16 Febbraio 2026
Un’attesa fiduciosa
Dal Vangelo secondo Marco
Mc 8,11-13
In quel tempo, vennero i farisei e si misero a discutere con Gesù, chiedendogli un segno dal cielo, per metterlo alla prova.
Ma egli sospirò profondamente e disse: «Perché questa generazione chiede un segno? In verità io vi dico: a questa generazione non sarà dato alcun segno».
Li lasciò, risalì sulla barca e partì per l’altra riva.
Il commento
“Vennero i farisei e si misero a discutere con lui, chiedendogli un segno dal cielo, per metterlo alla prova” (8,11). Nelle pagine immediatamente precedenti l’evangelista ha raccontato una serie di prodigi, segni luminosi che confermano e contribuiscono a diffondere la sua fama profetica. Tutto questo non basta agli arcigni difensori della tradizione. In terra straniera Gesù ha incontrato persone che hanno chiesto con umiltà e fiducia. Nella sua patria, invece, si scontra con l’incredulità dei farisei che chiedono ancora “un segno dal cielo”. Come se non avesse già dato abbastanza prove della sua identità messianica.
Dinanzi a questa ostinata chiusura l’evangelista annota che Gesù, “sospirò profondamente” (8,12). Troviamo lo stesso verbo [stenázō] che abbiamo incontrato nel racconto del sordomuto (7,34). Questo sospiro è il segno dell’amarezza di Gesù. Nel caso del malato, è la tristezza dinanzi ad un uomo costretto a vivere in una condizione che non rispecchia la sua dignità; in questo caso, invece, la tristezza nasce dal vedere un’umanità chiusa alla verità.
Non dobbiamo intendere questo sospiro solo come una legittima reazione emotiva, in Gesù la volontà umana s’intreccia armonicamente con quella divina, il suo cuore è quello del Figlio di Dio fatto uomo. Possiamo perciò intravedere in questo gesto una mozione dello Spirito che agisce in Lui. L’apostolo Paolo usa lo stesso verbo nella Lettera ai Romani quando scrive che “la creazione stessa geme e soffre le doglie del parto fino ad oggi.” (Rm 8,22). In questo caso il verbo è tradotto con gèmere. La creazione geme nell’attesa della piena redenzione. Se leggiamo in questa luce, il sospiro non appare come un gesto di scoraggiamento ma come l’attesa fiduciosa di una pienezza che certamente verrà. Un’attesa non priva di sofferenza ma al tempo stesso carica di speranza. Con la grazia dello Spirito, impariamo a leggere gli eventi della vita con quella fiducia che nasce dal sapere che Dio è sempre all’opera per raddrizzare i sentieri storpiati dal peccato degli uomini.
Briciole di Vangelo
di don Silvio Longobardi
s.longobardi@puntofamiglia.net
“Tutti da Te aspettano che tu dia loro il cibo in tempo opportuno”, dice il salmista. Il buon Dio non fa mancare il pane ai suoi figli. La Parola accompagna e sostiene il cammino della Chiesa, dona luce e forza a coloro che cercano la verità, indica la via della fedeltà. Ogni giorno risuona questa Parola. Ho voluto raccogliere qualche briciola di questo banchetto che rallegra il cuore per condividere con i fratelli la gioia della fede e la speranza del Vangelo.
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