Antonio e Luisa De Rosa su San Valentino: “La passione si costruisce”
Abbiamo intervistato Antonio e Luisa De Rosa, responsabili del blog “Matrimonio Cristiano”. Tra i temi che trattano: intimità, pornografia, castità, dono del corpo, sacramento del matrimonio. Oggi, la prima parte delle riflessioni che hanno condiviso con noi sulla festa di San Valentino, perché possa essere un momento per celebrare l’amore autentico e non la sfilata della mera apparenza.
San Valentino: film, pubblicità, vetrine ci mostrano cuori rossi in ogni dove e forse ci illudono che l’amore sia questione di fortuna. O lo provi o non lo provi. Qual è, per una coppia cristiana, il cuore della passione tra uomo e donna?
San Valentino spesso racconta una passione che capita, non una passione che si costruisce. Come se l’amore fosse una fortuna: o ti succede o non ti succede. Crediamo invece che, per una coppia cristiana, il cuore della passione tra uomo e donna sia una scelta, prima ancora che un’emozione. La passione non è solo il batticuore iniziale, ma il desiderio profondo di custodire l’altro nel tempo. È il fuoco che nasce quando due persone decidono di appartenersi ogni giorno, anche quando l’entusiasmo cala, anche quando la fatica si fa sentire.
Passione e fedeltà: come si coniugano?
Per noi cristiani la passione non è separata dalla fedeltà: anzi, è proprio la fedeltà che la rende adulta, concreta, vera. La passione cresce quando l’altro smette di essere un oggetto che mi fa stare bene e diventa una persona da amare, da servire, da ascoltare. È lì che il corpo ritrova tutta la sua verità: non come consumo, ma come linguaggio dell’amore. Un linguaggio che dice: “Io resto”, “Io ti scelgo”, “Io mi dono”. In questo senso, la passione cristiana non è meno intensa, è più profonda. Non vive di illusioni, ma di incarnazione. Non si spegne con il tempo, se viene nutrita da gesti quotidiani, dal perdono, dalla preghiera condivisa, dalla capacità di attraversare insieme anche le notti.
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Un esempio di questa custodia, al di là delle emozioni…
La passione più grande che ho incontrato non è quella delle storie perfette, ma quella di Ettore: separato, ferito, eppure fedele al sacramento. Una passione capace di superare il dolore e il tradimento, perché radicata in Cristo. Una passione che il mondo fatica a capire, perché non si misura sull’emozione del momento, ma sulla verità della promessa. Oggi Ettore è più appassionato e più fecondo, perché la sua fedeltà non lo ha imprigionato, lo ha reso libero di amare in modo più grande. La sua storia è una profezia silenziosa: mostra che la passione cristiana non coincide con il successo umano, ma con la capacità di amare come ama Dio. Un amore che resta, che attraversa la croce e proprio lì diventa vita. Il cuore della passione, per una coppia cristiana, è questo: trasformare l’innamoramento in un amore che sa durare. E scoprire che proprio lì, nella scelta di restare, il desiderio non muore, ma cambia forma e diventa più vero.

Se l’amore si riduce a un sentimento spontaneo allora rimarremo delusi, perché da solo non dura… E smettiamo di crederci. Quale messaggio possiamo dare ai delusi?
Se l’amore viene ridotto a un sentimento spontaneo, è inevitabile restare delusi. I sentimenti nascono, cambiano, a volte si affievoliscono: non sono il problema. Il problema è aver chiesto loro di sostenere da soli una vita intera. Nessun sentimento, da solo, può farlo.
Il messaggio per chi è deluso è questo: l’amore non ti ha tradito, ti sta chiedendo di crescere. Di passare dall’innamoramento alla scelta, dalla chimica alla responsabilità, dall’“io sento” all’“io decido”. L’amore vero inizia proprio quando l’emozione non basta più e si scopre che amare significa restare, anche nei giorni in cui non viene naturale.
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