Papa Leone: “Circondati da tante parole, ma quante di queste sono vuote!”

Screenshot del video https://www.youtube.com/watch?v=UUk_6q7DgzY

Papa Leone XIV, all’Udienza di mercoledì 11 febbraio: “La Parola di Dio spinge la Chiesa anche al di là di sé stessa, la apre continuamente alla missione verso tutti. Infatti, viviamo circondati da tante parole, ma quante di queste sono vuote! A volte ascoltiamo anche parole sagge, che però non toccano il nostro destino ultimo. La Parola di Dio, invece, viene incontro alla nostra sete di significato, di verità sulla nostra vita. Essa è l’unica Parola sempre nuova: rivelandoci il mistero di Dio è inesauribile, non cessa mai di offrire le sue ricchezze”.

Per il Santo Padre esiste un “legame profondo e vitale” “tra la Parola di Dio e la Chiesa”, un legame espresso dalla Costituzione conciliare Dei Verbum, che sta analizzando, passo dopo passo nelle udienze del mercoledì. 

Nella mattina dell’11 febbraio ha affermato: “La Chiesa è il luogo proprio della Sacra Scrittura. Sotto l’ispirazione dello Spirito Santo, la Bibbia è nata dal popolo di Dio e al popolo di Dio è destinata. Nella comunità cristiana essa ha, per così dire, il suo habitat: nella vita e nella fede della Chiesa trova infatti lo spazio in cui rivelare il proprio significato e manifestare la propria forza”.

Papa Leone ha voluto sottolineare, in linea con il Vaticano II, che “La Chiesa ha sempre venerato le divine scritture come ha fatto per il Corpo stesso del Signore, non mancando mai, soprattutto nella sacra liturgia, di nutrirsi del pane di vita dalla mensa sia della Parola di Dio che del corpo di Cristo e di porgerlo ai fedeli”. 

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Il discorso non si esaurisce e, come ha notato il pontefice, “La Chiesa non smette mai di riflettere sul valore delle Sacre Scritture”. 

Nella comunità ecclesiale “la Scrittura trova, dunque, l’ambito in cui svolgere il suo compito peculiare e raggiungere il suo fine: far conoscere Cristo e aprire al dialogo con Dio”. Con san Girolamo, il Papa afferma che “L’ignoranza della Scrittura è ignoranza di Cristo”.

Non è irrilevante che la Sacra Scrittura sia stata affidata alla Chiesa, deve essere “da essa custodita e spiegata”. La Sacra Scrittura, allora, può svolgere “un ruolo attiv”: “con la sua efficacia e potenza dà sostegno e vigore alla comunità cristiana. Tutti i fedeli sono chiamati ad abbeverarsi a questa fonte, anzitutto nella celebrazione dell’Eucaristia e degli altri Sacramenti. L’amore per le Sacre Scritture e la familiarità con esse devono guidare chi svolge il ministero della Parola: vescovi, presbiteri, diaconi, catechisti. Prezioso è il lavoro degli esegeti e di quanti praticano le scienze bibliche; e centrale è il posto della Scrittura per la teologia, che trova nella Parola di Dio il suo fondamento e la sua anima”.




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