6 Febbraio 2026

Genova e i diritti: quando la tutela diventa struttura, e la struttura diventa ideologia

A Genova è stato istituito un nuovo Ufficio per i diritti LGBTQIA+, affidato all’avvocata Ilaria Gibelli come consulente esterna del Comune, con un incarico triennale da 156.000 euro. La notizia, di per sé, non dovrebbe scandalizzare nessuno: la tutela dei diritti e il contrasto a ogni forma di discriminazione sono principi sanciti dalla Costituzione e condivisi, almeno a parole, da tutto l’arco democratico. Eppure, proprio perché i diritti sono una cosa seria, vale la pena fermarsi e porsi alcune domande scomode. Non per negare tutele e diritti a nessuno si intende ma per capire se le modalità scelte siano davvero necessarie, proporzionate e utili alla collettività.

La prima domanda è semplice: la discriminazione non è già punita? Nel nostro ordinamento esistono strumenti penali, civili e amministrativi per contrastare violenze, abusi e discriminazioni, a prescindere dall’orientamento sessuale o dall’identità personale. Esistono sportelli, tribunali, garanti, servizi sociali, forze dell’ordine. Se questi strumenti non funzionano, il problema è la loro inefficacia. Se funzionano, perché crearne di nuovi, dedicati a una sola categoria, con un budget significativo?

La seconda questione riguarda il perimetro dell’ufficio. Dai documenti ufficiali emerge che non si tratta solo di supporto contro discriminazioni concrete, ma di un ampio ventaglio di attività: promozione dell’“identità alias”, riconoscimento dell’“identità di genere”, programmi di formazione sui cosiddetti “diritti LGBTQIA+”, rilancio della rete R.E.A.D.Y., fino all’idea di un “turismo LGBT”. Perdonate la domanda quasi automatica: stiamo parlando di servizi essenziali o di una precisa agenda culturale? Quando un’amministrazione pubblica entra nel terreno della formazione ideologica, della ridefinizione di concetti sensibili come identità, famiglia e tutela dei minori, il confronto democratico dovrebbe essere massimo, non ridotto a una delibera tecnica.

C’è poi un tema di opportunità amministrativa. In un Comune con centinaia di dipendenti, competenze giuridiche interne e risorse già pagate dai cittadini, era davvero impossibile individuare una figura adeguata senza ricorrere a una consulenza esterna onerosa? La domanda non riguarda la professionalità della persona nominata, ma il principio: ogni nuova spesa pubblica dovrebbe rispondere a un bisogno chiaro e condiviso.

Infine, c’è il nodo – delicato ma inevitabile – del profilo della consulente scelta. Ilaria Gibelli è da anni legata a realtà dell’attivismo LGBT: Rete Lenford, Famiglie Arcobaleno, Agedo, Edusexx, Aied. Ha svolto attività di formazione su temi LGBTQIA+ e in passato ha segnalato come “ingannevoli” manifesti informativi sulla pillola abortiva RU486. Tutto legittimo, nel mondo dell’associazionismo. Ma quando si passa dall’attivismo alla consulenza istituzionale, il confine tra competenza e militanza dovrebbe essere chiaro, trasparente e discusso pubblicamente.

La mia preoccupazione non è la difesa delle ingiustizie – accusa troppo facile e spesso strumentale – ma il timore che la tutela dei diritti venga usata come paravento per imporre una visione ideologica, senza un vero confronto con i cittadini su temi che toccano la vita quotidiana, l’educazione e i minori. Difendere i diritti significa anche difendere il pluralismo, il dissenso e la proporzionalità delle scelte pubbliche. Per questo, chiedersi se un nuovo ufficio, con queste funzioni e questi costi, sia davvero necessario non è un atto di intolleranza. È, al contrario, un esercizio di responsabilità democratica. E Genova, come tutte le città italiane, meritano risposte chiare, non slogan.



Il Caffè sospeso...
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Giovanna Abbagnara

Giovanna Abbagnara, è sposata con Gerardo dal 1999 e ha un figlio, Luca. Giornalista e scrittrice, dal 2008 è direttore responsabile di Punto Famiglia, rivista di tematiche familiari. Con Editrice Punto Famiglia ha pubblicato: Il mio Giubileo della Misericordia. (2016), Benvenuti a Casa Martin (2017), Abbiamo visto la Mamma del Cielo (2016), Il mio presepe in famiglia (2017), #Trova la perla preziosa (2018), Vivere la Prima Eucaristia in famiglia (2018), La Prima Comunione di nostro figlio (2018), Voi siete l'adesso di Dio (2019), Ai piedi del suo Amore (2020), Le avventure di Emanuele e del suo amico Gesù (2020), In vacanza con Dio (2022).

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