Vangelo e maternità: Marta e Maria di Betania nella vita frenetica di oggi
Crispijn van de Passe Christus in het huis van Marta en Maria, (particolare), 1574 - 1637, Rijksmuseum - Amsterdam
di Simona Arcidiacono
Tutte possiamo sentirci in bilico tra Marta e Maria di Betania, le due sorelle del Vangelo, amiche care di Gesù. Una più pragmatica, l’altra più contemplativa; una più ansiosa, l’altra più affidata. Probabilmente, a tratti, somigliamo più a Maria, a tratti, invece, più a Marta. Forse siamo anche noi in affanno e ci agitiamo per molte cose… L’importante, è far nostro il dolce rimprovero di Gesù, quando ci accorgiamo che ci stiamo perdendo “la parte migliore” della vita…
Complice il mal tempo e le giornate dai ritmi lenti che l’influenza ti regala, ho avuto la gioia di avere accanto un libro che mi ha attirato fin dalla grafica. Quale? “Confessioni di una mamma per scelta”, Effatà Editrice, scritto a quattro mani da Valentina Pigini e Maria Cesaro. Un libro che mi ha conquistata con la sua copertina: il disegno di una matriosca traboccante di oggetti ad uso e consumo quotidiano.
La matriosca, rappresentata in copertina, solitamente, la si usa per spiegare ai bambini dei primi anni di catechismo il significato e il potere dell’essere Chiesa e il grande dono delle relazioni. La relazione più importante è la connessione con noi stessi, il nostro io. Il libro mi ha conquistata talmente tanto che ho cercato una delle autrici, non solo per complimentarmi, ma anche per ascoltare dalla viva voce come è nato questo progetto.
La prima curiosità che ho rivolto a Maria Cesaro riguardava l’origine di La Casa di Marta. La Casa di Marta è una collana pensata perché ogni donna possa sentirsi accolta da una figura che, come lei, è impegnata quotidianamente a tenere insieme le mille sfide della vita familiare: Marta di Betania. Con delicatezza e profondità, intrecciando riflessioni psicologiche alla dimensione della fede, questi libri accompagnano autrici e lettrici in un percorso di crescita, che aiuterà a vivere con pienezza e consapevolezza la vocazione al matrimonio e alla maternità.
“Confessioni di una mamma per scelta” nasce una sera di inverno, quando due amiche si sentono per il solito “Come va?”, scambiato di tanto in tanto, per tenersi aggiornate sulle rispettive vicende familiari. Invece del solito “Tutto bene”, ne esce un fiume in piena, che diventa un libro, fatto di piccole vittorie e qualche sconfitta.
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Due amiche, in due paesi diversi, con sfide diverse, cercano di darsi una mano, nonostante la distanza. Prosegue Maria nel raccontarmi ancora in dettaglio che la sfida è quella di portare un personaggio del Vangelo, Marta di Betania, nelle vite quotidiane di tante donne affannate, che hanno l’impressione di girare come trottole e perdersi la parte migliore, nei loro salotti, sui loro comodini e tra i fornelli.
Marta accompagna Valentina, che è la protagonista del libro e narratrice, ma accompagna anche ogni singola lettrice, in un viaggio dentro sé stessa, a fare i conti con le scelte che ha preso, a non cedere alla tentazione di fuggire. In una fase storica in cui tutto diventa provvisorio e la scelta di cambiare rotta e vita a piacimento, secondo il nostro sentire momentaneo è propagandata come la migliore di sempre, questo libro offre buone motivazioni per restare anche quando tutto (o molto) suggerirebbe di scappare.
Ad ogni capitolo viene raccontato un anno della vita di Valentina, partendo dal 2025 e arrivando fino al 1990, in nove capitoli la protagonista analizza i suoi nove anni di matrimonio andando a ritroso nel tempo. All’inizio, la narratrice racconta il suo presente, poi la nascita di sua figlia, la prima gravidanza che diventa un lutto perinatale, vissuto all’estero, in solitudine, con tutte le conseguenze che questa bomba inaspettata ha sulla coppia di coniugi… Poi ancora il matrimonio, il fidanzamento ed infine all’ultimo capitolo spetta il posto d’onore dell’infanzia, con tutti i pezzi del puzzle che finalmente trovano un posto quando vengono raccontati i piccoli episodi che sono diventati i mattoncini fondanti della scala di valori di una bambina che poi diventerà la donna che scrive.
Tutti questi episodi narrati vengono commentati da una voce amica, che offre da bere e da mangiare alla giovane mamma. Un cibo simbolico che viene affiancato non tanto da consigli, quanto da domande che vanno a scavare oltre la superficie della parola scritta, un cibo offerto proprio da Maria che, come lei stessa continua a raccontare, ha impersonato il ruolo di Marta di Betania attuale e antica nello stesso tempo, perché l’amicizia è quel valore universale che resta identico oggi come duemila anni fa, quando Marta di Betania apriva la porta a Gesù e agli apostoli, ristorandoli sulla strada del loro cammino.
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Marta cucina e intanto ascolta Valentina raccontare le sue peripezie, offrendo prima un bicchiere d’acqua e una fetta di pizza. Pizza? Sì, pizza, quel piatto veloce che ordiniamo quando, aprendo il frigo, ci rendiamo conto che non siamo uscite in tempo per fare la spesa.
In questo “piatto emergenziale” – antico e moderno – è rappresentato il sostegno di cui ogni mamma ha bisogno in alcuni momenti della vita.
Nel ringraziare Maria, con cui ho avuto piacere di preparare l’intervista proprio nei giorni in cui si festeggiava la Giornata della Vita, mi sento di consigliarvi di leggere questo testo in cui ci possiamo rispecchiare tutte – noi anche chi non ha figli o li sta aspettando – perché aiuta a respirare nei momenti frenetici in cui veramente spesso si rischia di perdere l’essenziale, che è invisibile agli occhi.
Preziose, in particolare, sono alcune pagine che offrono un momento di relax per colorare la nostra vita.
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