie dei pensieri più profondi, delle paure, delle fragilità. E non ha mai davvero cercato di conoscere l’anima di Lara.
Era attratto dall’esteriorità e troppo preoccupato di ciò che gli altri potessero pensare della loro coppia, della loro famiglia, per andare al cuore della vita a due.

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Lara, che ha avuto un’infanzia difficile, non cercava un uomo da amare, ma qualcuno che colmasse bisogni rimasti a lungo inascoltati.

Lui non la guardava più. Si rifugiava nella pornografia, convinto che non ci fosse “nulla di male”, che non togliesse nulla alla relazione con sua moglie. E invece, senza accorgersene, quei video gli cambiavano lo sguardo, assopivano il desiderio, gli sciupavano l’anima.

Lei era in cerca di attenzioni e premure. Desiderosa di sentirsi dire almeno una volta: “Sei bella”, restava costantemente delusa, perché quello sguardo contemplativo non arrivava mai. E così, è diventata durissima col marito. Coglieva ogni occasione per umiliarlo, allontanandolo ancora di più.

La loro casa è diventata teatro di una guerra senza esclusione di colpi. La terapia di coppia non è servita: ciascuno era convinto che a sbagliare e a dover cambiare fosse l’altro.

Spesso il divorzio non nasce come scelta, ma come esito di molte non-scelte precedenti.
Non scegliere di parlare. Non scegliere di guardarsi davvero. Non scegliere di curare le ferite prima di promettere all’altro di averne cura per sempre. Non scegliere una vera intimità.

Lara e Diego si sono lasciati perché si erano chiesti troppo poco chi fossero e di cosa avesse bisogno l’altro. Nel matrimonio avevano portato due solitudini, convinti che l’altra persona li avrebbe riempiti. Ma l’altro non è Dio.

Così, giorno dopo giorno, quel matrimonio è diventato un inferno.

“Insegnerò a mia figlia che non esistono i principi azzurri e a non credere troppo nell’amore”, dice Lara.

Eppure, non è questo il punto.

Lasciamo stare i principi azzurri, che vivono solo nelle favole, ma l’amore vero esiste ed ha una sua grammatica che va rispettata. Come ogni grammatica, si impara, con umiltà, errore dopo errore.

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