CORRISPONDENZA FAMILIARE

Vincere l’indifferenza. C’è un mondo che aspetta

16 Febbraio 2026

Ho già raccontato la storia di Salvatore. Alla sua età tanti altri cercano di godere gli anni della meritata pensione, lui invece non solo continua a lavorare ma s’impegna a raccogliere fondi per realizzare progetti in Burkina Faso. Fa parte della Fraternità di Emmaus, un Movimento che vive ed opera in Burkina Faso da più vent’anni. Per lui questa è diventata una storia personale, che gli permette di arrivare lì dove non avrebbe mai pensato.

Qualche anno fa, sospinto dalla testimonianza di altri amici della sua comunità, Salvatore ha deciso di partire anche lui per il Burkina Faso. Da quel giorno non si è più fermato… quello che ha visto lo ha profondamente ferito e gli ha fatto capire che non possiamo stare a guardare, non possiamo essere spettatori in un mondo dove ci sono disparità così evidenti tra coloro che hanno tutto e quelli che sono privi dei beni essenziali. 

Salvatore non ha mezzi né risorse, ha solo una grande fede. E allora inizia a bussare alla porta della carità, ogni giorno manda messaggi, senza stancarsi. Conosce e segue fedelmente la regola che san Paolo ha consegnato alle comunità della Galazia: “Non stanchiamoci di fare il bene; se infatti non desistiamo, a suo tempo mieteremo” (Gal 6,9). Lui sa che certe battaglie si vincono solo con la perseveranza. Lui sa che denunciare il male serve a poco se manca l’impegno a seminare il bene, tutto il bene possibile. 

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Tra pochi giorni parte nuovamente per il Burkina Faso assieme ad un piccolo drappello di volontari dell’Associazione Progetto Famiglia Cooperazione che accompagna e sostiene la missione della Fraternità di Emmaus. Un’altra tappa di quel pellegrinaggio della carità che fa della vita un raggio di luce. Salvatore sa bene che il suo impegno è piccola cosa rispetto alle necessità. Non importa. A lui basta sapere che quel frammento di carità è un segno che Dio non abbandona nessuno dei suoi figli e dona ai più poveri nuovi e più forti motivi per ritrovare la speranza. L’indifferenza uccide, la carità dona vita. 

“Effatà”, cioè “Apriti!”. 

Sì, mio Signore, apri gli occhi del cuore e donaci di vedere i fratelli che sono nel bisogno, molti di loro non hanno niente per sopravvivere: grazie alle vostre offerte abbiamo donato un pozzo. Ora potranno bere, lavarsi e anche coltivare la terra per avere cibo. Sforziamoci sempre di fare il bene in umiltà e spirito di servizio. 

[…] 

È la fede che permette a Dio di compiere miracoli. Mio Signore, grazie per la fede che mi hai donato, senza il tuo aiuto, e senza la tua Parola che ogni giorno apre il cuore alla carità, non avrei mai osato andare in Burkina Faso. Malgrado gli anni, mi doni la forza di aiutare quei fratelli cosi poveri. Grazie alla generosità di tanti amici possiamo realizzare quattro progetti… Grazie a tutti e ciascuno di voi, amici di Gesù, la vostra carità permette di aiutare tante persone 

[…] 

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“Non temere, soltanto abbi fede!”.

Queste parole di Gesù mi hanno sempre accompagnato, ancora di più in questi ultimi anni. Grazie alla fiducia in Lui mi sono impegnato a trovare i fondi per realizzare un pozzo per dare acqua potabile a tante famiglie che vivono in un Paese così povero. Mi sono fidato di Dio e Lui mi ha ripagato facendomi incontrare tanti amici che mi hanno donato le risorse necessarie per realizzare un pozzo. Strada facendo ho scoperto che la carità non ha mai fine e non è mai sazia. E così ho aggiunto anche altri progetti: comprare 6 quintali di riso per le famiglie più povere e 10 bici per i ragazzi che vanno a scuola. E poi mi è stato chiesto anche di aggiungere un motocarro… tanti progetti, pensavo di non farcela e invece… anche stavolta abbiamo raggiunto la meta. 

Ieri mattina ho portato Gesù Eucarestia ai fratelli ammalati. Uno di loro, che ha più di 90 anni, una vita spesa per la famiglia, mi accoglie sempre gentilmente, malgrado gli anni e gli acciacchi… Nel salutarlo gli ho detto che ci saremmo rivisti il prossimo mese perché sono in partenza per il Burkina Faso, ho tante offerte da portare, dobbiamo inaugurare un altro pozzo, donare un motocarro ad un gruppo di famiglie che hanno perso tutto a causa del terrorismo… E subito, senza pensarci troppo, ha voluto partecipare anche lui con una bella offerta, mi ha detto: “comprate qualcosa per i vostri bambini”. Ha proprio ragione! Quei bambini sono parte della mia famiglia! Rendo grazie o Dio per avermi dato la possibilità di fare quest’opera di bene. È dando che si riceve! 

Salvatore 

Caro Salvatore,

so bene che è faticoso chiedere, lo so per esperienza personale; ma so pure che la fede non ci consente di stare in disparte quando la casa brucia. I tanti messaggi, che ogni giorno scrivi su Whatsapp, manifestano la tua fede, condita di umiltà e di audacia. È la fede che ha fatto di te un mendicante di Dio. È Lui che ti ha aperto gli occhi e ti ha dato il coraggio di chiedere e di dare a tutti una buona testimonianza, quella di chi non resta chiuso nel suo piccolo mondo ma si preoccupa davvero per i suoi fratelli. E quando dico davvero significa “non a parole né con la lingua ma con i fatti e nella verità”, come scrive l’Apostolo Giovanni (1Gv 3,18). 

Il tuo impegno è prezioso non solo per quelle opere che puoi realizzare ma anche perché, sollecitando gli altri a guardare verso i più poveri, li rendi partecipi di quella carità divina che accompagna ogni stagione della storia. È come aprire una finestra e dire a tutti: “Guardate, là fuori c’è un mondo che attende, tanta gente manca dei beni essenziali per vivere e ci sono anche tanti bambini… non possiamo essere spettatori, diamoci da fare”. Non importa quello che danno, grazie a te questa anonima folla di amici ha la possibilità di partecipare alla storia della carità che Dio realizza lungo tutti i secoli. 

“Solo la carità salverà il mondo”, diceva san Luigi Orione, un grande apostolo della carità. Tu hai ricevuto lo Spirito di fortezza. Continua ad essere un mendicante di Dio. In Cristo, Maestro e Servo. 

Don Silvio




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Silvio Longobardi

Silvio Longobardi, presbitero della Diocesi di Nocera Inferiore-Sarno, è l’ispiratore del movimento ecclesiale Fraternità di Emmaus. Esperto di pastorale familiare, da più di trent’anni accompagna coppie di sposi a vivere in pienezza la loro vocazione. Autore di numerose pubblicazioni di spiritualità coniugale, cura per il magazine Punto Famiglia la rubrica “Corrispondenza familiare”.

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