Conoscete la “perfetta letizia”? È la gioia di Dio, anche nelle difficoltà

Twice25 & Rinina25, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

“Capisco quanto siano preziosi i santi per la nostra fede ascoltando una confidenza dolorosa. Una mia amica vive in attesa di un referto medico, che può cambiare completamente il suo destino. E io, mentre la sostengo, penso a san Francesco d’Assisi, a Chiara Luce Badano, a tanti santi che hanno sperimentato quella gioia che resiste al dolore e alle prove… la perfetta letizia del cristiano”. Ecco la testimonianza di Chiara, una giovane donna.

Sono Chiara, una donna di 34 anni, moglie e madre. Qualche giorno fa mi arriva una brutta notizia: una persona a me vicina è in attesa di un referto che le dirà se ha o meno un tumore maligno. Al 50% sì, al 50% no. I medici non si sbilanciano ma sono in apprensione. Dovranno passare ancora dei giorni, prima di avere una risposta. Sono ore lunghe, sospese, in cui la paura si affaccia di continuo; la mente della mia amica – e la mia con lei – corre avanti, spesso troppo avanti. Mi dice di dormire poco la notte, ha paura di non vedere realizzati i tanti sogni che ha. A volte, le manca il respiro per la preoccupazione.

Spesso, ci ritroviamo a parlare, nei suoi momenti più difficili, e a me vengono continuamente alla memoria storie di testimoni di fede che la Chiesa ci ha consegnato. Storie concrete, incarnate. 

E così, mi viene quasi spontaneo pensare a san Francesco d’Assisi e alla sua perfetta letizia, a santa Zelia Martin, che ha vissuto il tumore al seno con fiducia e abbandono, a uomini e donne che hanno attraversato il dolore alla maniera di san Paolo: piegati, ma non spezzati; senza negarlo, ma senza lasciarsi schiacciare. Penso a san Massimiliano Kolbe, pieno di vita in un lager, alla luce della beata Chiara Badano.  

Questa persona in attesa di diagnosi non conosce le storie dei santi e mentre gliele racconto vedo in lei una speranza nuova che si accende. Quanta bellezza le era stata nascosta! Ora, invece, è lì, nei suoi occhi, quando scopre il significato della perfetta letizia e mi dice: “Voglio vivere così anche io”. 

Un concetto maturato ed espresso da san Francesco di Assisi cambia vite oggi, 800 anni dopo. “Perché il vostro frutto rimanga”, dice Gesù a chi lo segue. Ed è lì che capisco, ancora una volta, perché i santi sono così importanti per noi.

I santi non annullano il Vangelo, lo incarnano. Non oscurano Gesù, lo rendono presente. I santi ti spalancano un mondo. Penso a quanto sarebbe più povera la mia vita, se non ne avessi conosciuto neppure uno. Questi campioni nell’amore, unici e originali, peccatori e fragili, ma saldi in Dio, ti mostrano che la fede è possibile sul serio.

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Dio ha sempre scritto nella storia attraverso le vite dei santi: i Vangeli sono pieni di vite trasformate dalla grazia, storie che aiutano noi, dopo 2000 anni.

Soprattutto quando la sofferenza diventa concreta, abbiamo bisogno di volti, di storie, di qualcuno che ci dica: si può vivere anche questo, senza esserne annientati

I santi fanno esattamente questo. Ci mostrano che il Signore non cancella la croce, ma la rende abitabile.

E forse è proprio per questo che continuano a parlare anche a chi non li conosceva: perché non indicano sé stessi, ma Cristo vivo, all’opera nelle pieghe più fragili dell’esistenza umana.

Non so cosa dirà il referto della mia amica. So, però, che la sua storia non è appesa a un filo, è custodita in Dio. E, qualunque cosa accada, avremo, insieme, la speranza dei santi. Non siamo forti e brave, no, siamo fragili, come lo erano San Francesco o Chiara Luce, ma Gesù è risorto. Per loro… e per noi.




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